Quarantore in Santuario: oggi l'omaggio delle Aggregazioni

Oggi e domani gli ultimi giorni delle Sacre Quarantore in Santuario.

Redazione SME

Dopo i momenti di preghiera che hanno riguardato i giovani e le famiglie, stasera avrà luogo l’omaggio al Santissimo Sacramento delle aggregazioni ecclesiali, nella giornata dedicata alla preghiera per l’educazione alla fede. A seguire, alle 20, Veglia di preghiera animata dall’Associazione “Maria SS. dell’Elemosina” con meditazioni sul tema “…e betata Colei che ha creduto!”.

 Il programma delle giornate eucaristiche è disponibile al seguente link: http://www.basilicacollegiatabiancavilla.it/files/Alessandro/pdf/programma%20sacre%20quarantore%202012.pdf

VI Domenica del Tempo Ordinario (B)

Vicinanza spirituale ed affetto al Santo Padre Benedetto XVI
Redazione SME

“Oggi non bisognerebbe parlare del lebbroso che è in noi, dell’accoglienza degli ultimi, e di chissà cos’altro… Oggi bisogna far sentire che siamo ancora cattolici, che crediamo che Pietro vive in Benedetto, che il Papa è Cristo in terra… Ha bisogno di noi, della nostra preghiera! Non lasciamo solo il Papa! C’è una lebbra pericolosa e perfida, che vuole soffocare la nostra identità, la nostra appartenenza a Cristo. E chi non è con Pietro, con la semplicità e la fede dei piccoli, NON è con Cristo! Illude se stesso e illude gli altri! Questa è oggi la lebbra presente nella Chiesa”  (A. Ucciardo)

L’Associazione “Maria SS. dell’Elemosina” è vicina al Santo Padre; prega per le sue intenzioni di Pastore Sommo della Chiesa Universale per l’avvento del Regno di Dio nella Fede, nella Verità e nella Carità.

Complotto per uccidere il Papa? L'ennesima bufala!

Redazione SME

A proposito del presunto scoop che avrebbe fatto un quotidiano italiano in merito ad un supposto complotto per uccidere il Papa, in cui si designa, tra l’altro, anche il suo successore, come cattolici siamo indignati ancora una volta per la mistificazione e le falsità che si spacciano come notitzie scoop con l’unico scopo di alimentare dietrologie e sospetti sulle gerarchie della Chiesa.

Riportiamo, a tal proposito, la dichiarazione di Padre Lombardi, portavoce della Santa Sede, che, come riferito dal giornalista autore del falso scoop, ha detto: “Si tratta evidentemente di farneticazioni che NON VANNO PRESE IN ALCUN MODO SUL SERIO. Siamo alla follia. Pubblicate quello che credete, ma vi prendete una responsabilità. Mi sembra una cosa talmente fuori dalla realtà e poco seria che non voglio nemmeno prenderla in considerazione” .

Nessun complotto ai danni del Papa, quindi, semmai confidenze del Card. Romeo che sono tutte da verificare. Siamo certi che il card. Romeo chiarirà le sue poizioni e il senso di alcune affermazioni che sono state pesantemente travisate dai ricercatori di scoop del momento. Al seguente link una significativa precisazione in merito ala vicenda: http://www.ilsussidiario.net/News/Cronaca/2012/2/10/COMPLOTTO-PAPA-Brunelli-da-Il-Fatto-Quotidiano-uno-scoop-riuscito-male/2/241776/

Attacchi alla Chiesa e al Papa… anche dall'interno?

Redazione SME

Stiamo assistendo In questi giorni, all’ennesimo  fuoco mediatico incrociato contro il Papa e la Chiesa, sul piano liturgico (come l’ultimo articolo di Melloni, che è un concetrato di astio e di avversioone ideologici in nome di una sua personale interpretazione del Concilio http://www.corriere.it/cultura/12_febbraio_08/melloni-scomparve-ferula-conciliare_8ae7c87a-5260-11e1-9430-803241dfdaad.shtml), o su questioni economiche e finanziarie (dalla falsa questione dell’ICI – perchè anche la Chiesa paga l’ICI sugli immobili a destinazione commerciale – al caso Viganò alle pseudo ricostruzioni giornalistiche di tipo scandalistico degli ultimi giorni su cui è intervenuta la pacata replica della Santa Sede per cercare di ripristinare la verità dei fatti (http://www.korazym.org/index.php/attivita-della-santa-sede/3-la-santa-sede/2132-la-santa-sede-risponde-all-unita-e-la7-su-ior-e-aif.html e https://www.zenit.org/article-29517?l=italian). Lo scopo, dichiarato o anche solo velato, è quello di gettare un continuo discredito sulla Chiesa e sul Papa, cercando di nascondere la grandissima opera di risanamento che Papa Benedetto sta compiendo nella Chiesa. Il qualunquismo, da parte sua, non perde tempo per diffamare e sbrigativamente condannare la Chiesa, il Papa e i cristiani come ipocriti, bugiardi e, addirittura, idolatri!

