Alessandro Scaccianoce ci scrive un messaggio in occasione della sua prossima ordinazione diaconale.

Cari Amici,
mentre vi preparate con gioia a festeggiare la Madonna dell’Elemosina, mi accingo a ricevere l’ordinazione diaconale che, per una incredibile coincidenza, è stata fissata proprio il 25 agosto prossimo, alle 20.30, nella Cattedrale di Ventimiglia.
Più che una coincidenza, per me è un segno eloquente dell’azione e della Provvidenza di Dio, che giunge in questo momento così significativo della mia vita per le mani di Maria.
Tra le tante date possibili, infatti, non avrei mai immaginato che venisse scelta l’ultima domenica di agosto, che quest’anno qui coincide con la vigilia di San Secondo, Patrono di Ventimiglia e dell’intera Diocesi.

Il diaconato è il compimento di un lungo percorso di discernimento, che va avanti dal 2006. Non è stato semplice comprendere il disegno del Signore sulla mia vita. Non sono mancati fatiche e smarrimenti. Ma oggi posso attestare che se Dio suscita un desiderio nel cuore, sia pure per vie misteriose e inimmaginabili, lo porta anche a compimento.
Come sapete, da oltre dieci anni lavoro a Milano e dal 2015 ho iniziato il cammino specifico per il diaconato nella diocesi di Ventimiglia – San Remo.

Cosa vuol dire la scelta del diaconato? Essa per me rappresenta il suggello di un’unione quasi nuziale, mistica, con Gesù e con la sua Chiesa. Sento molto vere per me le parole del Cantico dei Cantici: “Ho cercato l’amore della mia vita, l’ho cercato e non l’ho trovato… Ho trovato l’amore della mia vita, l’ho trovato e non lo lascerò” (Ct 3,4 e ss).
Ecco, con queste righe vorrei dirvi tutto il mio desiderio di essere un segno per voi, per quanto fragile e limitato, ma un segno dell’amore di Dio, un segno che si può vivere dell’amore di Dio.
Un ruolo centrale in questa mia vera e propria storia d’amore lo ha avuto Maria, che, come tanti biancavillesi, sin da bambino ho imparato a venerare e invocare come Madre dell’Elemosina. A lei ho guardato con fiducia in questi anni, perché potesse rendermi partecipe di quell’abbraccio col Figlio, che ha conquistato tutto il mio cuore.

Il suo sguardo dolcissimo mi ha accompagnato anche a distanza, mi ha rasserenato nei momenti di smarrimento, e oggi con lei dico: ecco il servo del Signore, alla scuola di Maria, prima serva del Signore.
Vi chiedo un ricordo particolare nella preghiera, perché proprio mentre la Sacra Icona della Vergine dell’Elemosina verrà esposta alla venerazione pubblica in piazza Collegiata a Biancavilla, il Vescovo di Ventimiglia invocherà su di me lo Spirito Santo che consacra e abilita al servizio nella Chiesa.
Ringrazio fin d’ora per le tante attestazioni di affetto e di vicinanza che mi sono state offerte in questi giorni. Spero di poter ricambiare con un ministero fruttuoso tanto affetto. Se oggi posso dire il mio “Sì” al Signore per questa scelta, lo posso fare soprattutto grazie alle tante testimonianze di fede autentica e sincera che in tutta la mia vita ho visto crescere e fiorire. È proprio vero che la vocazione non è mai un’esperienza intimistica. Ma appartiene al mistero del corpo mistico di Cristo che ciascuno dei battezzati concorre a formare. Parafrasando Sant’Agostino dico: “con voi e grazie a voi sono cristiano; per voi e grazie a voi divento diacono”.

Mi unisco nella preghiera ai consoci dell’Associazione “Maria SS. dell’Elemosina”, ai fedeli biancavillesi e ai tanti devoti della Madonna della Misericordia che in questi giorni si stringono attorno alla carissima, splendida e veneratissima Icona bizantina della Vergine dell’Elemosina.
Maria compia i desideri di bene di ciascuno e ci faccia ritrovare tutti nel suo abbraccio col Figlio.
Vi saluto con convinzione con le parole del congedo dalla liturgia che pronuncia solitamente il diacono: “La gioia del Signore sia la nostra forza!”.

Buona festa a tutti e… viva Maria!

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