Carmelo, campione della fede e delle relazioni umane, circondato dall’affetto dei suoi cari, è salito al cielo per contemplare in eterno le meraviglie del Signore. La Celebrazione eucaristica e il rito delle esequie avranno luogo domani, lunedì 16 aprile – ore 17,00 presso la chiesa parrocchiale dell’Idria.  

di Giuseppe Sant’Elena

È ritornato alla casa del Padre Carmelo Mazzaglia, giovane biancavillese conosciuto, apprezzato e voluto bene da tutti. Affetto da una forma di disabilità muscolare, è stato fondatore dell’Associazione “CittAccessibile” che da anni promuove progetti di integrazione e manifestazioni culturali sul tema della disabilità. In Santuario lo si ricorda per la devozione alla Madonna dell’Elemosina, per la sua significativa testimonianza in occasione del Giubileo del Malato il 7 febbraio 2016 e le attività svolte insieme ai ragazzi dell’Oratorio “don Pino Puglisi”.

In prima persona, in occasione del suddetto Giubileo della Misericordia, è stato promotore di un evento rivolto all’integrazione dei disabili nelle parrocchie, nel quale diversi disabili hanno potuto servire all’altare, durante la Celebrazione eucaristica per gli ammalati presieduta da S. E. Mons. Alfio Rapisarda. L’estate scorsa è stato protagonista di una testimonianza durante il Campo estivo dei giovani animatori dell’Oratorio, nel quale ha raccontato ai ragazzi come negli anni ha trovato la forza di affrontare la sua malattia col sorriso nella preghiera e nell’amore alla Vergine Santa.

Lo scorso venerdì 6 Aprile, presso la sede della sua Associazione, ha incontrato una rappresentanza di giovani del Santuario per una catechesi e per organizzare, nei prossimi mesi, eventi legati all’integrazione dei disabili. Carmelo, in diverse occasioni, ha prestato il suo contributo umano e cristiano in seno alla redazione del sito dell’Associazione “Maria SS. dell’Elemosina”, occupandosi di dare sempre credibile testimonianza dell’amore di Cristo per ogni creatura.

Si ripropone un articolo di Carmelo del 9 febbraio 2012:

Carmelo Mazzaglia: accettare la sofferenza come un dono di Dio

 

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