Una comunità unita e riunita attorno ai suoi Santi Patroni. Lo ha voluto il Prevosto Don Agrippino Salerno, d’intesa con i sacerdoti della comunità, le associazioni dei devoti, il Sindaco di Biancavilla e la Protezione Civile a poche ore dal terremoto che ha scosso la città nelle prime ore del 6 ottobre.

All’imbrunire, la comunità ecclesiale e civile di Biancavilla si è ritrovata presso lo stadio comunale alla presenza dei suoi Santi Patroni, la Vergine dell’Elemosina, San Placido e San Zenone, eccezionalmente esposti insieme, per chiedere aiuto e protezione dinanzi al grave pericolo del terremoto, che ha minacciato di distruggere le case, e che ha già fatto danni significativi nelle chiese e nelle scuole, le strutture dedicate alla formazione umana e spirituale del popolo.

“Con un gesto penitenziale e supplice – ha detto il Prevosto Salerno – ci siamo riuniti qui, in questo giorno che sarebbe dovuto essere di festa, dopo aver sperimentato la fragilità delle cose che abbiamo e possediamo. Per questo, con il cuore umile e fiducioso, chiediamo al Signore il perdono dei nostri peccati, e specialmente per tutte le volte in cui abbiamo ritenuto di poter fare a meno del suo aiuto”. E nell’omelia Don Agrippino ha aggiunto: “siamo certamente rattristati dal vedere le nostre strutture danneggiate. Ma mentre pensiamo alla ricostruzione degli edifici, dobbiamo concentrarci anche sull’edificazione del nostro cuore. Stasera abbiamo dimostrato di essere un popolo, che unito è in grado di far fronte anche ai momenti più difficili”.

“Biancavilla unita è meravigliosa” hanno commentato molti dei presenti.

Oltre 5mila persone hanno preso parte a questo momento di preghiera, secondo le stime delle forze dell’ordine. Anche il Sindaco ha preso la parola incoraggiando i concittadini a trovare nell’unità la forza per rialzarsi in piedi: “metteremo in sicurezza le scuole e le strutture pubbliche – ha detto Bonanno – ma la cosa più importante in  questo momento è avere la capacità di stare uniti, come dimostra questo gesto straordinario”.

Ad animare la celebrazione sono stati i giovani delle diverse corali cittadine. La benedizione è stata impartita contemporaneamente da tutti i sacerdoti presenti.

Questa edizione dell’Ottobre Sacro si conclude in una maniera davvero inaspettata. Molte “prime volte”, troppe coincidenze, tanti segni e la certezza di sempre di poter avere un supporto che va oltre quello della “Protezione Civile”. Si tratta di “Protezione di Santi!”.

Mai come quest’anno, adesso che si sono spente le luci della festa, c’è il desiderio di tornare alla normalità.

Commenti

commenti