L’amore alla Madonna dell’Elemosina costituisce da sempre l’identità comunitaria Biancavillese

L’indirizzo di saluto del prevosto Pino Salerno all’arcivescovo Salvatore Gristina all’inizio del Pontificale della Madonna dell’Elemosina.

Eccellenza Rev.ma,
augurarle solo il benvenuto è troppo poco. In fondo questa è la sua casa, questa è la sua gente cioè quella porzione di popolo di Dio che le è stato affidato. Allora potremmo dirle: benvenuto a casa Padre-Vescovo perché questa famiglia cittadina con gioia ha saputo attendere questo momento così carico di emozioni e di speranze.

La gioia che la Sua persona arreca a tutta la Comunità suscita quelle sane emozioni che accarezzano la nostra anima, toccano il cuore, formulano pensieri di gratitudine per un evento così forte ed importante allo stesso tempo. La speranza sarà facilmente invocata e custodita nei nostri cuori. La sua vicinanza, scaturita dalle sue parole e dalla sua attenzione, rivolte verso questo popolo santo di Dio sono per noi tutti dono e grazia. Ci piace, in fondo, questa idea di Padre nella fede che con autorevolezza visita una porzione della sua famiglia col desiderio santo e generoso di riconfermarci tutti nella fede. Mentre ringraziamo il Signore per la Sua paterna presenza sentiamo fortemente il bisogno della Sua vicinanza sempre dimostrata per i disagi che lungo l’arco dell’anno sociale e pastorale stiamo vivendo.

Il 6 ottobre 2018 ci ha segnato particolarmente.
Quel terremoto che non solo ha colpito la nostra zona (Biancavilla, Adrano, S. Maria di Licodia e Ragalna) ha continuato poi il 26 Dicembre a colpire altre comunità delle zone etnee ed acesi. La comunità diocesana e civile è stata profondamente provata. Il ricordo di quei due momenti e di tante altre scosse susseguitosi dopo ( se ne riporteranno centinaia) hanno scosso i nostri cuori rivelandoci la nostra fragilità e nello stesso tempo facendoci maturare l’urgenza della “necessità ”e di ciò che è necessario oggi.

Una sola è la nostra certezza: l’Amore di Gesù nostro Signore che non passa mai.

Abbiamo bisogno di Dio, abbiamo bisogno di ritornare sui nostri passi e rimetterci con gioia nella grande esperienza del cammino della conversione.
Tuttavia, lo smarrimento di fronte alla nostra piccolezza, non ha potuto e non può offuscarela speranza e l’impegno per l’edificazione del regno di Dio diventandone il fermento. Abbiamo sperimentato quotidianamente il bisogno di una comunità in cui ci sia l’attenzione a tutti, soprattutto dei più fragili e bisognosi.

Più volte, in questi mesi, guardando le crepe dei nostri edifici, sentendo i disagi dei nostri bambini e giovani che hanno vissuto un anno scolastico difficile e problematico, facendo l’esperienza del disagio di vivere il servizio liturgico e la stessa pastorale in spazi ridotti e non adeguati al numero dei fedeli, ho accostato una spontanea similitudine: “oltre le crepe delle mura materiali sono da ricucire le tante crepe presenti nei nostri cuori. Crepe e fratture nei nostri sistemi sociali. Crepe, fratture e divisioni che sfigurano l’unità del volto umano della nostra società. Assistiamo sempre più all’insorgere di una cultura disumana che certamente attenta alla dignità della persona e ne sfigura l’immagine di Dio impressa in essa”.

La ricostruzione e il restauro certamente non riguardano solo le mura materiali ma bensì i nostri cuori. È più facile rifare le mura e saturare le crepe che rifare e ricucire i cuori dell’uomo d’oggi. Solo in Dio e con Lui possiamo attuare il processo del riscatto dalla cultura dello scarto alla cultura della misericordia.

