L’AMORE SACRIFICATO. La processione dei Misteri a Biancavilla

PASQUA 2019 A BIANCAVILLA NEL DOPO-TERREMOTO

Con oltre la metà delle chiese chiuse, le tradizionali manifestazioni subiranno alcune variazioni. Dal 14 al 21 aprile, gli appuntamenti e le novità.

di Alessandro Scaccianoce

La festa di Pasqua a Biancavilla quest’anno deve fare i conti con gli effetti del terremoto del 6 ottobre scorso che ha inflitto un duro colpo al già precario patrimonio degli edifici sacri. Più della metà delle chiese sono infatti inagibili: dalla monumentale Basilica Santuario di S. Maria dell’Elemosina, alla chiesa parrocchiale dell’Idria, dalla chiesa di S. Antonio a quella di S. Gaetano, porte sbarrate a seguito del sisma, che ha compromesso la staticità delle storiche strutture. A queste si aggiungono la chiesa di S. Orsola e di Gesù e Maria, già chiuse da diversi anni, e quella della Mercede, dove sono in corso lavori di messa in sicurezza. La gran parte delle chiese citate sono interessate dai riti e dalle manifestazioni che, proprio per questo, subiranno alcune variazioni rispetto al protocollo consolidato.

A seguito della chiusura della Basilica, i fedeli saranno costretti a stiparsi nella modesta chiesa del Rosario per le celebrazioni liturgiche, che saranno semplificate per ragioni di opportunità. Il prevosto, con il gruppo liturgico della Parrocchia Matrice, ha pensato di celebrare all’aperto davanti al Rosario la Messa delle 11 della Domenica delle Palme, che segue alla tradizionale e affollata benedizione dei rami d’ulivo e di palme. Anche i parrocchiani dell’Idria dovranno vivere le celebrazioni pasquali nel salone di via Gemma.




Ad inaugurare le manifestazioni popolari sarà la “Via Crucis vivente” nel tardo pomeriggio della Domenica delle Palme, promossa dalla famiglia francescana di Biancavilla. Snodandosi lungo il centro storico, la sacra rappresentazione si concluderà a tarda sera sull’altura della collina che costeggia il cimitero dove sarà messa in scena la crocifissione, la morte e la resurrezione del Signore.

Nei primi giorni della Settimana Santa, si svolgeranno gli esercizi spirituali delle confraternite, riunendo i vari aggregati delle storiche compagini cittadine per introdurli al significato e al valore spirituale dei riti.

La sera del Giovedì Santo si celebrerà la Messa che commemora l’ultima cena di Gesù, con il rito della lavanda dei piedi. Mancherà quest’anno la solenne, suggestiva e toccante processione che si snodava all’interno della Basilica Santuario al canto del Tantum Ergo di Bellini per accompagnare l’Eucaristia fino all’altare della reposizione. Seguirà la “visita ai Sepolcri”, in gruppi e privatamente, in attesa dell’alba del Venerdì Santo.

La mattina del Venerdì inizia tradizionalmente molto presto per i biancavillesi. Alle 6 il delicato simulacro in cera della Vergine Addolorata varca la soglia della chiesa del Purgatorio per dare vita alla lunga processione che ripercorre le ultime ore terrene di Gesù al fianco della sua Santa Madre. La processione dell’Addolorata, che solitamente fa tappa nelle varie chiese, oltre che all’ospedale (da quest’anno anche presso la grande e nuova struttura sanitaria) e presso la casa di cura per anziani, quest’anno troverà molte porte serrate, come dicevamo, quasi pietre tombali che suggellano un tempo che si è fermato. Non ci sarà neppure l’atteso ingresso solenne e cadenzato della Madonna in Basilica, tra i canti e la commozione dei fedeli. La processione si fermerà infatti sul sagrato della Basilica Santuario, dove a mezzogiorno verrà esposto il Cristo Crocifisso, proprio nell’ora che ricorda la crocifissione di Gesù sul Calvario.




Non ci sarà neppure il suggestivo rito della “Scisa ‘a cruci”, un’usanza risalente ai primi del 1600 e ripresa da alcuni anni, che consiste nella deposizione del Cristo dalla croce e nella sua reposizione all’interno dell’urna processionale. Questo “gesto pietoso” fino all’anno scorso si svolgeva in Basilica al termine della liturgia pomeridiana del Venerdì Santo, eseguito dal Prevosto con l’assistenza dei confrati del SS. Sacramento. La mancanza di idonei ampi spazi non consente lo svolgimento del rito.

