L’arcivescovo a Biancavilla per il Natale del Signore

Oggi, solennità del Natale del Signore, la celebrazione eucaristica delle ore 18.30 sarà presieduta dall’arcivescovo mons. Salvarore Gristina per condividere con i fedeli la gioia del Natale e portare la sua personale vicinanza alla Comunità biancavillese, provata dalle recenti scosse sismiche. Dopo la celebrazione S. E. l’arcivescovo presenzierà alla tradizionale cantata di Natale davanti all’altarino allestito dall’Associazione “Maria SS. dell’Elemosina” in piazza Roma.

Gli auguri alla Comunità dell’Arcivescovo Gristina

Messaggio augurale dell’Arcivescovo Salvatore Gristina alla Comunità parrocchiale della Basilica Santuario di S. Maria dell’Elemosina in Biancavilla per il Natale del Signore celebrato dopo il sisma del 6 ottobre scorso che ha causato la chiusura temporanea del Santuario.

P. BRANCATO: L’ULTIMO PRETE “DI UNA VOLTA” – IMMAGINI INEDITE.

Con lui scompare una generazione di preti che ha fatto la storia.

Nel pomeriggio di oggi, alle ore 16, saranno celebrate le esequie presso la chiesa dell’Annunziata. A presiederle, l’arcivescovo di Catania mons. Salvatore Gristina. P. Brancato è passato alla vita eterna a quasi 99 anni di età, all’inizio della Novena in preparazione alla festa dell’Immacolata concezione di Maria, figura che amava tanto, ponendo nelle mani della Vergine, fatiche e speranze per la Chiesa e per il mondo.   

In queste ore tante cose si sono dette sulla figura di don Placido Brancato, uno dei più longevi sacerdoti della Diocesi di Catania. Vari ricordi personali hanno rievocato la sua figura di sacerdote e di educatore.

Con questo contributo (anche per immagini) cerchiamo di riflettere su un ulteriore aspetto: padre Brancato è l’ultimo prete di una generazione di sacerdoti che non rivedremo più.

Fu ordinato il 18 ottobre del 1942, ben 20 anni prima dell’inizio del Concilio Vaticano II.

Educato alla “vecchia scuola” del Concilio di Trento, fu anche tra i primi ad accogliere il cambiamento voluto dall’assise della Chiesa universale per rinnovare l’annuncio del Vangelo.

Accolse il nuovo, ma conservò anche ciò che di valido riconosceva nella lunga tradizione della Chiesa: quarantore, esercizi spirituali, devozioni, predicazioni, missioni popolari, formazione catechetica ferrea.

È stato l’ultimo di una classe di preti che hanno fatto la storia della Comunità ecclesiale di Biancavilla e hanno inciso anche su quella civile. Educatore e costruttore, intransigente sui princìpi, ma vicino alla gente, forte e determinato, con una vera passione per l’apostolato: creò gruppi, curò lo stato d’anime, introdusse la peregrinatio Mariae, i centri d’ascolto, celebrò Messe ovunque, nelle case, nei cortili, negli angoli più sperduti.

Il suo obiettivo era arrivare ai “lontani” e particolarmente desiderava raggiungere gli uomini e i giovani, sin dai tempi in cui seguiva la FUCI presente nella chiesa madre della città.

Austero e poco avvezzo ad esternazioni sentimentali, era schivo dai complimenti e dagli apprezzamenti, sapeva mostrare affetto e gratitudine con semplicità.

C’era posto per tutti nella sua visione ecclesiale. Per tutti immaginava un posto in parrocchia in cui mettersi a servizio.

Nella Parrocchia Annunziata, dove fu parroco per lunghi anni, divenne martellante la sua proposta delle “due ore del povero”, per invitare ciascuno ad offrire il bene più prezioso: il tempo, mettendo a disposizione dei vari bisogni della comunità due ore di tempo a settimana, in una vera e propria “banca del tempo”. Intraprendente, entusiasta, uomo all’antica, eppure tanto moderno, sempre avanti nelle idee e nel desiderio di aggiornarsi.

Affascinato dalla figura di don Bosco nell’educazione dei ragazzi, fu altrettanto appassionato sostenitore del Movimento dei Focolari di Chiara Lubich, di cui ogni mese diffondeva la “Parola di vita”: la pace, la giustizia, la fratellanza umana in Cristo i capisaldi del movimento. “Tutto vince l’amore” può essere considerato davvero il suo motto, ma l’amore inteso non come sentimento sdolcinato, ma come volontà decisa e ferma di fare il bene.

