L’AZIONE CATTOLICA DI BIANCAVILLA TRA MEMORIA E FUTURO, a 150 anni dalla nascita


Per celebrare 150 della nascita dell’Azione Cattolica, in occasione della solennità dell’Immacolata Concezione della Vergine Maria, i gruppi di Azione Cattolica del XIII Vicariato, promuovono alcune iniziative che vogliono evidenziare la presenza del sodalizio cattolico nel nostro territorio, nel cui ambito  sono cresciute cristianamente intere generazioni di fedeli, dall’infanzia all’adolescenza, fino agli anni dell’università, accompagnati spiritualmente  anche nell’età avanzata.

Volti, storie di uomini e donne, consacrati,  che hanno incarnato il motto PAS (Preghiera, Azione, Sacrificio), anticipando e interpretando il rinnovato impegno dei laici nella Chiesa,  come auspicato dal Concilio Vaticano II.

Di seguito gli appuntamenti in programma dal 7 al 10 dicembre a Biancavilla. 

Giovedì 7 dicembre, alle 17,30 presso la Chiesa del Purgatorio, verrà inaugurata una mostra fotografica, che racconta i tanti volti che si sono avvicendati in questa grande famiglia (sarà visitabile fino al 12 dicembre). A seguire, alle 19,30 nella Chiesa dell’Annunziata, Veglia di preghiera presieduta da Don Salvatore Verzì.

Venerdì 8 dicembre nelle parrocchie cittadine di “S. Maria dell’Elemosina”, “Annunziata”, “S. Cuore” e “SS. Salvatore”, si terrà il rito di tesseramento dei soci all’Azione Cattolica Italiana.

Sabato 9 dicembre alle 16 nell’Oratorio del Sacro Cuore, pomeriggio di festa per l’Azione Cattolica Ragazzi.

Domanica 10 dicembre, alle 10 pellegrinaggio di tutti i gruppi parrocchiali di Azione Cattoilca dall’Annunziata fino alla Basilica Santuario. Alle 11 Celebrazione Eucaristica presieduta dal Prevosto Don Agrippino Salerno. Seguirà la tradizionale preghiera dell’Angelus con affidamento alla Madonna dell’Elemosina della grande famiglia di Azione Cattoilca.

MISSIONE DELLA MISERICORDIA A MINEO CON LA MADONNA DELL’ELEMOSINA

Redazione SME

È stata accolta nel tardo pomeriggio di ieri con applausi e sventolii di fazzoletti, l’Icona della Madonna dell’Elemosina di Biancavilla, giunta nella piazza centrale di Mineo, tra i fuochi pirotecnici e le musiche della banda cittadina. Un evento di portata storica per la comunità locale che nella Vergine dell’Elemosina ha salutato la Misericordiosa Madre di Dio.

Dopo un breve rito di accoglienza, con parole di benvenuto da parte del vicesindaco Giuseppe Bonanno, in rappresentanza dell’Amministrazione Comunale, del parroco di S. Maria Maggiore don Santo Galesi e del prevosto don Pino Salerno, si è avviato il solenne e lungo corteo processionale.

A Mineo erano presenti anche diversi fedeli dell’Associazione “Maria SS. dell’Elemosina”, giunti in pullman da Biancavilla. Una breve e leggera pioggia ha “benedetto” la città all’arrivo dell’ Icona.

La processione, animata dal diacono Antonello Messina e dalla Banda musicale “L. Pescetti”, ha toccato le tre storiche parrocchie della cittadina: S. Agrippina, SS. Pietro e Paolo e S. Maria Maggiore, dove ha avuto luogo la Celebrazione Eucaristica, presieduta dal Prevosto di Biancavilla.

Alla manifestazione erano presenti: Don Santo Cammisuli, parroco di S. Pietro, le Confraternite delle Cinque Piaghe, del SS. Sacramento e della Resurrezione del Signore, le Dame dell’Addolorata, le Congregazioni “Anime del Purgatorio” e “Maria SS. Immacolata” di Palagonia, che a turno hanno portato a spalla l’Icona benedetta della Vergine. Presenti, inoltre, il Gruppo di preghiera “P. Pio”, l’Azione Cattolica, il Cammino Neocatecumenale, il Movimento “M.C.L. Bersaglieri” di Mineo, i Gruppi Ministranti delle tre parrocchie, i bambini del catechismo, il Circolo “S. Agrippina” e i devoti portatori dei simulacri dell’Immacolata e della “Regina degli Angeli”.

