Redazione SME

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In questo Anno Santo della Misericordia si è svolta ieri, venerdì 18 marzo, la “Via Crucis della Misericordia”. Il percorso di fede e di devozione si è snodato lungo le viuzze del centro storico biancavillese, attorno al Santuario giubilare della Beata Vergine dell’Elemosina. Come “pellegrini e mendicanti di misericordia”, i fedeli, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, sono passati da una stazione all’altra portandosi spiritualmente nelle più sperdute e desolate periferie esistenziali e geografiche dell’umanità, dove Cristo ancora soffre, è lasciato morire di fame e di freddo, è rifiutato e respinto, è incarcerato e privato della sua umano-divina dignità, è perseguitato e ucciso…

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“Per vivere autenticamente la nostra Via Crucis sulle orme di Gesù – ci ricordano i vescovi italiani per l’Anno Santo 2016 – , occorre tuttavia avere innanzitutto l’umiltà e il coraggio di scendere nelle zone più nascoste del nostro cuore, quelle ancora da evangelizzare. È là che Gesù ci attende per donarci il suo perdono e cominciare con noi, dall’abisso della nostra povertà, la salita al Calvario, alla vetta del più grande amore. Egli, infatti, nella sua bontà misericordiosa, vuole non solo salvarci, ma anche unirci a sé nell’opera di salvezza universale”.

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La pia pratica, guidata dal prevosto, don Pino Salerno, è stata curata dai gruppi “Catechisti”, “Ministranti”, “Ca.spe.f.” e “Associazione Maria SS. dell’Elemosina” e si è conclusa in Santuario, dinanzi L’icona prodigiosa della Madre dell’Elemosina, dove si è pregato per il dono dell’Indulgenza giubilare.

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Tra le meditazioni proposte all’inizio della Via Crucis:
“Padre, fonte d’Amore, che hai tanto amato il mondo da dare il tuo dilettissimo Figlio
per la nostra salvezza, visita con il tuo Santo Spirito le profondità del nostro cuore,
perché, percorrendo la Via della Croce, ci lasciamo trasformare interiormente, e diventiamo per i nostri fratelli segni vivi della tua misericordia. E tu, Madre della divina Misericordia, accompagnaci lungo il cammino, negli intricati sentieri della storia, negli anonimi agglomerati urbani, nei desolati deserti del non-senso, dove ogni giorno l’uomo è immerso nelle tenebre del Venerdì Santo e attende una parola e un gesto di umana-divina misericordia per risorgere a vita nuova”.

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