“Guardare gli altri con gli occhi di Gesù”

“La via della santità”, testimoniata da don Pasqual Chavez al Teatro “La Fenice” di Biancavilla. Visitata la Basilica Santuario e venerata l’Icona della Madonna dell’Elemosina.   

“La Santitá anche per te!”. È stato questo lo slogan della serata/evento che si è svolta a Biancavilla, con la presenza di don Pascual Chavez Villanueva SDB, IX successore di S. Giovanni Bosco e Rettor Maggiore emerito della congregazione salesiana, che ha visto il Teatro comunale cittadino affollato da sacerdoti, consacrati e laici provenienti da gran parte del territorio diocesano. Presente anche il Sindaco e l’assessore all’istruzione.




L’evento, a cura delle aggregazioni laicali e della commissione di pastorale giovanile locale, coordinate dal vicario foraneo don Giambattista Zappalà, ha dunque avuto come tematica la “Santitá”, commentata da don Chavez attraverso l’Esortazione Apostolica del Santo Padre Francesco “Gaudete et Exultate”.

“Santità e felicità – ha spiegato Chavez – sono inscindibili, e don Bosco in primis lo aveva ben compreso. Anche per  il giovane Domenico Savio santitá e allegria erano elementi inseparabili, come così per tutti i Santi che noi oggi veneriamo. Ma oggi, come si può sperimentare la santità? Consiste nei piccoli gesti e, come ci ricorda il Santo Padre, in “quella della porta accanto”.




Il papa non ci offre nessun trattato teologico, ma ci invita a guardare il mondo con lo sguardo di Dio: a casa, a scuola, nei luoghi di lavoro… ovunque bisogna guardare gioiosi con gli occhi di Dio: questa è la Santità”.

Durante la serata, aperta con un momento di preghiera presieduto dall’illustre ospite, sono intervenuti alcuni gruppi teatrali locali, “CGS Life” e “DB Friends”, che hanno messo in scena canti ed estratti di vita di santità che hanno aiutato alla comprensione del tema. A conclusione della serata, alcuni giovani hanno consegnato al successore di don Bosco, a nome di tutta la comunità ecclesiale vicariale, una riproduzione della Sacra Icona della Madonna dell’Elemosina e alcuni dolci tipici siciliani che potrà portare con se a Roma, dove risiede.

Non è mancata la visita alla Basilica Santuario che, seppur chiusa momentaneamente al culto a causa dei danni del sisma dell’ottobre scorso, ha riservato a don Chavez, accompagnato da alcuni sacerdoti, diversi membri dell’Associazione “Maria SS. dell’Elemosina”, e con la presenza di alcune suore Salesiane, con a capo la Superiora dell’Ispettoria Sicula Sr. Maria Pisciotta.




Momento di gioia e preghiera. “Qui si respira l’aria della spiritualità Mariana”, ha espresso don Pasqual, dopo essersi prostrato davanti la venerata Icona bizantina della Madonna dell’Elemosina e intonato la “Salve Regina”; destando molta ammirazione per le bellezze artistiche e architettoniche del Santuario, della settecentesca Cappella di S. Placido e delle sacrestie.  




“IL SIGNORE GUARISCE I CUORI” Mons. Gristina celebra il Natale con i fedeli della comunità di Biancavilla che vive i disagi del terremoto

“Sono qui con voi per celebrare il mistero dell’amore di Dio e per condividere le fatiche che come comunità state vivendo in questo periodo.





Sin dall’inizio sono stato in contatto con padre Pino e ho seguito con attenzione le vicende di questa comunità parrocchiale.

Il Signore che nasce possa donare ai vostri cuori feriti e turbati dal terremoto la pace e il calore del suo amore. Mentre ci impegniamo per rimettere in sicurezza la splendida Basilica Santuario di Biancavilla, la precarietà ci aiuta a riscoprire il mistero del Natale.




Vi esorto a sfruttare questo momento come occasione di crescita e di maturazione personale.

Come cristiani possiamo vedere in ogni circostanza un’occasione per crescere nella fede e nella carità fraterna.

Negli auguri di Natale poniamo la speranza di poter presto riavere la chiesa madre, magari per il prossimo Natale” con queste parole l’arcivescovo di Catania, mons. Salvatore Gristina, ha espresso la sua solidarietà alla comunità parrocchiale di “S. Maria dell’Elemosina” di Biancavilla che dal 6 ottobre scorso è priva della sua sede, la Basilica Santuario, danneggiata dal grave terremoto.




