Ieri pomeriggio nella chiesa del Rosario si è svolta la “Festa della legalità”, organizzata dall’Oratorio “Don Pino Puglisi” della Parrocchia Matrice, voluta all’inizio dell’anno per affermare i principi sui quali si fonda l’Oratorio biancavillese, dedicato al sacerdote palermitano martire della mafia. Un evento significativo, soprattutto alla luce dei recenti avvenimenti che hanno caratterizzato il nostro territorio nelle scorse settimane.

Per l’occasione ha offerto la sua testimonianza Eugenio Di Francesco. Una storia drammatica e disumana da una parte, ma anche di grande forza e coraggio dall’altra. Suo padre, Stefano, nel 2012 uccise il fratello minore, Piero, simulando un suicidio; fu proprio Eugenio a scoprire la messa in scena del padre. Eugenio fece inoltre l’amara scoperta che suo padre aveva dato a ‘Cosa Nostra’ anche l’autorizzazione di uccidere lui stesso perché era venuto a conoscenza e aveva denunciato le azioni illecite a finalità mafiosa che giravano attorno all’azienda di famiglia. Da quel momento la sua vita è drammaticamente cambiata, vive sotto scorta e non ha più rapporti con l’uomo che l’ha messo al mondo. La sua testimonianza ha evidenziato tutto il male di cui è capace la mafia, che può arrivare perfino alla scellerata decisione di un  padre di mettere a morte i propri figli, solo perchè hanno scelto di seguire un’altra strada. Di Francesco ha invitato tutti i presenti a vivere una vita libera, anche e nonostante i tradimenti delle persone più care e più vicine, richiamando il detto evangelico di Gesù, per cui si può anche rinunciare ai propri genitori pur di mantenere la fedeltà al valore dell’amore e della giustizia. Un caloroso applauso ha confermato che la sua testimonianza è giunta al cuore di tutti i presenti, soprattutto degli adolescenti.

 

 

Nel corso del pomeriggio, i bambini del gruppo Teatro hanno presentato dei monologhi su Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
Il gruppo Animatori ha preparato un video con le frasi dei grandi uomini che hanno combattuto per la legalità.

A presentare l’incontro è stato Giuseppe Sant’Elena, Responsabile dell’Oratorio: “sono cresciuto alla scuola di Don Bosco e ho imparato ad amare i giovani – afferma Sant’Elena. Circa un anno fa don Agrippino mi ha affidato l’incarico di aprire un oratorio dove accogliere i ragazzi, per educarli con il gioco e le attività più sane ai valori della nostra fede. Ho affrontato questo impegno con entusiasmo e, con l’aiuto di tante persone, spero di portare avanti questo compito”.

Nel contesto della festa è stato letto anche un messaggio di saluto di Maurizio Artale, Direttore del Centro “Padre nostro”, fondato da Don Pino Puglisi nel quartiere Brancaccio di Palermo.

Al pomeriggio di festa hanno preso parte il prevosto-parroco, don Agrippino Salerno, il sindaco, Pippo Glorioso, il presidente dell’Associazione culturale “Symmachia”, Vincenzo Ventura con Calogero Rapisarda, e il presidente dell’Associazione “Maria SS. dell’Elemosina”, Giuseppe Santangelo, con una rappresentanza di consociati. In tale contesto, infatti, è stata effettuata la premiazione del concorso “Aria di festa… social!” sulle feste patronali, organizzato dalle due associazioni “Symmachia” e “Maria SS. dell’Elemosina” (vedi http://www.santamariaelemosina.it/blog/2017/10/80514).

Ad affollare la chiesa del Rosario, i bambini dell’oratorio con alcuni genitori e i partecipanti al concorso fotografico.

Pochi giorni fa, nel contesto delle feste patronali, alcuni giovani hanno salutato Padre Placido Brancato, fondatore di uno storico oratorio all’Annunziata. Padre Brancato, che il 18 ottobre prossimo festeggerà 75 anni di sacerdozio, si è detto molto felice della nuova realtà dell’Oratorio “Don Pino Puglisi”.

Ulteriori iniziative dell’oratorio sono in programma in occasione della festa di Don Pino Puglisi, sabato 21 ottobre. Per l’occasione, presso l’Oratorio “San Filippo Neri” diCatania, si svolgerà il “Trofeo 3P”, un incontro di calcio in cui si confronteranno i ragazzi dei due oratori. A seguire, la Celebrazione Eucaristica e un momento di festa per tutti.

 

 

 

Commenti

commenti