Domenica della Divina Misericordia

Redazione SME

Nella seconda Domenica di Pasqua, Domenica della Divina Misericordia, la liturgia ci presenta il Vangelo in cui Gesù risorto appare ai discepoli, chiusi nel cenacolo per paura, e dice loro: «Pace a voi! Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».

A Biancavilla, a mezzogiorno, una breve processione del Cristo risorto, nell’ottava di Pasqua, si è conclusa dinanzi la venerata Icona della Vergine SS.ma dell’Elemosina – Madre della Divina Misericordia, presso la Basilica Santuario della città etnea, con il canto del “Regina Coeli”.  

Cristo entra attraverso le porte chiuse del Cenacolo, dove la paura aveva rinchiuso i discepoli, annunciando la Pace, mostrando le sue piaghe gloriose, effondendo lo Spirito e affidando loro la missione di salvare ogni persona, mediante il perdono. Questo Vangelo si compie oggi in noi: il Signore attraversa le nostre angosce, raggiunge la solitudine del nostro cuore spaventato, ed esclama: “Pace a voi!”. Mostrando le gloriose ferite del suo corpo risorto illumina le nostre, testimoniando che ogni prova e umiliazione ha senso, è orientata alla Gloria e alla Salvezza. In questa domenica possiamo ricevere, in abbondanza, lo Spirito del Risorto e, nella misura in cui Egli ci consola gettandosi dietro le spalle i nostri peccati, possiamo consolare anche noi coloro che incontriamo. In questo tempo pasquale ci è affidato l’incarico dell’Annuncio: ogni uomo ha diritto di sapere che il Messia, con la sua Pasqua, ha distrutto tutte le mancanze contro la Verità, l’Amore e contro la dignità della persona umana. Egli c’invia oggi ad annunciare la Misericordia ovunque, nelle piazze, al lavoro, in viaggio, pur nella debolezza, ma con franchezza. Ma la Misericordia raggiunge solo coloro che riconoscono di aver mancato e desiderano cambiare vita, non chi continua ad ammiccare all’iniquità. Maria, Madre di Misericodia, interceda per noi.

 

“A PACI” IERI E OGGI

Un giovane appassionato di storia locale è venuto in possesso di alcuni documenti inediti sulla tradizionale manifestazione religiosa che si svolge a Biancavilla il mattino del giorno di Pasqua.
Un piccolo estratto delle sue ricerche.


di Giuseppe Marchese

A Biancavilla (CT), il giorno più caratteristico dei festeggiamenti pasquali cade proprio il giorno di Pasqua, con la rappresentazione denominata “A Paci“, cioè l’incontro festoso tra il Cristo risorto, la Madonna, e l’Arcangelo Gabriele “che balla”. L’incontro ha luogo nelle piazze Collegiata ed Annunziata. Anticamente ”’A Paci” era caratterizzata dal bacio della Madonna sul costato del Figlio, anziché sulle labbra del Risorto, come si vede oggi. L’antica statua lignea dell’ Arcangelo Gabriele fa parte dell’antico gruppo statuario settecentesco rappresentante l’Annunciazione, mentre le altre due, il Cristo Risorto e la Madre Annunziata, furono sostituite nel 1922 perché reputate non in condizioni idonee, come scriveva il decano mons. Antonino Distefano al comune di Biancavilla.

L’attuale statua del Cristo Risorto è opera dell’artista biancavillese Giovambattista SANGIORGIO , mentre la statua della Madonna Annunziata, opera dell’artista leccese Giuseppe MANZO proviene dalla ditta leccese di Arte Sacra di Arturo Troso, non più esistente dalla morte di Giuseppe Manzo.

Quest’ultima notizia ho potuto apprenderla consultando un antico documento conservato presso l’archivio del Comune di Biancavilla.

Finora, infatti, l’autore della statua della Madonna era sconosciuto.

In questa foto allegata è possibile vedere una piccola statua della Madonna, opera di MANZO, conservata nel museo leccese, in cui risultano evidenti i lineamenti dell’Annunziata biancavillese.

Dalle carte emerge proprio la scelta delle allora autorità comunali di conferire il mandato per la realizzazione del simulacro della Madonna alla ditta leccese.

Questo mio piccolo ritrovamento fa luce su alcuni aspetti della nostra storia locale e ci permette di ricostruire l’entusiasmo che sempre ha caratterizzato la comunità civile e religiosa insieme attorno alle celebrazioni pasquali.

Le statue vecchie, raffiguravano la Madonna Annunziata inginocchiata con le mani giunte, mentre il Cristo era nudo, ricoperto solo di un perizoma.

Gli interventi degli anni venti del secolo scorso hanno alterato la composizione del gruppo dell’Annunziata preoccupati piuttosto di creare maggiore armonia tra il simulacro del Risorto e della Madonna, entrambi in cartapesta.

L’arcangelo, invece, resta oggi isolato nel suo stile settecentesco, con i suoi vivaci colori siciliani.

Questa scoperta, se fa luce su alcuni aspetti, ci pone ulteriori interrogativi, sul ruolo del biancavillese Sangiorgio e sul perché, l’autore del Risorto non abbia realizzato anche il simulacro della Madonna.