Non guidò mai l’auto, eppure si appassionò al computer e al telefonino. Non restava mai indietro, sempre al passo coi tempi, spesso precedendoli e anticipandoli.

Aveva un grande senso del dovere, non concepiva per sé vacanze o tempo libero, al di fuori degli esercizi spirituali. Tempra forte, nel fisico come nello spirito.

L’ultimo, dicevamo, di una generazione di preti che hanno fatto la storia di Biancavilla.

Come lui, mons. Giosuè Calaciura, fondatore dell’ospedale e dell’Opera Cenacolo “Cristo Re”, mons. Carmelo Maglia, storico rettore del Piccolo Seminario, padre Salvatore Greco, fondatore e costruttore della parrocchia del Sacro Cuore, padre Carmelo  Salamone, della parrocchia di Cristo Re, padre Salvatore Spoto, tenace parroco dell’Idria. Tutti discepoli dell’indimenticabile canonico Placido Caselli.

Fatti con il vecchio stampo, uomini forti, energici, zelanti, appassionati, determinati, forse anche testardi. Eppure hanno educato intere generazioni e hanno segnato la vita ecclesiale, ma anche quella civile, negli anni in cui l’impegno dei cattolici in politica era determinante. Uomini grandi, che hanno inciso profondamente sul cuore della gente e sulla promozione umana e sociale della città.

Preti di cui sentiremo la mancanza, perché uomini di “pasta antica”, ma valida e determinata. Ogni uomo è figlio del suo tempo, ma uomini come loro lasciano il segno e, purtroppo, anche un grande vuoto.

Tra le sue ultime presenze pubbliche, lo ricordiamo in occasione della festa della Madonna dell’Elemosina, il 4 ottobre scorso presso la Basilica Santuario e il 16 ottobre, all’Annuziata, in occasione dell’ingresso in parrocchia del successore del suo successore.  

(Foto:  Archivo SME, Archivio Parrocchia Annunziata, Archivi privati)

LA MADONNA DELL’ELEMOSINA TRASLATA ALLA CHIESA DEL ROSARIO. Qui le principali celebrazioni della Parrocchia e del Santuario mariano.

Questa sera, per la Celebrazione eucaristica prefestiva della solennità di Cristo Re – ore 18.30, sarà aperta la Chiesa del SS. Rosario (piazza Roma), sussidiaria della Basilica – Chiesa Madre, temporaneamente chiusa a seguito del sisma del 6 ottobre scorso. La Chiesa del Rosario, dunque, accoglierà le principali celebrazioni liturgiche parrocchiali e del Santuario di S. Maria dell’Elemosina. Nella stessa chiesa è stato allestito un altare mobile, dove è stata traslata una riproduzione della venerata Icona di Maria SS. dell’Elemosina, destinato ad accogliere la devozione dei biancavillesi e dei pellegrini per la titolare della Parrocchia – Basilica Collegiata Santuario, amata Protettrice della città di Biancavilla e Madre universale della Misericordia.

La S. Messa nel quartiere parrocchiale “Sberno”, sarà domani celebrata alle ore 11.00 e garantita ogni domenica e festivi. Anche a “Sberno”  sarà presente copia dell’Icona della Vergine SS. dell’Elemosina. “Noi crediamo che la santissima Madre di Dio, nuova Eva, Madre della Chiesa, continua in cielo il suo ruolo materno verso le membra di Cristo” (CCC).   

SOLIDARIETA’ ALLA COMUNITA’ DI BIANCAVILLA

In queste ore stanno arrivando molti messaggi di solidarietà alla Comunità del Santuario di Biancavilla.

Dopo il sisma del 6 ottobre scorso, sono stati diversi i messaggi di affetto, vicinanza e solidarietà che molte persone ed istituzioni ecclesiali hanno fatto pervenire alla Comunità parrocchiale del Santuario. In primo luogo l’Arcivescovo di Catania, Monsignor Salvatore Gristina, che ha sentito personalmente il Prevosto Salerno. Ieri il Vicario Generale dell’Arcidiocesi di Catania, Monsignor Salvatore Genchi, in occasione della sua presenza a Biancavilla per accompagnare l’ingresso di Don Ambrogio Monforte nella Parrocchia “S. Cuore”, ha incontrato Don Agrippino e ha realizzato un sopralluogo all’interno della Basilica per constatare la situazione.

Anche l’Arcivescovo emerito Luigi Bommarito si è reso presente, attraverso una telefonata in cui ha detto: “Vi sono molto vicino e prego per voi; la Madonna dell’Elemosina vi benedica e vi custodisca sempre!”.

