BIANCAVILLA CONSACRATA A MARIA

28 settembre 1948 – 2021 

In questo giorno, il 28 settembre del 1948, in prossimità del solenne rito dell’incoronazione (3 ottobre), il Consiglio Comunale di Biancavilla deliberava all’unanimità l’Atto di Consacrazione della Città al Cuore Immacolato della Madonna dell’Elemosina, Madre e Regina di Biancavilla. In tal modo l’organo politico di rappresentanza dell’intera comunità riconosceva nella Vergine dell’Elemosina la matrice e l’identità più profonda di Biancavilla.

Gli orrori della guerra avevano evidenziato distruzione e devastazione. La città, risparmiata per prodigio soprannaturale dai gravi drammi, voleva ripartire e voleva farlo a partire da ciò che aveva di più caro. Nel 1917 durante le apparizioni di Fatima, la Madonna aveva chiesto la consacrazione della Russia al suo cuore immacolato. La città di Biancavilla, con questo atto ufficiale, riconosceva di appartenere alla Madonna sin dalla sua nascita e a tale madre affidava il futuro carico di speranza e di attese.




Questo atto dimostra ancora di più che la Madonna dell’Elemosina appartiene a tutta la città di Biancavilla e ad ogni biancavillese, e a quanti decidono liberamente di porsi sotto il manto della sua misericordia. Negli anni abbiamo visto crescere la devozione alla Vergine di Biancavilla anche presso fedeli di comunità vicine e lontane.

Ella regna e dispensa le sue grazie per quanti la invocano quale madre d’amore. La Madonna dell’Elemosina ha scelto Biancavilla come sua dimora, ma il suo cuore abbraccia ogni uomo. Questa è la missione di ogni biancavillese: custodire la città e il luogo ove l’Icona splende per irraggiare il suo messaggio d’amore e di misericordia in tutto il mondo.

L’atto di consacrazione della città alla Madonna dell’Elemosina viene rinnovato annualmente nella solennità dell’ultima domenica di agosto da parte del primo cittadino di Biancavilla. È il momento in cui, ancora una volta, i figli tornano dalla Madre, riconoscenti per il passato e fiduciosi per il futuro.




UN PASSAGGIO SPECIALE

Lunedì 20 e martedì 21 settembre saranno a Biancavilla alcune reliquie del giovane Beato Carlo Acutis.

Un frammento del corpo e del cuore e una ciocca di capelli, racchiusi in una teca, faranno tappa a Biancavilla.

Le reliquie arriveranno lunedì mattina alle 10.30 nella chiesa del monastero delle Clarisse. Nel pomeriggio alle 17.30, nel vicino cortile del Piccolo Seminario, ci sarà un momento di preghiera con i ragazzi dell’Oratorio Don Pino Puglisi.

In tale occasione un giovane offrirà la sua testimonianza dell’intercessione sperimentata da parte di Carlo Acutis per una grazia ricevuta.




Martedì le reliquie rimarranno esposte nella chiesa del monastero (dalle 9 alle 11 e dalle 16 alle 18) e alle 20 ci sarà una veglia di preghiera presieduta dal Prevosto don Agrippino Salerno.

Si tratta di una occasione privilegiata per accogliere il luminoso esempio di vita autenticamente riuscita di un giovane “normale ed eccezionale” del nostro tempo che ha mostrato la bellezza della vita cristiana, nell’amore a Gesù Eucaristia e nell filiale devozione alla Vergine Maria.

LA COLLEGIATA SI RINNOVA

Mentre Papa Francesco indice per la Chiesa italiana un Sinodo, l’Arcivescovo di Catania riunisce in collegio i parroci e i sacerdoti che operano a Biancavilla.