Se il Signore non costruisce la casa, invano si affaticano i costruttori…” (salmo 127).

Eccellenza con Lei stasera riscopriamo la bellezza dell’essere Chiesa, ci stringiamo ancora una volta, con Lei, attorno alla Madre con rinnovata fiducia nella misericordia di Dio e nella sua protezione.
A caratterizzare le celebrazione della novena e dell’odierna solennità quest’anno è il ricordo dei 40 anni trascorsi dalla reincoronazione dell’Icona della Madonna dell’Elemosina che ebbe luogo nella grande piazza Roma il 26 Agosto 1979.
Il prevosto Calaciura dopo il furto sacrilego del 17-18 Febbraio 1978si impegnò a ridare alla madonna la riza d’argento e le sue corone. Tutto il popolo di Biancavilla e tanti fratelli e sorelle emigrati all’estero contribuirono con donazioni generose.
La Madonna riebbe la sua Riza e corone nell’arco di un anno, grazie alla Fede forte del popolo biancavillese.

Fu l’allora Arcivescovo di Catania Mons. Domenico Picchinenna, a porre sul capo della Madonna e del Bambino le nuove corone. La Casula che vostra Eccellenza indossa stasera per la celebrazione eucaristica è la stessa che fu indossata da Mons. Picchinenna.

Mentre celebriamo questo 40° che ricorda il furto sacrilego per la mano iniqua  dell’uomo, un’altra prova si aggiunge, stavolta causata dalla natura ribelle: quei 4 secondi di tremore tellurico con magnitudo 4,8 del 6 ottobre 2018 hanno scritto nuove pagine della nostra storia locale. Siamo stati privati del Massimo Tempio della nostra città. Una prova che ha trovato risposta non nel pessimismo e disperazione ma in tutti i valori morali e spirituali di cui il nostro popolo si è nutrito lungo i secoli sin dal momento della sua fondazione.

Il culto, lo zelo e l’amore alla Madonna dell’Elemosina costituiscono da sempre la nostra identità comunitaria, la nostra solidarietà e la nostra fratellanza.

Come quarant’anni fa , il popolo biancavillese esprime la fede. In tutti noi essa rimane salda e ci stringiamo ancora una volta alla nostra Madre celeste, con una rinnovata fiducia nella misericordia di Dio, nella sua protezione, che da secoli preserva questa terra da calamità e distruzioni.

Con grande atteggiamento di Fede e Speranza confidiamo nella Provvidenza del Padre e siamo consapevoli che ancora la Madonna dell’Elemosina ci darà tanti segni di consolazione affinché la nostra amata e bella Basilica Collegiata Santuario possa quanto prima nuovamente officiare in sé il culto divino e i misteri della nostra salvezza.
Con Maria camminiamo in Cristo per fare l’esperienza di una Chiesa fondata sulla certezza incrollabile dell’amore di Dio di cui ciascuno di noi costituisce una pietra insostituibile.

Grazie Padre Vescovo per essere qui stasera con noi e spezzare per noi la Verità della Parola di Dio e della Presenza viva di Gesù Eucaristia.
Lo Spirito Santo, possa sempre assisterla nel Suo Ministero Episcopale e per mezzo di Lei irradiare su tutti noi l’abbondanza dei doni celesti.

Così sia.

 

Biancavilla 25 agosto 2019

 

Prev. Agrippino Salerno

SABATO 1 GIUGNO: UNA NOTTE PER IL SANTUARIO DI BIANCAVILLA

Sabato 1 giugno S. Messa nel cortile della scuola di via Pistoia e Pellegrinaggio fino al sagrato della Basilica Santuario.

Adorazione eucaristica presso la chiesa del Purgatorio.

Parteciperanno l’Associazione “SME”, i ragazzi dell’Oratorio e i piccoli del Catechismo con le loro famiglie.