Molti anche gli amici e le realtà ecclesiali e civili che negli anni hanno intrattenuto rapporti di collaborazione con l’Associazione “Maria SS. dell’Elemosina” che in questi giorni hanno espresso solidarietà e vicinanza. Ringraziamo anche per la preghiera che altre comunità cristiane elevano al Signore per noi. Ieri a Catania le Suore Figlie di Maria Ausiliatrice, riunite nella casa ispettoriale; come anche nella città di San Cataldo (CL), di cui riportiamo di seguito il messaggio:

La Madonna dell’Elemosina esposta nella chiesa di Sant’Anna in San Cataldo (CL).

Dopo la triste notizia che ha  colpito la comunità Biancavillese, mi sento di esprimere a nome dell’intera comunità di Pizzo a Carano Sant’Anna la mia vicinanza. La carezza di Maria possa farvi sentire l’abbraccio della gente di Sant’Anna, che proprio qualche settimana fa ha voluto aprire l’anno sociale affidandosi alla Vergine della tenerezza. In questa circostanza la icona in legno che il carissimo presidente Giuseppe Santangelo con Don Agrippino Salerno ci ha fatto dono, sarà esposta nella chiesa di Sant’Anna per tutto il mese di ottobre per poi essere collocata definitivamente in una nicchia della chiesa. Nel mio cuore sento le vostra angoscia, le vostre preoccupazioni. Vi assicuro la mia preghiera fraterna, mentre con tutto il cuore invochiamo l’intercessione della Vergine dell’Elemosina affinché possa custodirvi nella sua mano. Con gratitudine al Signore per la vista sincera amicizia. Con affetto, Vincenzo Siracusa, Presidente della Comunità di Sant’Anna.

OLTRE LA “PROTEZIONE CIVILE”: I SANTI PATRONI IN CAMPO PER IL TERREMOTO DI BIANCAVILLA

Una comunità unita e riunita attorno ai suoi Santi Patroni. Lo ha voluto il Prevosto Don Agrippino Salerno, d’intesa con i sacerdoti della comunità, le associazioni dei devoti, il Sindaco di Biancavilla e la Protezione Civile a poche ore dal terremoto che ha scosso la città nelle prime ore del 6 ottobre.

All’imbrunire, la comunità ecclesiale e civile di Biancavilla si è ritrovata presso lo stadio comunale alla presenza dei suoi Santi Patroni, la Vergine dell’Elemosina, San Placido e San Zenone, eccezionalmente esposti insieme, per chiedere aiuto e protezione dinanzi al grave pericolo del terremoto, che ha minacciato di distruggere le case, e che ha già fatto danni significativi nelle chiese e nelle scuole, le strutture dedicate alla formazione umana e spirituale del popolo.

“Con un gesto penitenziale e supplice – ha detto il Prevosto Salerno – ci siamo riuniti qui, in questo giorno che sarebbe dovuto essere di festa, dopo aver sperimentato la fragilità delle cose che abbiamo e possediamo. Per questo, con il cuore umile e fiducioso, chiediamo al Signore il perdono dei nostri peccati, e specialmente per tutte le volte in cui abbiamo ritenuto di poter fare a meno del suo aiuto”. E nell’omelia Don Agrippino ha aggiunto: “siamo certamente rattristati dal vedere le nostre strutture danneggiate. Ma mentre pensiamo alla ricostruzione degli edifici, dobbiamo concentrarci anche sull’edificazione del nostro cuore. Stasera abbiamo dimostrato di essere un popolo, che unito è in grado di far fronte anche ai momenti più difficili”.

“Biancavilla unita è meravigliosa” hanno commentato molti dei presenti.

Oltre 5mila persone hanno preso parte a questo momento di preghiera, secondo le stime delle forze dell’ordine. Anche il Sindaco ha preso la parola incoraggiando i concittadini a trovare nell’unità la forza per rialzarsi in piedi: “metteremo in sicurezza le scuole e le strutture pubbliche – ha detto Bonanno – ma la cosa più importante in  questo momento è avere la capacità di stare uniti, come dimostra questo gesto straordinario”.

Ad animare la celebrazione sono stati i giovani delle diverse corali cittadine. La benedizione è stata impartita contemporaneamente da tutti i sacerdoti presenti.

Questa edizione dell’Ottobre Sacro si conclude in una maniera davvero inaspettata. Molte “prime volte”, troppe coincidenze, tanti segni e la certezza di sempre di poter avere un supporto che va oltre quello della “Protezione Civile”. Si tratta di “Protezione di Santi!”.

Mai come quest’anno, adesso che si sono spente le luci della festa, c’è il desiderio di tornare alla normalità.