• Da un inedito manoscritto (il diario sismico dei Portal) una lunga serie di scosse sismiche che hanno riguardato Biancavilla negli ultimi 200 anni.
  • Accanto alla cronaca dei terremoti, il racconto di una protezione sperimentata in diverse occasioni per intercessione della Madonna dell’Elemosina.

Purtroppo gli annali della storia di Biancavilla sono pieni di racconti che riguardano scosse sismiche, legate in particolare all’attività dell’Etna. Un antico e prezioso documento manoscritto, recuperato e analizzato da Giuseppe Marchese, contiene il “Diario Sismico dal 20 Marzo 1883 in poi, con un accenno dei terremoti più memorabili dal 1818 in qua avvenuti in Biancavilla”. Proprio nel 1818, infatti, vi fu una serie di famosi terremoti, ricordata “sia per il numero di essi che per la intensità tale da lesionare una gran parte dei fabbricati”. Per una strana coincidenza, a 200 anni da quella data, dopo un lungo periodo di tranquillità, ci troviamo a registrare un nuovo evento sismico. Nel citato documento si fa menzione anche delle scosse avvenute nelle eruzioni dell’Etna verificatesi sopra la città di Bronte nel 1832 e nel 1843: “durante quei periodi eruttivi le scosse erano continue e sensibili, tanto da far passare la popolazione varie notti all’aperto”. Proprio come accaduto la notte tra il 5 e il 6 ottobre di quest’anno. Altre scosse si registrano nell’aprile 1845, a gennaio 1848 e 1851, e tra il 13 e il 14 ottobre 1859.

Particolarmente degna di nota è la scossa del 29 maggio 1879, alle ore 7 p.m., con la quale si manifestò un’eruzione lavica verso Biancavilla  “alla direzione della grotta degli archi. La lava in poche ore e con una rapidità vertiginosa scese fino alla sciara del Salto del Cavallo; il panico del popolo biancavillese era indescrivibile, quando, per un fenomeno nuovo nelle vicende vulcaniche di Mongibello, infra le 24 ore seguenti avvenne una nuova grande apertura al lato opposto del Monte… come per incanto la lava si fermò dal lato di Biancavilla”. A perenne ricordo di questo “prodigioso avvenimento” nella Chiesa Madre di Biancavilla fu posta una lapide commemorativa che riconosceva l’intercessione della Madre di Dio dell’Elemosina per la liberazione dal fuoco dell’Etna. Questa lapide è ancora visibile accanto l’altare della Cappella della Madonna.

Dopo una tregua di appena quattro anni, il 20 marzo 1883 cominciò l’epoca dei terremoti di Biancavilla, Licodia, Belpasso e Nicolosi. In questo periodo “molti biancavillesi si attendavano nelle piazze in baracche di legno. Le Chiese si chiusero e si officiava all’aperto, molte case soffrirono gravi guasti”.

A testimonianza di questo periodo drammatico, i fedeli realizzarono come ex-voto per la Madonna dell’Elemosina il grande fercolo monumentale che ancora oggi viene utilizzato per la solenne processione del 4 ottobre. Come indicato nella dedica scritta sul retro del portellone: “Il popolo biancavillese, riconoscente alla Madre di Dio dell’Elemosina, per la cui protezione è stato liberato dalle rovine dei terremoti del 1883, con offerte sue realizzava questo fercolo che vedi a una così grande protettrice” (traduzione libera).

Il “Diario Sismico” prosegue con dovizia cronachistica fino al 30 giugno 1942, data in cui registra una nuova eruzione lavica, con scosse e pioggia di lapilli. A questo punto l’ultimo autore (probabilmente un esponente della famiglia Portal) scrive testualmente: “(grazia della Madonna dell’Elemosina). Alle 5 scosse, boati nelle ore mattutine. A sera si fa una breve processione della Madonna. L’Etna in pace, cessa anco il fumo”.

I dati riportati in questo documento attestano almeno due cose: innanzitutto che Biancavilla non è nuova a fenomeni sismici di questo tipo e che probabilmente ce ne saranno altri in futuro; parimenti, che più volte la città ha potuto sperimentare la protezione soprannaturale. Com’è noto a chi scrive di storia, non è possibile sganciare i fatti dalla loro interpretazione. E quel che può apparire come semplice coincidenza, può legittimamente essere letto come un segno di attenzione e di predilezione. Ecco perché è importante tenere vivo il legame con la propria storia e con la lettura dei fatti che è stata offerta dagli antenati. Piuttosto, poter confidare su un prodigioso intervento della santità della Madre di Dio può offrire speranza, consolazione e serenità per il futuro.

Questa certezza ha consentito di poter effettuare la processione della Madonna dell’Elemosina, il 4 ottobre scorso, nonostante le condizioni atmosferiche. E con questa stessa certezza con il salmista possiamo ripetere “perciò non temiamo se trema la terra, perché Dio è vicino a noi”.

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