DON GIUSEPPE SCHILLACI, DEL CLERO DI CATANIA, NOMINATO VESCOVO DI LAMEZIA TERME

La Basilica Santuario con i fedeli dell’Associazione “Maria SS. dell’Elemosina” di Biancavilla, esprime a Dio Padre datore di ogni grazia e al Santo Padre Francesco, la propria gratitudine per il grande dono di un nuovo Vescovo, nella persona di Mons. Giuseppe Schillaci, adranita, del Clero della diocesi di Catania.





Mons. Schillaci da tanti anni è vicino alla realtà del Santuario mariano biancavillese; ha partecipato a iniziative di catechesi e culturali promosse dalla nostra Associazione mariana e più volte ha celebrato l’Eucaristia in occasione della Festa in onore della Madonna dell’Elemosina, offrendo la sua parola di pastore profondo, mite e saggio. È stato presente a Biancavilla anche con la comunità del Seminario dei Chierici di Catania in occasione di veglie di preghiera, incontri e raduni dei seminaristi.





A lui i migliori auguri per un cammino fecondo nella Chiesa di Lamezia Terme (Calabria) e tra le diverse realtà ecclesiali che sono state affidate alla sua cura.


Maria, Madre di Misericordia e Regina degli Apostoli, particolarmente onorata in questo mese di maggio, accompagni il suo cammino a beneficio di tutta la Chiesa.

 




SRI LANKA: CRISTIANI TRUCIDATI NEL GIORNO DI PASQUA

Affettuosa vicinanza alla Comunità cristiana dello Sri Lanka colpita mentre era raccolta in preghiera nella gioia pasquale, e a tutte le vittime di così crudele violenza. Con Papa Francesco, affidiamo nelle nostre Comunità ecclesiali al Signore Gesù e alla Sua Santa Madre quanti sono tragicamente scomparsi e preghiamo per i feriti e tutti coloro che soffrono a causa di questo drammatico evento e di altri che recentemente hanno colpito Cristiani in Medio Oriente.

Attentati contro tre chiese e tre hotel. Uno degli edifici di culto colpito è Sant’Antonio a Colombo. Gli altri due sono San Sebastiano a Negombo, a circa 30 chilometri dalla capitale, e una chiesa a Batticaloa, a 250 chilometri a est di Colombo Nel pomeriggio di oggi, domenica 21, aprile il bilancio pare sia salito a 207 morti e oltre 450 feriti.

Martiri cristiani dello Sri Lanka sono testimoni d’amore, hanno dato la loro vita e ora si trovano alla presenza di Dio. Nell’Apocalisse, uomini e donne di ogni nazione, razza, popolo e lingua adorano la grandezza di Dio, portano palme tra le mani e cantano a gran voce che la salvezza appartiene a Dio seduto sul trono e all’Agnello, il Signore nostro Gesù Cristo. Poi uno degli anziani chiese all’autore: “«Quelli che sono vestiti di bianco, chi sono e donde vengono?». L’autore rispose: «Signore mio, tu lo sai». E l’anziano disse: «Essi sono coloro che sono passati attraverso la grande tribolazione e hanno lavato le loro vesti rendendole candide col sangue dell’Agnello. Per questo stanno davanti al trono di Dio e gli prestano servizio giorno e notte nel suo santuario; e Colui che siede sul trono stenderà la sua tenda sopra di loro. […] E Dio tergerà ogni lacrima dai loro occhi»” (Ap 7,13-15.17).

 

L’AMORE CHE VINCE LA MORTE. La processione della “Pace” a Biancavilla

Altre foto sulla
Settimana Santa a Biancavilla

Via Crucis vivente

Processione dell’Addolorata

Processione dei “Misteri”

Processione della “Pace”

L’AMORE SACRIFICATO. La processione dei Misteri a Biancavilla

Altre foto sulla
Settimana Santa a Biancavilla

Via Crucis vivente

Processione dell’Addolorata

Processione dei “Misteri”

Processione della “Pace”

PASQUA 2019 A BIANCAVILLA NEL DOPO-TERREMOTO

Con oltre la metà delle chiese chiuse, le tradizionali manifestazioni subiranno alcune variazioni. Dal 14 al 21 aprile, gli appuntamenti e le novità.

di Alessandro Scaccianoce

La festa di Pasqua a Biancavilla quest’anno deve fare i conti con gli effetti del terremoto del 6 ottobre scorso che ha inflitto un duro colpo al già precario patrimonio degli edifici sacri. Più della metà delle chiese sono infatti inagibili: dalla monumentale Basilica Santuario di S. Maria dell’Elemosina, alla chiesa parrocchiale dell’Idria, dalla chiesa di S. Antonio a quella di S. Gaetano, porte sbarrate a seguito del sisma, che ha compromesso la staticità delle storiche strutture. A queste si aggiungono la chiesa di S. Orsola e di Gesù e Maria, già chiuse da diversi anni, e quella della Mercede, dove sono in corso lavori di messa in sicurezza. La gran parte delle chiese citate sono interessate dai riti e dalle manifestazioni che, proprio per questo, subiranno alcune variazioni rispetto al protocollo consolidato.

