La fede cristiana dell’Europa scossa e risvegliata

Si è svolto ieri sera il momento di preghiera sul sagrato della Basilica Santuario di Biancavilla in comunione con la Chiesa di Francia, promosso dopo il rogo che ha devastato la Cattedrale di Notre Dame di Parigi, per esprimere il valore simbolico degli edifici sacri che nei secoli hanno nutrito e custodito la fede dei cattolici in Europa.

A presiedere il raduno è stato il prevosto don Agrippino Salerno. Particolarmente toccante il momento di preghiera in silenzio scandito da 33 colpi del campanone, concluso dal canto popolare “Madre d’amore” intonato sulle note del grande organo dinanzi l’icona della Madonna dell’Elemosina posta all’ingresso del portale principale.





Ha detto il Prevosto:
“Siamo qui per riaffermare il valore di questo luogo che ci ha visti tante volte riuniti in preghiera. Non sono le pietre in sé che noi rimpiangiamo, ma i valori che esse racchiudono per la nostra vita e la nostra storia. Le fatiche e il disagio che stiamo vivendo a seguito della chiusura per inagibilità della nostra Basilica Santuario, dopo il sisma del 6 ottobre 2018, ci fa comprendere ancora meglio lo smarrimento dei fedeli parigini e di quanti in tutto il mondo sono stati colpiti per il disastro che ha colpito Notre Dame.

Alla Madonna, che abbiamo invocato con fiducia nei tanti momenti difficili della nostra storia, chiediamo che ci aiuti a superare questo momento di prova perché, attraverso questa fatica, possa crescere la nostra fede e germogliare attorno a noi. Proprio come il rogo di Notre Dame che ha portato in piazza centinaia di fedeli in preghiera, risvegliando nella vecchia e stanca Europa i suoi più profondi sentimenti religiosi e le sue radici cristiane. Da Notre Dame di Parigi alla Madonna dell’Elemosina, stasera sentiamo per noi la dolce carezza che la Vergine Madre ci offre per aiutarci e sostenerci nel cammino proprio alla vigilia del solenne triduo pasquale”.




È stata molto forte tra i presenti l’emozione di poter accordare la propria voce alle note dell’organo della Basilica Santuario che, silente ormai da oltre 6 mesi, è risuonato dall’interno dell’abside basilicale. Riascoltare quel suono, hanno commentato alcuni presenti, è stato come sentire nuovamente una voce familiare e consolante, una voce amica che incoraggia ad andare avanti, pur nelle avversità della vita, in attesa di un abbraccio e di una gioia senza fine.

A conclusione del momento di preghiera, le porte della Basilica sono state richiuse, come ad escludere gli occhi e il cuore di quanti avrebbero voluto dimorare in essa, come nella propria casa.




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