Tutto attesta, in ogni caso, il contributo che maestranze e artigiani locali hanno dato in passato alla crescita della comunità locale.

Rimandando ulteriori dettagli ad un futuro intervento scientifico, in questo contesto voglio ricordare inoltre che, in alcuni anni passati, risulta documentata il giorno della Resurrezione la declamazione in piazza Collegiata delle poesie sulla Resurrezione scritte dal poeta Cavallaro, oggi purtroppo perdute.

Maria associata alla Passione del Figlio

Dino Cunsolo: “Gesù incontra sua Madre”.
Da “Con Maria sulla via della Croce”.
Via Crucis (IV stazione) della Basilica Santuario di Biancavilla.

O Dio,
tu hai voluto accanto al tuo Figlio
la sua Madre addolorata:
fa’ che la tua Santa Chiesa
associata con Lei alla Passione del Cristo,
partecipi alla gloria della risurrezione.
Egli è Dio e vive e regna nei secoli dei secoli.
Amen.

DA “PIETRO” UNA “PIETRA” PER BIANCAVILLA

Il Papa dona alla Basilica di Biancavilla un mattone della Porta Santa.

Redazione SME

Il Santo Padre Francesco, per il tramite del Cardinale Angelo Comastri, Arciprete della Basilica di San Pietro in Vaticano, ha donato alla Basilica Santuario di Biancavilla uno dei mattoni che hanno chiuso la Porta Santa di San Pietro nell’Anno del Grande Giubileo del 2000 e che sono stati estratti in occasione della riapertura della Porta nello scorso Giubileo Straordinario della Misericordia.

Ad annunciare l’arrivo di questo speciale omaggio, il Prevosto don Agrippino Salerno e l’Associazione “Maria SS. dell’Elemosina”, che lo ha ricevuto in consegna direttamente dalla Fabbrica di San Pietro in Vaticano nei giorni scorsi.

“Sin dall’erezione della Collegiata dei canonici – spiega il Prevosto – il legame di questa chiesa madre con il Papa è stato molto forte, e reso ancora più stabile dal conferimento del titolo di Basilica Pontificia ad opera di Paolo VI nel 1970”.

“Il dono di questo mattone – afferma il Direttivo SME – è un segno di speciale comunione con la Sede di Pietro, che aumenta la sacralità del nostro Santuario, dove si incastona come una perla preziosa, per custodire le benedizioni e i tanti benefici del Giubileo della Misericordia di cui la nostra comune e amata Madre dell’Elemosina è stata quasi un simbolo internazionale, specialmente in occasione della straordinaria traslazione a Roma”.

Il mattone donato alla comunità biancavillese, munito di certificato di autentica, sarà esposto in Basilica in questi giorni presso la Cappella della Madonna dell’Elemosina, per poi essere collocato definitivamente in una parete dell’edificio sacro.

Il muro retrostante alla Porta Santa della Basilica di San Pietro, dal quale proviene il mattone, è stato demolito durante la “Recognitio” svoltasi il 18 Novembre 2015 alla presenza del Cardinale Comastri e del Capitolo dei Canonici della Basilica Vaticana, ad opera di quattro “Sampietrini” che hanno abbattuto a colpi di piccone la parete che sigillava la Porta Santa, estraendo la cassetta metallica custodita dal momento della chiusura del Giubileo del 2000 e contenente i documenti dell’Anno Santo, tra cui la chiave che ha consentito di aprire nuovamente la Porta, delle medaglie commemorative, la pergamena del “Rogito” e i mattoni, che nei mesi a seguire sono stati messi a disposizione del Santo Padre per essere donati ad alcuni tra i più insigni Santuari del mondo.

Presenti alla cerimonia anche il Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie, Monsignor Guido Marini, che ha “preso in consegna” i documenti e gli oggetti della “Recognitio”, e l’Arcivescovo Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della nuova evangelizzazione.

Giuseppe Patti vive al cospetto di Dio

 

“Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio,
nessun tormento le toccherà” (Sap 3,1)

L’Associazione “Maria SS. dell’Elemosina”
affida alla misericordia di Dio
l’anima benedetta del confratello Giuseppe Patti
che ieri sera ha concluso la sua vita terrena.

Pippo ha vissuto una vita dedicata alla sua sposa, illuminata da una fede forte e luminosa.
Il suo carattere mite, la sua disponibilità e gentilezza messa al servizio della Comunità ecclesiale e dell’Associazione, restano per tutti esempio di umanità vera e di fede sincera.

Nell’Aggregazione mariana, Pippo, annoverato tra i soci fondatori, fu Assistente maggiore, sin dalla prima ora del Presidente Vincenzo Vitanza, distinguendosi per lo zelo nel diffondere la devozione alla Madonna dell’Elemosina.

La Vergine Maria, Madre della Misericordia, che in vita ha pregato con devozione e amore,
lo accolga nel Regno della beatitudine, e con Gesù Signore possa celebrare la Pasqua del cielo insieme ai giusti che contemplano il volto di Dio.

Il Presidente, il Consiglio Direttivo, i Soci.

La S. Messa e il Rito esequiale
avranno luogo questo pomeriggio, Mercoledì Santo 12 Aprile alle ore 15,00
presso la Basilica Santuario di S. Maria dell’Elemosina.

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