A seguito della chiusura della Basilica, i fedeli saranno costretti a stiparsi nella modesta chiesa del Rosario per le celebrazioni liturgiche, che saranno semplificate per ragioni di opportunità. Il prevosto, con il gruppo liturgico della Parrocchia Matrice, ha pensato di celebrare all’aperto davanti al Rosario la Messa delle 11 della Domenica delle Palme, che segue alla tradizionale e affollata benedizione dei rami d’ulivo e di palme. Anche i parrocchiani dell’Idria dovranno vivere le celebrazioni pasquali nel salone di via Gemma.




Ad inaugurare le manifestazioni popolari sarà la “Via Crucis vivente” nel tardo pomeriggio della Domenica delle Palme, promossa dalla famiglia francescana di Biancavilla. Snodandosi lungo il centro storico, la sacra rappresentazione si concluderà a tarda sera sull’altura della collina che costeggia il cimitero dove sarà messa in scena la crocifissione, la morte e la resurrezione del Signore.

Nei primi giorni della Settimana Santa, si svolgeranno gli esercizi spirituali delle confraternite, riunendo i vari aggregati delle storiche compagini cittadine per introdurli al significato e al valore spirituale dei riti.

La sera del Giovedì Santo si celebrerà la Messa che commemora l’ultima cena di Gesù, con il rito della lavanda dei piedi. Mancherà quest’anno la solenne, suggestiva e toccante processione che si snodava all’interno della Basilica Santuario al canto del Tantum Ergo di Bellini per accompagnare l’Eucaristia fino all’altare della reposizione. Seguirà la “visita ai Sepolcri”, in gruppi e privatamente, in attesa dell’alba del Venerdì Santo.

La mattina del Venerdì inizia tradizionalmente molto presto per i biancavillesi. Alle 6 il delicato simulacro in cera della Vergine Addolorata varca la soglia della chiesa del Purgatorio per dare vita alla lunga processione che ripercorre le ultime ore terrene di Gesù al fianco della sua Santa Madre. La processione dell’Addolorata, che solitamente fa tappa nelle varie chiese, oltre che all’ospedale (da quest’anno anche presso la grande e nuova struttura sanitaria) e presso la casa di cura per anziani, quest’anno troverà molte porte serrate, come dicevamo, quasi pietre tombali che suggellano un tempo che si è fermato. Non ci sarà neppure l’atteso ingresso solenne e cadenzato della Madonna in Basilica, tra i canti e la commozione dei fedeli. La processione si fermerà infatti sul sagrato della Basilica Santuario, dove a mezzogiorno verrà esposto il Cristo Crocifisso, proprio nell’ora che ricorda la crocifissione di Gesù sul Calvario.




Non ci sarà neppure il suggestivo rito della “Scisa ‘a cruci”, un’usanza risalente ai primi del 1600 e ripresa da alcuni anni, che consiste nella deposizione del Cristo dalla croce e nella sua reposizione all’interno dell’urna processionale. Questo “gesto pietoso” fino all’anno scorso si svolgeva in Basilica al termine della liturgia pomeridiana del Venerdì Santo, eseguito dal Prevosto con l’assistenza dei confrati del SS. Sacramento. La mancanza di idonei ampi spazi non consente lo svolgimento del rito.

La manifestazione tecnicamente più complessa sarà quella della sera del Venerdì Santo, che vedrà la processione dei “Misteri”, 8 gruppi statuari raffiguranti i vari momenti della passione di Gesù, recati dai confrati delle otto confraternite che fanno capo ad altrettante chiese, quattro delle quali inagibili. Questo fatto, tuttavia, non fermerà la determinazione dei confrati, che stanno comunque predisponendo i fercoli e le statue per la processione.

Durante la Veglia Pasquale della notte del Sabato Santo le campane annunceranno la risurrezione del Signore. Nella chiesa dell’Annunziata anche quest’anno si svolgerà il rito della “Cascata ‘a tila”.




La celebrazione popolare del mistero pasquale culmina il mattino della Domenica di Pasqua, per esprimere quell’ansia di vita e di rinascita, quel desiderio di eternità beata iscritto nelle cose che dalla vita di Cristo passa in quella di ogni uomo e si esprime anche nella natura. Il Cristo risorto che trionfa mirabilmente sulla morte, e sulla piazza principale della cittadina si incontra con la Vergine Madre, esprime questa speranza. Sebbene spesso i siciliani siano considerati più propensi ad indulgere sulle realtà del dolore e della morte, per un congenito “dolorismo” e un atavico “fatalismo”, la variopinta manifestazione della “Pace” che si svolge a Biancavilla il mattino di Pasqua vuole segnare un’inversione di tendenza. La celebrazione si compie in una rapida sequenza di movimenti e gesti consolidati che culminano nei due baci che i due simulacri monumentali di Gesù e Maria si scambiano mentre l’arcangelo Gabriele, che ha portato alla Madonna e alla città l’annuncio della risurrezione, esulta. Il tutto contornato dai fiori più belli e dalle fave, primizie della stagione.

