Riflessioni di metà autunno

Che la vita sia un’avventura affascinante ma anche complessa, ce lo ricorda la festa di tutti i Santi che arriva nel cuore dell’autunno per celebrare insieme la gloria e l’onore di tutti i Santi, anche quelli non canonizzati. Il calendario liturgico della Chiesa invoca in questo giorno tutti i coloro che hanno vissuto in pienezza la loro fede in Cristo. Molti li conosciamo perché ufficialmente dichiarati come tali dalla Chiesa – quelli da calendario per intenderci (martiri, confessori della fede, fondatori di ordini religiosi, mistici, educatori e persone di carità) – tanti altri ci sono sconosciuti, o sono noti solo a chi ha avuto il piacere, l’onore e la gioia di vivere accanto a delle persone eccezionali. I Santi non sono persone normali. Questo non per dire che fanno miracoli o hanno visioni soprannaturali, ma per dire che sono uomini e donne che hanno vissuto in pienezza la loro vita e che adesso vivono al cospetto di Dio.

Persone che hanno vissuto nel silenzio situazioni difficili, hanno affrontato sofferenze, malattie, missionari o chiusi in un convento, per la strada o tra le mura domestiche, eroi del quotidiano che hanno adempiuto con fedeltà gli impegni della loro condizione di vita: preti, suore, mamme e papà di famiglia, consacrati. Tanto eccezionali e tanto normali. E forse eccezionali proprio perché normali. Alla sfida della vita  hanno risposto dimostrando che si può vivere la fedeltà all’amore. Ed è a questa straordinarietà che siamo invitati tutti noi cristiani, quando la Chiesa ci ricorda la chiamata universale alla Santità. A questi nostri fratelli e sorelle la Chiesa ci propone di guardare perché, come loro, anche noi possiamo essere “eccezionali nell’ordinarietà”.

La festa dei Santi però ci dice anche un’altra cosa: che la vita non è tutta qui. Non finisce con l’ultimo respiro, non si dissolve nella polvere del sepolcro. No, quella vita iniziata senza che lo avessimo chiesto, continua per sempre, in una modalità nuova, affondando nella beata eternità ed immensità di Dio che colma il nostro cuore di ogni desiderio e di ogni pienezza. I Santi continuano a vivere. Ci sono presenti e contemporanei. Sempre attuali. 

La festa dei Santi, con la commemorazione dei defunti, che segue il 2 novembre, mentre ci fa gettare uno sguardo sulle realtà ultime della nostra vita (la morte, il giudizio di Dio, il paradiso, l’inferno e il purgatorio), ci sprona a guardare la nostra vita. Oggi. Il paradiso inizia qui. Quello che sarà di noi, nella memoria dei nostri cari e al cospetto del Signore, dipende dal momento presente.

Streghe, vampiri e fantasmi, che la società del consumo ci offre quasi per prendersi gioco del mistero della morte, non ci possono far dimenticare che il nostro destino futuro comincia già adesso e che la sfida con la vita si vince nel quotidiano. I Santi ce lo ricordano. Soprattutto quelle persone speciali che ognuno di noi ha conosciuto e il cui esempio ci è rimasto nel cuore, a conferma che una vita autentica è possibile. Sono i Santi di casa nostra, quelli che abbiamo incontrato sul nostro cammino e ci hanno mostrato una “vita pienamente riuscita”.

 

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