Anche la Basilica Santuario di Biancavilla con l’Associazione “Maria SS. dell’Elemosina” aderisce all’iniziativa “La Notte dei Santuari”, che si svolgerà in tutti i principali Santuari italiani sabato 1 giugno, per iniziativa del Collegamento Nazionale dei Santuari Italiani con l’Ufficio per la Pastorale del tempo libero della CEI.

L’evento, avviene proprio nel 60° anniversario dell’elevazione a Santuario Mariano Diocesano della Chiesa Madre di Biancavilla (1959-2019) e si articolerà in due momenti: la comunità si ritroverà presso il cortile della scuola materna di via Pistoia per il Rosario e la Celebrazione Eucaristica, a partire dalle 18.30. Al termine, si snoderà un vero e proprio pellegrinaggio fino al sagrato della Basilica Santuario biancavillese con l’Icona della Madonna dell’Elemosina, passando da via Centamore, via Trapani, via Albania e via Castriota. Sul sagrato si svolgerà un momento di preghiera, secondo uno schema condiviso da tutte le realtà che aderiscono all’iniziativa. In modo particolare si pregherà per i Cristiani perseguitati e trucidati in tutto il mondo, specie in medio-oriente. Dopo la benedizione, l’Icona della Vergine della Misericordia verrà privatamente riposta all’interno della Basilica, mentre la preghiera proseguirà nella chiesa del Purgatorio con l’adorazione eucaristica silenziosa fino a mezzanotte.

“Da otto mesi il nostro Santuario è chiuso, per i danni subiti dal terremoto delll’ottobre 2018”, spiega il prevosto don Agrippino Salerno. Tuttavia, con l’associazione mariana, abbiamo scelto di aderire a questo momento di preghiera, in comunione con altri Santuari italiani, per tenere vivo in noi il desiderio di ritrovarci presto nella nostra amata casa comune, un luogo di spiritualità e di intimità col Signore, ma anche luogo di identità e di appartenenza. In questa occasione cercheremo di ricordare che il Santuario è fatto innanzitutto dalla fede e dalla preghiera della Comunità che in esso si raduna. Da questo vogliamo ripartire per ricucire le crepe della nostra amata Basilica, tenendo vivo il desiderio di poterla presto riabitare”.

Papa Francesco nella lettera “Sanctuarium in Ecclesia” spiega che “i Santuari permangono fino ai nostri giorni in ogni parte del mondo come segno peculiare della fede semplice e umile dei credenti, che trovano in questi luoghi sacri la dimensione basilare della loro esistenza credente. Qui sperimentano in modo profondo la vicinanza di Dio, la tenerezza della Vergine Maria e la compagnia dei Santi: un’esperienza di vera spiritualità. (…) questi luoghi, nonostante la crisi di fede che investe il mondo contemporaneo, vengono ancora percepiti come spazi sacri verso cui andare pellegrini per trovare un momento di sosta, di silenzio e di contemplazione nella vita spesso frenetica dei nostri giorni. Un desiderio nascosto fa sorgere in molti la nostalgia di Dio”.

La Notte dei Santuari a Biancavilla coinvolgerà anche i ragazzi dell’Oratorio “Don Pino Puglisi” e i fanciulli del Catechismo con i loro genitori, per essere una vera ‘festa della fede’ di tutta la famiglia cristiana.

NOTRE DAME, PREGA PER NOI

La fede cristiana dell’Europa scossa e risvegliata

Si è svolto ieri sera il momento di preghiera sul sagrato della Basilica Santuario di Biancavilla in comunione con la Chiesa di Francia, promosso dopo il rogo che ha devastato la Cattedrale di Notre Dame di Parigi, per esprimere il valore simbolico degli edifici sacri che nei secoli hanno nutrito e custodito la fede dei cattolici in Europa.