Prima della Celebrazione eucaristica, l’Arcivescovo ha effettuato un sopralluogo all’interno della chiesa madre, guidato dal prevosto-parroco per visionare personalmente i danni alla struttura.

Al termine dell’Eucaristia, l’Arcivescovo si è soffermato in piazza insieme con i fedeli per il canto della “Nuvera”, con stornelli e canti in dialetto biancavillese dinanzi l’icona realizzata al centro della piazza dai giovani dell’Associazione “Maria SS. dell’Elemosina”, proprio per ovviare alla mancanza degli spazi della comunità.

















L’arcivescovo a Biancavilla per il Natale del Signore

Oggi, solennità del Natale del Signore, la celebrazione eucaristica delle ore 18.30 sarà presieduta dall’arcivescovo mons. Salvarore Gristina per condividere con i fedeli la gioia del Natale e portare la sua personale vicinanza alla Comunità biancavillese, provata dalle recenti scosse sismiche. Dopo la celebrazione S. E. l’arcivescovo presenzierà alla tradizionale cantata di Natale davanti all’altarino allestito dall’Associazione “Maria SS. dell’Elemosina” in piazza Roma.

Gli auguri alla Comunità dell’Arcivescovo Gristina

Messaggio augurale dell’Arcivescovo Salvatore Gristina alla Comunità parrocchiale della Basilica Santuario di S. Maria dell’Elemosina in Biancavilla per il Natale del Signore celebrato dopo il sisma del 6 ottobre scorso che ha causato la chiusura temporanea del Santuario.

P. BRANCATO: L’ULTIMO PRETE “DI UNA VOLTA” – IMMAGINI INEDITE.

Con lui scompare una generazione di preti che ha fatto la storia.

Nel pomeriggio di oggi, alle ore 16, saranno celebrate le esequie presso la chiesa dell’Annunziata. A presiederle, l’arcivescovo di Catania mons. Salvatore Gristina. P. Brancato è passato alla vita eterna a quasi 99 anni di età, all’inizio della Novena in preparazione alla festa dell’Immacolata concezione di Maria, figura che amava tanto, ponendo nelle mani della Vergine, fatiche e speranze per la Chiesa e per il mondo.   

In queste ore tante cose si sono dette sulla figura di don Placido Brancato, uno dei più longevi sacerdoti della Diocesi di Catania. Vari ricordi personali hanno rievocato la sua figura di sacerdote e di educatore.

Con questo contributo (anche per immagini) cerchiamo di riflettere su un ulteriore aspetto: padre Brancato è l’ultimo prete di una generazione di sacerdoti che non rivedremo più.

Fu ordinato il 18 ottobre del 1942, ben 20 anni prima dell’inizio del Concilio Vaticano II.

Educato alla “vecchia scuola” del Concilio di Trento, fu anche tra i primi ad accogliere il cambiamento voluto dall’assise della Chiesa universale per rinnovare l’annuncio del Vangelo.

Accolse il nuovo, ma conservò anche ciò che di valido riconosceva nella lunga tradizione della Chiesa: quarantore, esercizi spirituali, devozioni, predicazioni, missioni popolari, formazione catechetica ferrea.

È stato l’ultimo di una classe di preti che hanno fatto la storia della Comunità ecclesiale di Biancavilla e hanno inciso anche su quella civile. Educatore e costruttore, intransigente sui princìpi, ma vicino alla gente, forte e determinato, con una vera passione per l’apostolato: creò gruppi, curò lo stato d’anime, introdusse la peregrinatio Mariae, i centri d’ascolto, celebrò Messe ovunque, nelle case, nei cortili, negli angoli più sperduti.

Il suo obiettivo era arrivare ai “lontani” e particolarmente desiderava raggiungere gli uomini e i giovani, sin dai tempi in cui seguiva la FUCI presente nella chiesa madre della città.

Austero e poco avvezzo ad esternazioni sentimentali, era schivo dai complimenti e dagli apprezzamenti, sapeva mostrare affetto e gratitudine con semplicità.

C’era posto per tutti nella sua visione ecclesiale. Per tutti immaginava un posto in parrocchia in cui mettersi a servizio.