Un’istituzione antica capace di rinnovarsi e di rivelarsi attuale anche per il nostro tempo. Mentre Papa Francesco invita la Chiesa italiana a lavorare sinodalmente, ovvero insieme, a partire dall’ascolto di ogni più piccola realtà, l’Arcivescovo di Catania Mons. Salvatore Gristina riunisce in collegio i parroci e i sacerdoti che operano a Biancavilla. Si rinnova in tal modo l’antica e insigne Collegiata di S. Maria dell’Elemosina, che fu eretta originariamente il 26 settembre 1746 con decreto dell’allora Vescovo Mons. Pietro Galletti e confermata con bolla di Papa Pio XI il 20 ottobre 1924.
Sotto la guida del Prevosto Parroco don Agrippino Salerno, sono canonici tutti i parroci e viceparroci della città: Giosuè Messina, Ambrogio Monforte, Francesco Rubino, Alfio Sarvà, Giovanni Zappalà e Salvatore Verzì.
A loro si aggiungono i due sacerdoti più anziani, Salvatore Nicoletti e Carmelo Tomasello.

Saranno in tutto 9 i membri del rinnovato Capitolo, a cui si aggiunge la nomina di “membro onorario” del Vescovo Mons. Giuseppe Sciacca, che è stata ufficializzata pochi giorni fa in occasione della presenza a Biancavilla del presule per le Celebrazioni in onore della Madonna dell’Elemosina.
Nel corso del 2021 sono venuti a mancare due storiche figure della Collegiata biancavillese: don Antonino Tomasello, che fu anche prevosto dal 2000 al 2007, e don Salvatore Novello.

Il segno esteriore di questa comune appartenenza al Capitolo collegiale è rappresentato dalla mozzetta, una piccola mantellina che copre le spalle e che per privilegio pontificio è di colore paonazzo (colore proprio della veste vescovile).
Sarà proprio l’Arcivescovo fi Catania stasera, nel corso della celebrazione del Compieta ad imporre ai sacerdoti la mozzetta, consegnando contestualmente al Prevosto la rinnovata ferula prepositurale. L’evento si colloca alla vigilia della solennità di Maria SS. Dell’Elemosina, titolare e patrona della storica Collegiata.




I canonici formano una comunità di sacerdoti con il vincolo della preghiera comune e della cura delle principali celebrazioni cittadine. In passato ai canonici spettavano anche compiti di governo pastorale e di amministrazione dei beni ecclesiastici e nelle chiese cattedrali avevano una funzione consultiva per il Vescovo.

Lo Statuto della Collegiata di Biancavilla, rivisto e rinnovato per l’occasione, sottolinea invece la necessità di un maggiore coordinamento e di una più stretta collaborazione tra i sacerdoti presenti a Biancavilla.
La Collegiata di Biancavilla è definita “Insigne” per i privilegi concessi dai vari Pontefici e Vescovi. Nel passato, tra i canonici si distinguevano alcuni ruoli peculiari: il Cantore, il Tesoriere o Economo, il Decano, ognuno con rispettive funzioni all’interno del Capitolo. A capo della Collegiata, con funzioni di coordinamento e guida in qualità di primus inter pares, vi è il Prevosto (dal latino Praepositus, colui che è posto per primo), che coincide con il parroco della Chiesa Madre, sede della Collegiata.

Dal 1746 ad oggi si sono succeduti 21 Prevosti. Il primo fu il canonico Giuseppe Rametta; a ricoprire la carica più a lungo fu mons. Giosuè Calaciura con ben 35 anni di prepositura; Antonino Scarvaglieri invece fu Prevosto per un anno soltanto (1793-1794). Il secondo Prevosto, Filippo Cocina, fu nominato Vescovo di Cefalù, ma morì a Palermo prima di essere consacrato. Nella sacrestia maggiore della Basilica di Biancavilla si possono ammirare i ritratti dei Prevosti.
All’interno della Basilica, come testimonianza dell’antica Collegiata vi è il coro ligneo collocato nel presbiterio ai lati dell’altare maggiore, che anticamente era il luogo proprio per la preghiera comune dei canonici.

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