 Altri osservatori cattolici, come l’amico Andrea Carradoiri, sottolineano una serpeggiante opposizione al Papa anche in alcuni ambienti della Chiesa italiana, complici – forse – anche le alte gerarchie.

Scrive Carradori: “In generale possiamo dire che l’esempio di pacificazione liturgica del Papa è stato accolto in modo riduttivo dall’insieme dei vescovi italiani che sono piuttosto restii a recepire il nuovo indirizzo voluto dal pontefice. Mi ha raccontato, ancora turbato, il vice parroco di una Cattedrale che in occasione della festa della Candelora aveva messo sopra l’Altare la Croce e i candelieri, come il Papa fa sempre. Se ne è accorto il suo Vescovo il quale, in modo molto deciso, ha mandato un Sacerdote a rimuovere tutto pochi minuti prima della Messa dicendo : “ Il Vescovo ha detto che qua non siamo in Vaticano…”. Numerosi altri episodi concorrono a rafforzare l’impressione di una sorda resistenza dei vescovi italiani per la ripresa di un’attenzione per la liturgia sopita da troppi decenni, con i frutti che tutti noi lamentiamo. (…) L’organicità delle azioni degli oppositori della linea benedettiana rivela l’esistenza di un disegno, di una deliberata volontà di contrastare le scelte del Pontefice nel momento stesso che esse vengono formulate. Seguiamo lo svilupparsi di queste perverse azioni che sembrano dire, come leggerete sotto : «Tranquillizzatevi! Lasciate pure parlare il Papa; noi facciamo come vogliamo» oppure altre soavità del tipo : «Il Papa sta a Roma, qua ci sto io» e/o «Io seguo il Papa ma non in tutto» . Con queste frasi il pensiero e il desiderio del Papa, mai apertamente contraddetti, vengono semplicemente eliminati. Come se il Papa non avesse parlato, non avesse esposto chiaramente la sua volontà. E’ il trionfo del feroce conservatorismo liturgico annidato soprattutto in alcuni uffici della CEI. Il travisamento delle direttive papali: mai un Papa è stato così ignorato come lo è Benedetto XVI soprattutto per quanto sta facendo per la Santa Liturgia. (…) Anche sotto la neve si conserva tuttavia intatta la speranza, che è una virtù cristiana. (http://www.newliturgicalmovement.org/2012/02/solemn-pontifical-mass-in-miami.html)“.

Ai sentimenti di indignazione per le falsità e le faziosità che ogni giorno vengono vomitate sulla Chiesa e sul Vicario di Cristo, vogliamo far fronte con l’unica arma a nostra disposizione: la preghiera. Invitiamo, pertanto, tutti i nostri lettori ad intensificare la preghiera per il Santo Padre, secondo le Sue intenzioni e a diffondere, per quanto è nelle nostre possibilità, interventi chiarificatori che ripristinino la verità dei fatti, come fa ad esempio, Andrea Tornielli con obiettività giornalistica e dovizia di fonti nel suo libro e sul suo blog (http://2.andreatornielli.it/?p=3610).

Profetiche, in tal senso, ci sembrano le parole pronunciate dal Cardinal Giuseppe Siri, che fu arcivescovo di Genova: “Il divismo di teologi, di scrittori, di figure della protesta: ecco un dolore, una sofferenza per la Chiesa di oggi: coloro che denigrano il passato della Chiesa per affermare che è proprio dal rinnegamento di esso che la Chiesa riemergerà più autentica. La presente situazione della Chiesa è una delle più gravi della sua storia, perché questa volta non è la persecuzione esteriore a impugnarla, ma la perversione dall’interno. Più grave. Ma le porte dell’inferno non prevarranno”.

A Lourdes con i Social Media

In occasione dell’anniversario della prima apparizione della Vergine Maria a Lourdes sarà possibile inviare intenzioni di preghiera direttamente alla grotta di Massabielle.

Redazione SME

Un solenne Atto di Affidamento alla Madre di Dio di tutti i pellegrini italiani presenti al Santuario si svolgerà a Lourdes, sabato 11 febbraio, in occasione del pellegrinaggio per l’anniversario della prima apparizione della Vergine Maria a Bernadette Soubirous.