Questa manifestazione si svolgerà secondo tradizione. E, seppur alla chetichella, il Risorto farà il suo ingresso dal portale maggiore della Basilica Santuario. Nella speranza che, dietro di lui, risorga la città, con i suoi edifici simbolo e i suoi abitanti.




Non decolla ancora invece la proposta, promossa nel 2015 dall’Associazione Culturale Symmachia, di ripetere alla sera di Pasqua la “Pace” o di farne uno sviluppo di quella mattutina, ad esempio custodendo i simulacri nella chiesa dell’Annunziata per poi concludere alla sera con un secondo rendez-vous in piazza Roma. L’idea nasce dal desiderio di creare un ulteriore momento di aggregazione popolare, dando la possibilità di assistere al rito a quanti non riescono a vivere la manifestazione del mattino, perché impegnati nella preparazione del pranzo, e al tempo stesso intercettare flussi di turisti in cerca di emozioni, tenendo conto del fatto che le manifestazioni della domenica di Pasqua sono molto rare. Il dibattito è tutt’ora aperto ed è un piccolo segno di vivacità in una realtà che fa i conti con il peso e la fatica della storia.

Il canto del Regina Coeli, con cui la Chiesa si unisce alla gioia di Maria per la risurrezione di Gesù e accompagna il tempo di Pasqua, quest’anno sarà dimezzato per Biancavilla, come più che dimezzate sono le chiese della città fruibili, e con esse il patrimonio artistico e spirituale che esse racchiudono. Come dire che la rinascita della città per il momento è rimandata a data da destinarsi.

 

“Guardare gli altri con gli occhi di Gesù”

“La via della santità”, testimoniata da don Pasqual Chavez al Teatro “La Fenice” di Biancavilla. Visitata la Basilica Santuario e venerata l’Icona della Madonna dell’Elemosina.   

“La Santitá anche per te!”. È stato questo lo slogan della serata/evento che si è svolta a Biancavilla, con la presenza di don Pascual Chavez Villanueva SDB, IX successore di S. Giovanni Bosco e Rettor Maggiore emerito della congregazione salesiana, che ha visto il Teatro comunale cittadino affollato da sacerdoti, consacrati e laici provenienti da gran parte del territorio diocesano. Presente anche il Sindaco e l’assessore all’istruzione.




L’evento, a cura delle aggregazioni laicali e della commissione di pastorale giovanile locale, coordinate dal vicario foraneo don Giambattista Zappalà, ha dunque avuto come tematica la “Santitá”, commentata da don Chavez attraverso l’Esortazione Apostolica del Santo Padre Francesco “Gaudete et Exultate”.

“Santità e felicità – ha spiegato Chavez – sono inscindibili, e don Bosco in primis lo aveva ben compreso. Anche per  il giovane Domenico Savio santitá e allegria erano elementi inseparabili, come così per tutti i Santi che noi oggi veneriamo. Ma oggi, come si può sperimentare la santità? Consiste nei piccoli gesti e, come ci ricorda il Santo Padre, in “quella della porta accanto”.




Il papa non ci offre nessun trattato teologico, ma ci invita a guardare il mondo con lo sguardo di Dio: a casa, a scuola, nei luoghi di lavoro… ovunque bisogna guardare gioiosi con gli occhi di Dio: questa è la Santità”.

Durante la serata, aperta con un momento di preghiera presieduto dall’illustre ospite, sono intervenuti alcuni gruppi teatrali locali, “CGS Life” e “DB Friends”, che hanno messo in scena canti ed estratti di vita di santità che hanno aiutato alla comprensione del tema. A conclusione della serata, alcuni giovani hanno consegnato al successore di don Bosco, a nome di tutta la comunità ecclesiale vicariale, una riproduzione della Sacra Icona della Madonna dell’Elemosina e alcuni dolci tipici siciliani che potrà portare con se a Roma, dove risiede.

Non è mancata la visita alla Basilica Santuario che, seppur chiusa momentaneamente al culto a causa dei danni del sisma dell’ottobre scorso, ha riservato a don Chavez, accompagnato da alcuni sacerdoti, diversi membri dell’Associazione “Maria SS. dell’Elemosina”, e con la presenza di alcune suore Salesiane, con a capo la Superiora dell’Ispettoria Sicula Sr. Maria Pisciotta.




Momento di gioia e preghiera. “Qui si respira l’aria della spiritualità Mariana”, ha espresso don Pasqual, dopo essersi prostrato davanti la venerata Icona bizantina della Madonna dell’Elemosina e intonato la “Salve Regina”; destando molta ammirazione per le bellezze artistiche e architettoniche del Santuario, della settecentesca Cappella di S. Placido e delle sacrestie.