Solidarietà
al Santo Padre
L'Associazione
"Maria SS. dell'Elemosina" esprime solidarietà e
vicinanza al Santo Padre in questi giorni di gravi e feroci attacchi
alla sua persona.
La Passione di Benedetto XVI tra congiure, calunnie e ‘pallottole
di carta’. Ecco chi si nasconde dietro l’attacco al Papa
dei valori non negoziabili. Ma le porte degli inferi non prevarranno.
di Gianluca Barile
Il primato sulla Chiesa conferito singolarmente da Cristo a Pietro
e ai suoi successori, non è ‘semplicemente’ la
facoltà di guidare il
popolo terreno in cammino verso Dio. E’ qualcosa di più.
E’ la consegna del martirio. Lo ha rivelato Cristo stesso all’Apostolo
scelto per pascere il Suo gregge: ‘In verità, in verità
ti dico: quando eri più giovane, ti cingevi la veste da solo,
e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio, tenderai le tue mani,
e un altro ti cingerà la veste e ti porterà dove tu
non vuoi’ (Giovanni 21,18).
Avvenne
proprio così, a Roma, per mano di Nerone, sul Colle Vaticano,
dove Pietro venne crocifisso, come il suo Maestro, ma a testa in giù,
su sua richiesta, perché si ritenne indegno di morire nello
s tesso modo del Messia. Noi cattolici sappiamo che Pietro, oggi,
è Benedetto XVI. Non abbiamo dubbi, al riguardo. Ma chi, indossando
i panni di Nerone, soffia sul fuoco dello scandalo pedofilia? Coloro
che vorrebbero zittire il Papa dei valori non negoziabili; il Pontefice
che non è scappato per paura
davanti ai lupi; il Capo della Chiesa in prima linea, senza esitazioni
o compromessi, nella difesa della vita, nella condanna dell’aborto
e dell’eutanasia, nella tutela del matrimonio naturale tra uomo
e donna. Parliamo delle potentissime lobby economiche, farmaceutiche
e omosessuali a cui farebbe certamente più comodo un Papa debole
e silente o, quantomeno, più ‘tollerante’. Si tratta
di vere e proprie organizzazioni criminali, ciniche e spietate, che
agiscono all’unisono con la massoneria (quella non manca mai)
per dipingere Benedetto XVI come il numero uno della più attiva
e minacciosa associazione a delinquere finaliz zata alla violenza
sessuale sui bambini che sia mai esistita in tutta la storia: la Chiesa
cattolica. Ebbene, non ci riusciranno. O meglio, per dirla tutta,
hanno già fallito.
In primis perché le accuse sono infondate: nessuno come questo
Pontefice, sin da quando era Cardinale Prefetto della Congregazione
per la Dottrina della Fede, ha mai combattuto con tanti risultati
la pedofilia e gli abusi sessuali compiuti in genere da parte del
Clero; poi, perché nessuna persona di buon senso potrebbe mettere
in dubbio la levatura e l’onestà intellettuale di Joseph
Ratzinger. Un paio d’anni fa, dopo la messa in onda del video-spazzatura
sulla pedofilia realizzato dalla Bbc, scrivemmo che avrebbero voluto
fare di Benedetto XVI un nuovoPio XII. Sappiamo tutti, infatti, che
da ormai mezzo secolo aleggia sulla memoria del ‘Pastor Angelicus’,
Papa Eugenio Pacelli, la ‘leggenda nera’ di essere stato
antisemita e di non aver mosso un solo dito per aiutare gli ebrei
durante l’infame e diabolica persecuzione nazista. Sappiamo,
pure, che una ‘leggenda nera’ è la palese distorsione
di dati storici evidenti. Nella fattispecie, guarda caso proprio dopo
il riconoscimento delle virtù eroiche di Pio XII e la sua proclamazione
a Venerabile (l’ultimo passo prima della beatificazione), c’è
chi si è adoperato per creare la ‘leggenda nera’
del Pontefice (Benedetto XVI, appunto) che ha passato tutta la vita
a coprire preti pedofili. Una calunnia, una bestemmia, considerato
che, tra l’altro, Joseph Ratzinger non aveva alcun tipo di responsabilità
quando i fatti venuti a galla in queste settimane, dopo decenni di
silenzio, si verificavano - a causa di una pletora di delinquenti
che non avrebbero mai dovuto indossare l’abito sacerdotale -
in Paesi in cui Superiori Generali e Vescovi, con i loro ‘insabbiamenti’,
si comportavano più come novelli ‘Don Abbondio’
che come degni Pastori della Chiesa. Ma torniamo ai nostri giorni.
Siamo ancora in Quaresima, ma la Passione del Santo Padre è
già abbondantemente e dolorosamente iniziata. Su, forza, coraggio:
aiutiamolo con la preghiera, affidiamolo e affidiamoci a Maria Santissima.
Facciamoci cirenei. Prendiamo un pezzo della sua Croce e accompagniamolo
senza esitazioni. E’ vero, non capitava un attacco del
genere al Romano Pontefice dal giorno dell’attentato a Giovanni
Paolo II. Allora furono esplose pallottole di piombo, adesso (per
parafrasare il Cardinale Camillo Ruini) ‘pallottole di carta’.
E difficilmente, tornando indietro nel tempo (eccezion fatta per Pio
XII, come spiegavamo prima), è possibile trovare una macchinazione
così diabolica ai danni del Papa. Ma non possiamo e non dobbiamo
arrenderci, anche perché la promessa di Cristo a Pietro è
irrevocabile: ‘Le porte degli inferi non prevarranno’.