Alla preghiera di affidamento, in programma alle ore 18.30 alla Grotta di Massabielle, seguirà subito dopo il Santo Rosario, a cui potranno partecipare tutti, anche coloro che a Lourdes non potranno essere fisicamente. Scrivendo infatti la propria breve intenzione sul muro della pagina dei Jospers, la comunità virtuale di Facebook  http://www.facebook.com/#!/JospersItalia – con la hashtag #lourdesaffidamento – oppure inviando una mail a socialmedia@orpnet.org, ognuno potrà affidare la propria preghiera alla Madre di Dio.

Le intenzioni verranno infatti stampate e portate materialmente alla Grotta di Lourdes durante il momento dell’affidamento che potrà essere seguito in diretta sul sito del Santuario: http://it.lourdes-france.org/tv-lourdes/.

“Vogliamo con questo gesto affidare le nostre difficoltà, le nostre preoccupazioni e anche le nostre necessità e speranze alla Madre di Dio – spiega padre Caesar Atuire, dell’Opera Romana Pellegrinaggi. Desideriamo fortemente che questo momento sia vissuto anche da chi non potrà essere fisicamente a Lourdes con noi e che insieme a noi si unirà spiritualmente ai piedi della Vergine Maria”.

Il pellegrinaggio, che si aprirà venerdì 10 con la fiaccolata serale, proseguirà il sabato con la messa internazionale e la preghiera di affidamento, per poi concludersi domenica con la celebrazione eucaristica alla Grotta.

Parrocchie, è tempo di svegliarsi!

In edicola un libro che scuote le parrocchie in merito alle esigenze della nuova evangelizzazione. Un programma pastorale rivoluzionario, quanto tradizionale: tornare all’annuncio.

di Raffaella Frullone

«La Chiesa cattolica sembra dormire, forse perché è malata. Ecco, l’ho detto. Quest’affermazione così grave merita una spiegazione. Non lo è a causa delle colpe morali dei suoi preti, oppure per le sue ricchezze. Nemmeno è malata per un qualche deficit numerico. Non contano qui le statistiche sui seminari vuoti, né su quelli pieni di rito tradizionale. Non si tratta di numero di battezzati o di nazioni la cui legislazione è diventata improvvisamente nemica della fede e dei valori del cristianesimo occidentale. Non è questione di scandali e abusi. Ci sono periodi nella storia della Chiesa in cui il peccato penetrò persino negli appartamenti vaticani. Ma non sta qui il problema. La Chiesa è malata perché evangelizza poco e male. [… ] Il problema, oggi, sono le parrocchie. Sono loro il «gigante addormentato » che va svegliato, come voleva il cardinale Hume. Già, il gigante dorme, come un pesante pachiderma che pensa ormai solo ad autosopravvivere».

A parlare è don Andrea Brugnoli dalle pagine del suo libro “È tempo di svegliarsi – rinnovare le parrocchie con la nuova evangelizzazione”, casa editrice Paoline (pagine 240), prefazione di Vittorio Messori, in libreria a partire da oggi. Il volume analizza l’attuale condizione delle parrocchie e, soprattutto, propone un cambio radicale nell’impostazione, una virata che riporti l’attenzione sulla missione primaria di ogni battezzato, quella di evangelizzare. Sacerdote della diocesi Verona, don Andrea Brugnoli ha dato vita nel 1998 a Sentinelle del mattino, progetto di nuova evangelizzazione ed è responsabile del Centro per la Nuova Evangelizzazione con sede a Verona. Don Andrea ha deciso di scrivere nero su bianco la propria esperienza e di mettere la propria esperienza a disposizione di laici e consacrati che sentono urgente la necessità di evangelizzare.

Don Andrea, Lei scrive che la Chiesa cattolica sembra dormire, che le parrocchie si limitano ad “occupare” un territorio, che coloro che le animano hanno perso la fede in Gesù. Affermazioni pesanti, soprattutto se si considera la mole di attività che gravitano attorno alle nostre parrocchie. «Credo che in fin dei conti sia un problema di spiritualità, e quindi di teologia. Ad un certo punto la Chiesa ha pensato di non dover più occuparsi delle salvezza delle anime, della vita eterna delle persone, ma di un aspetto puramente mondano, si è concentrata su tutta una serie di opere sociali molto belle che sono il frutto di un’azione evangelica, ma che per essere feconde richiedono un incontro con Cristo e quindi una vita modificata e modellata da questo incontro. In molte realtà questo incontro è completamente assente, ecco perché ci si limita a fare alcune attività di ordine caritativo, ma si è perso di vista lo scopo. La causa va rintracciata nella spiritualità. Fino al Concilio nei seminari ci insegnavano che le persone devono salvarsi l’anima, e questo era la nostra principale preoccupazione, oggi invece di queste cose non si parla più e di conseguenza i preti non si occupano più della salvezza delle anime. L’evangelizzazione passa dalla presa di coscienza che l’uomo senza l’incontro con Cristo è perduto. Se viene meno questa certezza chi te lo fa fare di andare a disturbare gli altri e proporre un incontro con Gesù?».