Nella Parrocchia Annunziata, dove fu parroco per lunghi anni, divenne martellante la sua proposta delle “due ore del povero”, per invitare ciascuno ad offrire il bene più prezioso: il tempo, mettendo a disposizione dei vari bisogni della comunità due ore di tempo a settimana, in una vera e propria “banca del tempo”. Intraprendente, entusiasta, uomo all’antica, eppure tanto moderno, sempre avanti nelle idee e nel desiderio di aggiornarsi.

Affascinato dalla figura di don Bosco nell’educazione dei ragazzi, fu altrettanto appassionato sostenitore del Movimento dei Focolari di Chiara Lubich, di cui ogni mese diffondeva la “Parola di vita”: la pace, la giustizia, la fratellanza umana in Cristo i capisaldi del movimento. “Tutto vince l’amore” può essere considerato davvero il suo motto, ma l’amore inteso non come sentimento sdolcinato, ma come volontà decisa e ferma di fare il bene.

Non guidò mai l’auto, eppure si appassionò al computer e al telefonino. Non restava mai indietro, sempre al passo coi tempi, spesso precedendoli e anticipandoli.

Aveva un grande senso del dovere, non concepiva per sé vacanze o tempo libero, al di fuori degli esercizi spirituali. Tempra forte, nel fisico come nello spirito.

L’ultimo, dicevamo, di una generazione di preti che hanno fatto la storia di Biancavilla.

Come lui, mons. Giosuè Calaciura, fondatore dell’ospedale e dell’Opera Cenacolo “Cristo Re”, mons. Carmelo Maglia, storico rettore del Piccolo Seminario, padre Salvatore Greco, fondatore e costruttore della parrocchia del Sacro Cuore, padre Carmelo  Salamone, della parrocchia di Cristo Re, padre Salvatore Spoto, tenace parroco dell’Idria. Tutti discepoli dell’indimenticabile canonico Placido Caselli.

Fatti con il vecchio stampo, uomini forti, energici, zelanti, appassionati, determinati, forse anche testardi. Eppure hanno educato intere generazioni e hanno segnato la vita ecclesiale, ma anche quella civile, negli anni in cui l’impegno dei cattolici in politica era determinante. Uomini grandi, che hanno inciso profondamente sul cuore della gente e sulla promozione umana e sociale della città.

Preti di cui sentiremo la mancanza, perché uomini di “pasta antica”, ma valida e determinata. Ogni uomo è figlio del suo tempo, ma uomini come loro lasciano il segno e, purtroppo, anche un grande vuoto.

Tra le sue ultime presenze pubbliche, lo ricordiamo in occasione della festa della Madonna dell’Elemosina, il 4 ottobre scorso presso la Basilica Santuario e il 16 ottobre, all’Annuziata, in occasione dell’ingresso in parrocchia del successore del suo successore.  

(Foto:  Archivo SME, Archivio Parrocchia Annunziata, Archivi privati)

LA MADONNA DELL’ELEMOSINA TRASLATA ALLA CHIESA DEL ROSARIO. Qui le principali celebrazioni della Parrocchia e del Santuario mariano.

Questa sera, per la Celebrazione eucaristica prefestiva della solennità di Cristo Re – ore 18.30, sarà aperta la Chiesa del SS. Rosario (piazza Roma), sussidiaria della Basilica – Chiesa Madre, temporaneamente chiusa a seguito del sisma del 6 ottobre scorso. La Chiesa del Rosario, dunque, accoglierà le principali celebrazioni liturgiche parrocchiali e del Santuario di S. Maria dell’Elemosina. Nella stessa chiesa è stato allestito un altare mobile, dove è stata traslata una riproduzione della venerata Icona di Maria SS. dell’Elemosina, destinato ad accogliere la devozione dei biancavillesi e dei pellegrini per la titolare della Parrocchia – Basilica Collegiata Santuario, amata Protettrice della città di Biancavilla e Madre universale della Misericordia.

La S. Messa nel quartiere parrocchiale “Sberno”, sarà domani celebrata alle ore 11.00 e garantita ogni domenica e festivi. Anche a “Sberno”  sarà presente copia dell’Icona della Vergine SS. dell’Elemosina. “Noi crediamo che la santissima Madre di Dio, nuova Eva, Madre della Chiesa, continua in cielo il suo ruolo materno verso le membra di Cristo” (CCC).