La manifestazione tecnicamente più complessa sarà quella della sera del Venerdì Santo, che vedrà la processione dei “Misteri”, 8 gruppi statuari raffiguranti i vari momenti della passione di Gesù, recati dai confrati delle otto confraternite che fanno capo ad altrettante chiese, quattro delle quali inagibili. Questo fatto, tuttavia, non fermerà la determinazione dei confrati, che stanno comunque predisponendo i fercoli e le statue per la processione.

Durante la Veglia Pasquale della notte del Sabato Santo le campane annunceranno la risurrezione del Signore. Nella chiesa dell’Annunziata anche quest’anno si svolgerà il rito della “Cascata ‘a tila”.




La celebrazione popolare del mistero pasquale culmina il mattino della Domenica di Pasqua, per esprimere quell’ansia di vita e di rinascita, quel desiderio di eternità beata iscritto nelle cose che dalla vita di Cristo passa in quella di ogni uomo e si esprime anche nella natura. Il Cristo risorto che trionfa mirabilmente sulla morte, e sulla piazza principale della cittadina si incontra con la Vergine Madre, esprime questa speranza. Sebbene spesso i siciliani siano considerati più propensi ad indulgere sulle realtà del dolore e della morte, per un congenito “dolorismo” e un atavico “fatalismo”, la variopinta manifestazione della “Pace” che si svolge a Biancavilla il mattino di Pasqua vuole segnare un’inversione di tendenza. La celebrazione si compie in una rapida sequenza di movimenti e gesti consolidati che culminano nei due baci che i due simulacri monumentali di Gesù e Maria si scambiano mentre l’arcangelo Gabriele, che ha portato alla Madonna e alla città l’annuncio della risurrezione, esulta. Il tutto contornato dai fiori più belli e dalle fave, primizie della stagione.

Questa manifestazione si svolgerà secondo tradizione. E, seppur alla chetichella, il Risorto farà il suo ingresso dal portale maggiore della Basilica Santuario. Nella speranza che, dietro di lui, risorga la città, con i suoi edifici simbolo e i suoi abitanti.




Non decolla ancora invece la proposta, promossa nel 2015 dall’Associazione Culturale Symmachia, di ripetere alla sera di Pasqua la “Pace” o di farne uno sviluppo di quella mattutina, ad esempio custodendo i simulacri nella chiesa dell’Annunziata per poi concludere alla sera con un secondo rendez-vous in piazza Roma. L’idea nasce dal desiderio di creare un ulteriore momento di aggregazione popolare, dando la possibilità di assistere al rito a quanti non riescono a vivere la manifestazione del mattino, perché impegnati nella preparazione del pranzo, e al tempo stesso intercettare flussi di turisti in cerca di emozioni, tenendo conto del fatto che le manifestazioni della domenica di Pasqua sono molto rare. Il dibattito è tutt’ora aperto ed è un piccolo segno di vivacità in una realtà che fa i conti con il peso e la fatica della storia.

Il canto del Regina Coeli, con cui la Chiesa si unisce alla gioia di Maria per la risurrezione di Gesù e accompagna il tempo di Pasqua, quest’anno sarà dimezzato per Biancavilla, come più che dimezzate sono le chiese della città fruibili, e con esse il patrimonio artistico e spirituale che esse racchiudono. Come dire che la rinascita della città per il momento è rimandata a data da destinarsi.

 

“Guardare gli altri con gli occhi di Gesù”

“La via della santità”, testimoniata da don Pasqual Chavez al Teatro “La Fenice” di Biancavilla. Visitata la Basilica Santuario e venerata l’Icona della Madonna dell’Elemosina.   

“La Santitá anche per te!”. È stato questo lo slogan della serata/evento che si è svolta a Biancavilla, con la presenza di don Pascual Chavez Villanueva SDB, IX successore di S. Giovanni Bosco e Rettor Maggiore emerito della congregazione salesiana, che ha visto il Teatro comunale cittadino affollato da sacerdoti, consacrati e laici provenienti da gran parte del territorio diocesano. Presente anche il Sindaco e l’assessore all’istruzione.




L’evento, a cura delle aggregazioni laicali e della commissione di pastorale giovanile locale, coordinate dal vicario foraneo don Giambattista Zappalà, ha dunque avuto come tematica la “Santitá”, commentata da don Chavez attraverso l’Esortazione Apostolica del Santo Padre Francesco “Gaudete et Exultate”.

“Santità e felicità – ha spiegato Chavez – sono inscindibili, e don Bosco in primis lo aveva ben compreso. Anche per  il giovane Domenico Savio santitá e allegria erano elementi inseparabili, come così per tutti i Santi che noi oggi veneriamo. Ma oggi, come si può sperimentare la santità? Consiste nei piccoli gesti e, come ci ricorda il Santo Padre, in “quella della porta accanto”.