Significa che occorre rivedere tutta la pastorale ordinaria? «Cosa significa oggi pastorale ordinaria? La vita ordinaria delle persone non è certamente quella che si consuma tra le quattro mura della parrocchia, è più ordinario occuparsi dei giovani lì dove sono, come la Chiesa ha sempre fatto, o semplicemente chiamare ordinario solo quello che si sta facendo? Oggi sembra che tutto ciò che avviene fuori dal confine materiale della parrocchia non faccia parte della pastorale, ma i vecchi parroci degli anni Venti, o Quaranta uscivano e andavano nelle case e nelle famiglie a portare Gesù, e quella era la loro pastorale ordinaria. Allora significava portare il farmacista ateo all’incontro con Gesù, oggi che cosa significa? Come scrivo nel libro oggi assistiamo ad un nuovo clericalismo, si pensa di promuovere il laicato dandogli responsabilità pastorali nel Consiglio pastorale, mettendolo sull’altare a distribuire l’eucaristia, facendolo predicare in chiesa, ma è questo il modo giusto? Il suo ambito è, al contrario, quello del mondo, del lavoro professionale, dell’impegno politico e sociale. Eppure è più facile, oggigiorno, sentire un prelato parlare di politica, che un politico cristiano testimoniare la sua fede nel partito. Molti credenti considerano la parrocchia come un posto dove radunarsi con altri credenti ed evangelizzarsi a vicenda, nessuno pensa ad evangelizzare i lontani, siamo chiusi nel “fare per il fare”, oppure ci limitiamo alla mera accoglienza dei giovani e proponiamo loro una forma di intrattenimento che è la brutta copia di quello che potrebbero trovare fuori, non ci occupiamo del loro incontro con Cristo. Quale è lo scopo di tanto affanno?».

Da dove ripartire, dunque, per risvegliare la Chiesa? «Innanzitutto da noi preti. Paradossalmente siamo stati noi preti a insegnare ai battezzati che si può essere cristiani senza vivere il Battesimo, senza essere evangelizzatori, abbiamo lasciato che passasse l’idea che basti essere “praticante”, ossia accostarsi ai Sacramenti, o ancor peggio che si misurasse l’essere cristiano con l’essere onesto, è assurdo perché questo lo sanno fare benissimo anche i pagani. Cristiano è colui che è chiamato ad annunciare Gesù. A questo sono chiamati tutti, sacerdoti e laici. Come? Ripartendo dalla Parola».

La seconda parte del libro è una proposta molto pratica, una sorta di manuale che sviluppa l’idea della “parrocchia cellulare”, di che cosa si tratta? «La mia proposta è quella di tornare ad una condizione simile a quella della Chiesa dei primi secoli per cui la vita cristiana si vive nelle case e all’interno del proprio ambiente ordinario. Non è una nuova organizzazione in cellule, un nuovo modo di incontrarsi o di organizzarsi, si tratta di far entrare in parrocchia un certo tipo di mentalità, cellulare appunto, che aiuta a evangelizzare. La cellula si deve moltiplicare, se non vuole morire, vive per dar vita ad altre cellule, per donare vita ad altre persone. Questo non significa che bisogna trasformare le strutture, o i gruppi, ma modificare la visione. La Chiesa esiste per edificare i credenti, una parrocchia cellulare deve avere tre finalità: culto, servizi e cellule. In sostanza si tratta semplicemente di riattivare il Battesimo, ecco perché la mia proposta è rivolta sia ai sacerdoti che ai laici. La mentalità cellulare può nascere dal basso, da quello che lo Spirito muove nei cuori».

Nel libro un capitolo è dedicato alle “domande dei parroci”, pensa che qualcuno accoglierà la sfida? «Io credo proprio di sì, perché molti sacerdoti soffrono della povertà delle parrocchie in cui vivono. La mia è una proposta radicale, ma ha il vantaggio di non toccare quello c’è, la struttura esistente. Nel mio libro propongo un metodo che valorizzi la formazione. Dobbiamo ripartire dal rapporto uno a uno, accompagnare le persone. Nessuno ha cominciato a fare perché era preparato, ma chiamato da Gesù, servendo lui e i fratelli, ha acquisito ciò cui aveva bisogno passando anche – come fu per Pietro e Paolo – attraverso i propri fallimenti e le proprie debolezze».