A presiedere il raduno è stato il prevosto don Agrippino Salerno. Particolarmente toccante il momento di preghiera in silenzio scandito da 33 colpi del campanone, concluso dal canto popolare “Madre d’amore” intonato sulle note del grande organo dinanzi l’icona della Madonna dell’Elemosina posta all’ingresso del portale principale.





Ha detto il Prevosto:
“Siamo qui per riaffermare il valore di questo luogo che ci ha visti tante volte riuniti in preghiera. Non sono le pietre in sé che noi rimpiangiamo, ma i valori che esse racchiudono per la nostra vita e la nostra storia. Le fatiche e il disagio che stiamo vivendo a seguito della chiusura per inagibilità della nostra Basilica Santuario, dopo il sisma del 6 ottobre 2018, ci fa comprendere ancora meglio lo smarrimento dei fedeli parigini e di quanti in tutto il mondo sono stati colpiti per il disastro che ha colpito Notre Dame.

Alla Madonna, che abbiamo invocato con fiducia nei tanti momenti difficili della nostra storia, chiediamo che ci aiuti a superare questo momento di prova perché, attraverso questa fatica, possa crescere la nostra fede e germogliare attorno a noi. Proprio come il rogo di Notre Dame che ha portato in piazza centinaia di fedeli in preghiera, risvegliando nella vecchia e stanca Europa i suoi più profondi sentimenti religiosi e le sue radici cristiane. Da Notre Dame di Parigi alla Madonna dell’Elemosina, stasera sentiamo per noi la dolce carezza che la Vergine Madre ci offre per aiutarci e sostenerci nel cammino proprio alla vigilia del solenne triduo pasquale”.




È stata molto forte tra i presenti l’emozione di poter accordare la propria voce alle note dell’organo della Basilica Santuario che, silente ormai da oltre 6 mesi, è risuonato dall’interno dell’abside basilicale. Riascoltare quel suono, hanno commentato alcuni presenti, è stato come sentire nuovamente una voce familiare e consolante, una voce amica che incoraggia ad andare avanti, pur nelle avversità della vita, in attesa di un abbraccio e di una gioia senza fine.

A conclusione del momento di preghiera, le porte della Basilica sono state richiuse, come ad escludere gli occhi e il cuore di quanti avrebbero voluto dimorare in essa, come nella propria casa.




BIANCAVILLA, DOMENICA DELLE PALME 2019: UNA COMUNITÀ PROVATA IN PREGHIERA

“Iniziamo la Settimana Santa in questo particolare contesto di prova per la nostra comunità. Come il popolo d’Israele che ha attraversato il deserto in attesa della terra promessa, così ci troviamo in questi mesi a vivere le difficoltà legate alla mancanza della nostra Basilica Santuario”.

Con questo pensiero il Prevosto Don Agrippino Salerno stamattina ha introdotto il rito della benedizione delle palme sul sagrato della chiesa del Rosario.
Non ha avuto luogo la tradizionale processione, per non affaticare i fedeli che hanno dovuto assistere in piedi alla Celebrazione Eucaristica, conclusa con la preghiera mariana dell’Angelus e l’orazione alla Vergine SS. dell’Elemosina.

Sono state alcune centinaia i fedeli che si sono ritrovati a celebrare la memoria dell’ingresso del Signore a Gerusalemme e che la Chiesa del Rosario non avrebbe potuto contenere.

In piazza Roma si è svolta anche la vendita di ramoscelli di ulivo a cura dei ragazzi dell’Oratorio parrocchiale e la vendita dei “Cicilia di solidarietà”, realizzati dall’Associazione “Maria SS. dell’Elemosina” e dalla Caritas a beneficio delle famiglie in difficoltà.

Ieri sera la comunità si è ritrovata per la Via Crucis animata con la drammatizzazione dei personaggi a cura dei giovani dell’Oratorio e dei ragazzi del Catechismo.