All’ingresso in chiesa, la comunità locale ha intonato l’inno “Madre d’amore”, imparato per l’occasione. Nella sua omelia don Agrippino ha raccontato i prodigi legati all’intercessione dell’Icona di Biancavilla, e ha proposto alcuni messaggi dei Papi in occasione del pellegrinaggio a Roma della Madonna dell’Elemosina per il Giubileo della Misericordia.

“Benedetto XVI, in particolare, – ha detto don Pino – ci ha consegnato una missione significativa: quella di far conoscere al mondo la misericordia di Dio, che questa Icona esprime plasticamente. Con questi sentimenti, cari fedeli, portiamo oggi in mezzo a voi la Madre della Misericordia, in questa comunità ricca di tanta fede, devozione e fervore religioso. Papa Francesco, salutandoci, ci disse: pregate questa bella Madonna per me, come io prego per voi e per la Sicilia tutta”.

La Messa è stata animata dalla Corale polifonica “S. Maria Maggiore”, diretta da Pino Tardo, che ha anche curato scrupolosamente l’organizzazione dell’evento. Al termine della Messa, è stata scoperta una lapide in ceramica calatina che ricorda l’evento. L’icona della Vergine rimarrà a Mineo fino al sei dicembre sera.

Qui riceverà la visita delle scolaresche e verrà recata nella casa di cura per anziani del paese. “Un grande evento di grazia e di comunione ecclesiale – ha commentato il parroco di Mineo don Galesi – che ci offre la possibilità di attingere alle benedizioni speciali dell’Anno Santo della Misericordia di cui quest’Icona è stata un simbolo mondiale. Vi ringrazio per la generosità con cui avete risposto al nostro invito”.

AVVENTO È SAPER ATTENDERE

Meditazione essenziale sull’Avvento, tempo di attesa del Salvatore.

Così riflette un uomo di spirito del nostro tempo:

Non amo attendere nelle file. Non amo attendere il mio turno. Non amo attendere il treno. Non amo attendere prima di giudicare. Non amo attendere il momento opportuno. Non amo attendere un giorno ancora. Non amo attendere perché non ho tempo e non vivo che nell’istante. D’altronde tu lo sai bene, tutto è fatto per evitarmi l’attesa: gli abbonamenti ai mezzi di trasporto e i self-service, le vendite a credito e i distributori automatici, le foto a sviluppo istantaneo, i telex e i terminali dei computer, la televisione e i radiogiornali. Non ho bisogno di attendere le notizie: sono loro a precedermi. Ma tu Dio tu hai scelto di farti attendere il tempo di tutto un Avvento. Perché tu hai fatto dell’attesa lo spazio della conversione, il faccia a faccia con ciò che è nascosto, l’usura che non si usura. L’attesa, soltanto l’attesa, l’attesa dell’attesa, l’intimità con l’attesa che è in noi, perché solo l’attesa desta l’attenzione e solo l’attenzione è capace di amare” (Jean Debruynne).

Così un teologo dei primi del secolo scorso ci spiega il senso dell’Avvento:

Celebrare l’Avvento, significa saper attendere, e l’attendere è un’arte che, il nostro tempo impaziente, ha dimenticato. Il nostro tempo vorrebbe cogliere il frutto appena il germoglio è piantato; così, gli occhi avidi, sono ingannati in continuazione, perché il frutto, all’apparenza così bello, al suo interno è ancora aspro, e, mani impietose, gettano via, ciò che le ha deluse. Chi non conosce l’aspra beatitudine dell’attesa, che è mancanza di ciò che si spera, non sperimenterà mai, nella sua interezza, la benedizione dell’adempimento” (Dietrich Bonhoeffer).

Così un pastore dei nostri giorni ci invita a vivere l’Avvento:

“Avvento è essere convinti che il Signore viene ogni giorno, ogni momento nel qui e nell’ora della storia, viene come ospite velato” (Mons. Tonino Bello).

Maria, donna dell’attesa, ci aiuti a riscoprire il valore del saper attendere, e nutra la speranza di chi attende con fiducia la salvezza del Signore.

Buon cammino di Avvento!

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