Il papa non ci offre nessun trattato teologico, ma ci invita a guardare il mondo con lo sguardo di Dio: a casa, a scuola, nei luoghi di lavoro… ovunque bisogna guardare gioiosi con gli occhi di Dio: questa è la Santità”.

Durante la serata, aperta con un momento di preghiera presieduto dall’illustre ospite, sono intervenuti alcuni gruppi teatrali locali, “CGS Life” e “DB Friends”, che hanno messo in scena canti ed estratti di vita di santità che hanno aiutato alla comprensione del tema. A conclusione della serata, alcuni giovani hanno consegnato al successore di don Bosco, a nome di tutta la comunità ecclesiale vicariale, una riproduzione della Sacra Icona della Madonna dell’Elemosina e alcuni dolci tipici siciliani che potrà portare con se a Roma, dove risiede.

Non è mancata la visita alla Basilica Santuario che, seppur chiusa momentaneamente al culto a causa dei danni del sisma dell’ottobre scorso, ha riservato a don Chavez, accompagnato da alcuni sacerdoti, diversi membri dell’Associazione “Maria SS. dell’Elemosina”, e con la presenza di alcune suore Salesiane, con a capo la Superiora dell’Ispettoria Sicula Sr. Maria Pisciotta.




Momento di gioia e preghiera. “Qui si respira l’aria della spiritualità Mariana”, ha espresso don Pasqual, dopo essersi prostrato davanti la venerata Icona bizantina della Madonna dell’Elemosina e intonato la “Salve Regina”; destando molta ammirazione per le bellezze artistiche e architettoniche del Santuario, della settecentesca Cappella di S. Placido e delle sacrestie.  




“IL SIGNORE GUARISCE I CUORI” Mons. Gristina celebra il Natale con i fedeli della comunità di Biancavilla che vive i disagi del terremoto

“Sono qui con voi per celebrare il mistero dell’amore di Dio e per condividere le fatiche che come comunità state vivendo in questo periodo.





Sin dall’inizio sono stato in contatto con padre Pino e ho seguito con attenzione le vicende di questa comunità parrocchiale.

Il Signore che nasce possa donare ai vostri cuori feriti e turbati dal terremoto la pace e il calore del suo amore. Mentre ci impegniamo per rimettere in sicurezza la splendida Basilica Santuario di Biancavilla, la precarietà ci aiuta a riscoprire il mistero del Natale.




Vi esorto a sfruttare questo momento come occasione di crescita e di maturazione personale.

Come cristiani possiamo vedere in ogni circostanza un’occasione per crescere nella fede e nella carità fraterna.

Negli auguri di Natale poniamo la speranza di poter presto riavere la chiesa madre, magari per il prossimo Natale” con queste parole l’arcivescovo di Catania, mons. Salvatore Gristina, ha espresso la sua solidarietà alla comunità parrocchiale di “S. Maria dell’Elemosina” di Biancavilla che dal 6 ottobre scorso è priva della sua sede, la Basilica Santuario, danneggiata dal grave terremoto.




Prima della Celebrazione eucaristica, l’Arcivescovo ha effettuato un sopralluogo all’interno della chiesa madre, guidato dal prevosto-parroco per visionare personalmente i danni alla struttura.

Al termine dell’Eucaristia, l’Arcivescovo si è soffermato in piazza insieme con i fedeli per il canto della “Nuvera”, con stornelli e canti in dialetto biancavillese dinanzi l’icona realizzata al centro della piazza dai giovani dell’Associazione “Maria SS. dell’Elemosina”, proprio per ovviare alla mancanza degli spazi della comunità.

















L’arcivescovo a Biancavilla per il Natale del Signore

Oggi, solennità del Natale del Signore, la celebrazione eucaristica delle ore 18.30 sarà presieduta dall’arcivescovo mons. Salvarore Gristina per condividere con i fedeli la gioia del Natale e portare la sua personale vicinanza alla Comunità biancavillese, provata dalle recenti scosse sismiche. Dopo la celebrazione S. E. l’arcivescovo presenzierà alla tradizionale cantata di Natale davanti all’altarino allestito dall’Associazione “Maria SS. dell’Elemosina” in piazza Roma.

Gli auguri alla Comunità dell’Arcivescovo Gristina

Messaggio augurale dell’Arcivescovo Salvatore Gristina alla Comunità parrocchiale della Basilica Santuario di S. Maria dell’Elemosina in Biancavilla per il Natale del Signore celebrato dopo il sisma del 6 ottobre scorso che ha causato la chiusura temporanea del Santuario.