 

Papas ortodosso venera la Madre di Dio dell’Elemosina

Il Rev.do P. Gentian Anton Gjonej, dell’Arcidiocesi Ortodossa d’Italia e Malta, ieri  sera ha visitato il Santuario della Madonna dell’Elemosina e venerato l’icona della Madre di Dio “Elèusa” ivi conservata.

P. Anton è originario della città di Shkodër (Scutari), in Albania, proprio del luogo dove sono partite le famiglie di Albanesi che alla fine del ‘400 approdarono a Biancavilla con l’Effigie benedetta della Madonna, fondando di fatto la locale cittadina etnea.

Accompagnato dal diacono Giosuè Messina, il prete ortodosso è stato accolto in Basilica dal prevosto Pino Salerno, mentre dal presidente dell’Associazione “Maria SS. dell’Elemosina” e dal diacono, è stato guidato nella visita della Basilica. Al termine della visita ha rilasciato la seguente dichiarazione: “E’ stato un vero piacere aver visitato questo luogo santo e con tutto il cuore posso affermare di essermi sentito a casa mia perché sono originario della comunità scutarina. Chiedo a tutti di pregare per me come io per voi”.

In tale circostanza è stato invitato ad assistere alla celebrazione eucaristica nella prossima festa del patrocinio di Maria SS. dell’Elemosina che avrà luogo giovedì 4 ottobre p.v.    

 

Da San Cataldo a Biancavilla per venerare la Madre dell’Elemosina

La sentita testimonianza del giovane Vincenzo Siracusa, presidente del Comitato di Quartiere Pizzo Carano-Sant’Anna in San Cataldo (CL), oggi in pellegrinaggio alla Basilica Santuario di Biancavilla per pregare dinanzi la Sacra Icona della Madonna dell’Elemosina. 

Tanta gratitudine per questa mattinata vissuta a Biancavilla nel “Cuore” del Santuario di Maria SS. dell’Elemosina. Abbiamo così dato vita al primo momento di inizio anno sociale del Quartiere “Sant’Anna” del Comune di San Cataldo, dal tema “Siamo tutti figli tuoi”. Un grazie al Rettore del Santuario don Agrippino Salerno a cui ho consegnato il mio nuovo libro sul beato don Pino Puglisi “La via del martirio”.

Grazie anche di cuore alla comunità Biancavillese per la cordiale accoglienza. Ci siamo sentiti avvolti dal manto materno di Maria nel nome di Sant’Anna. Grazie a Giuseppe Sant’Elena e al Presidente dell’Associazione “Maria SS. dell’Elemosina” Giuseppe Santangelo, per l’accoglienza, e agli altri giovani che hanno animato la celebrazione della Messa. Tutti nel cuore porteremo in questa giornata.

In Maria, Madre dell’Elemosina, abbiamo potuto interpretare il suo sguardo come colei che già ci aspettava. Maria con il suo dolce sguardo ci ha guidati nella nostra giornata tanto cara alla Comunità di Sant’Anna che ha dato inizio all’anno sociale. Mi commuove tanto la preghiera di supplica della Madonna di Biancavilla, dove ad un certo punto si legge: “Sin dall’eternità fosti predestinata ad essere Madre del Verbo”. Maria con la sua pienezza, ci prepara ad accogliere il Verbo. Maria ci dona ai piedi della croce l’atto più singolare della Chiesa, ci dono il dono più importante: il Suo Figlio Gesù. Continua la supplica: “degnati di effondere su di noi la tua materna benevolenza…”.  

Maria Allora ci guidi, Maria accompagni l’intera Comunità di Sant’Anna che oggi ha affidato ogni singolo istante della propria vita a Maria, Madre dell’Elemosina. Ci sentiamo avvolti nel mistero intenso che è Dio. Possa la Vergine esaudire le nostre richieste di figli smarriti. O Madre mia, conducimi verso il tuo Figlio, preparaci la strada che porta a lui. Nell’ora estrema della vita prendici in braccio o soave Regina così da innestarci nel tuo cuore eterno”.