Sono stati ordinati “Diaconi” questa sera alcuni seminaristi dell’arcidiocesi di Catania. Si tratta, come già annunciato, di Giosuè Messina, biancavillese, Gabriele Serafica, nicolosita, entrambi appartenenti all’Associazione “Maria SS. dell’Elemosina” di Biancavilla e altri tre giovani: Ivan Incognito, Filippo M. Rapisarda e Andrea Pellegrino. Due adulti sposati, invece, sono stati ordinati “Diaconi permanenti”. A celebrare la solenne Eucarestia col rito di ordinazione, è stato l’arcivescovo Mons. Salvatore Gristina, nel giorno anniversario della sua ordinazione presbiterale avvenuta nel 1970 a Roma per le mani del beato Papa Paolo VI.

La celebrazione odierna ha avuto luogo in una Basilica Metropolitana affollata di amici, parenti e parrocchiani dei nuovi diaconi. Il diaconato è il primo grado del sacramento dell’Ordine; gli altri due sono il presbiterato e l’episcopato. Il ministero del diacono è sintetizzato dal Concilio Vaticano II con la triade “diaconía della liturgia, della predicazione e della carità”, con cui serve “il popolo di Dio, in comunione col vescovo e con il suo presbiterio”. Pertanto, il diacono, può “amministrare il battesimo, conservare e distribuire l’Eucaristia, assistere e benedire il matrimonio in nome della Chiesa, portare il viatico ai moribondi, leggere la Sacra Scrittura ai fedeli, istruire ed esortare il popolo, presiedere al culto e alla preghiera dei fedeli.

Suggestivo è stato il rito di Ordinazione, così come prescritto dal “pontificale romano”, che prevede la prostrazione dei candidati, gli impegni degli eletti, il canto della litania dei santi, l’imposizione delle mani del vescovo e la preghiera di ordinazione; e poi ancora i cosiddetti “riti esplicativi”, con la vestizione della stola diaconale e la dalmatica, la consegna del libro dei Vangeli e, a conclusione, l’abbraccio di pace.

Nella sua omelia, mons. Gristina, ha evidenziato come il servizio diaconale, e in genere, quello di tutti i consacrati a Dio è, e deve essere sempre più reso a vantaggio di tutta la Chiesa e, nello specifico, quello diaconale deve porre l’eletto in un atteggiamento umile e gioioso verso tutti i fratelli che la Provvidenza gli farà incontrare, indossando il grembiule che ha cinto i fianchi di Cristo nel lavare i piedi ai suoi discepoli, così da versare sui piedi di tutti, sempre, “sino alla fine” l’acqua dell’amore e del perdono, sull’esempio del Signore-Maestro.

Alla fine della celebrazione, i novelli diaconi, sono stati “abbracciati” dalle rispettive comunità ecclesiali che continueranno a pregare per loro fino ed oltre la meta del sacerdozio. A tutti i diaconi, vanno gli auguri da parte dell’Associazione “Maria SS. dell’Elemosina” per un fecondo apostolato, ricco di abbondanti frutti spirituali sotto l’amorevole sguardo della bella Madre dell’Elemosina.

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