Affettuosa vicinanza alla Comunità cristiana dello Sri Lanka colpita mentre era raccolta in preghiera nella gioia pasquale, e a tutte le vittime di così crudele violenza. Con Papa Francesco, affidiamo nelle nostre Comunità ecclesiali al Signore Gesù e alla Sua Santa Madre quanti sono tragicamente scomparsi e preghiamo per i feriti e tutti coloro che soffrono a causa di questo drammatico evento e di altri che recentemente hanno colpito Cristiani in Medio Oriente.

Attentati contro tre chiese e tre hotel. Uno degli edifici di culto colpito è Sant’Antonio a Colombo. Gli altri due sono San Sebastiano a Negombo, a circa 30 chilometri dalla capitale, e una chiesa a Batticaloa, a 250 chilometri a est di Colombo Nel pomeriggio di oggi, domenica 21, aprile il bilancio pare sia salito a 207 morti e oltre 450 feriti.

Martiri cristiani dello Sri Lanka sono testimoni d’amore, hanno dato la loro vita e ora si trovano alla presenza di Dio. Nell’Apocalisse, uomini e donne di ogni nazione, razza, popolo e lingua adorano la grandezza di Dio, portano palme tra le mani e cantano a gran voce che la salvezza appartiene a Dio seduto sul trono e all’Agnello, il Signore nostro Gesù Cristo. Poi uno degli anziani chiese all’autore: “«Quelli che sono vestiti di bianco, chi sono e donde vengono?». L’autore rispose: «Signore mio, tu lo sai». E l’anziano disse: «Essi sono coloro che sono passati attraverso la grande tribolazione e hanno lavato le loro vesti rendendole candide col sangue dell’Agnello. Per questo stanno davanti al trono di Dio e gli prestano servizio giorno e notte nel suo santuario; e Colui che siede sul trono stenderà la sua tenda sopra di loro. […] E Dio tergerà ogni lacrima dai loro occhi»” (Ap 7,13-15.17).