L’AMORE FINO ALLA FINE. La Via Crucis vivente

Domenica 14 aprile per le strade del centro storico di Biancavilla si è svolta la 25esima edizione della Sacra Rappresentazione che mette in scena le ultime ore di Gesù, dall’ultima cena, con il rito della lavanda dei piedi e la consegna del Sacramento dell’Eucaristia, che nel pane e nel vino ripresenta l’offerta d’amore di Gesù sulla croce, fino all’ultimo respiro sul Calvario.

Anche quest’anno la manifestazione è  stata promossa dalla famiglia francescana di Biancavilla, con Dino Costa nel ruolo di Gesù. Oltre un centinaio i figuranti coinvolti nella Sacra Rappresentazione.

A concludere la Via Crucis la scena della risurrezione, per annunciare ancora una volta che Gesù ha sconfitto per sempre la morte, è  vivo ed è il fondamento della fede dei cristiani che da duemila anni lo riconoscono come Signore e Salvatore.

Questa drammatizzazione, tanto sentita e partecipata, apre ormai come da tradizione i riti e le manifestazioni popolari della Settimana Santa di Biancavilla.

Nella Gallery i momenti più belli della Via Crucis vivente.

“La santità anche per te”

Questo pomeriggio a Biancavilla, il salesiano don Pascual Chávez per parlare della santità, possibile a tutti gli uomini di buona volontà.

Oggi la visita a Biancavilla di Don Pascual Chávez SDB, che alle ore 18.30 al Teatro “La Fenice” parlerà della santità, come proposta di vita cristiana, a partire dalla lettera di Papa Francesco “Gaudete et Exultate”. L’incontro è promosso dalla Comunità ecclesiale di Biancavilla e sostenuto da alcune aggregazioni laicali presenti nel territorio, tra le quali, l’Associazione “Maria SS. del’Elemosina”.




Don Chavez, che vive ordinariamente a Roma, pur essendo un “predicatore” itinerante nel mondo, è arrivato stamattina in Sicilia. Ad accoglierlo, il Vicario foraneo Don Giovambattista Zappalà e alcuni esponenti delle aggregazioni ecclesiali di Biancavilla. Tra questi, il Presidente dell’Associazione “Maria SS. dell’Elemosina”, Giuseppina Ingrassina che ha accompagnato l’ex superiore maggiore dei salesiani e IX successore di San Giovanni Bosco in visita all’Arcivescovo metropolita di Siracusa, Mons. Salvatore Pappalardo. Don Chavez ha guidato la grande famiglia salesiana presente in tutto il mondo dal 2002 al 2014, incarnando e attualizzando lo spirito del fondatore, don Bosco, invocato come Padre e Maestro della Gioventù.

Il carisma salesiano è ben presente a Biancavilla da oltre 100 anni, grazie alle Suore Figlie di Maria Ausiliatrice, co-fondate dallo stesso santo torinese la cui presenza, da oltre cent’anni è spesa a favore dell’educazione della gioventù, specie di quella meno abbiente. Attorno alle suore salesiane sono fiorite negli anni altre realtà, come le volontarie di Don Bosco, i cooperatori e le ex allieve.




Molte vocazioni alla vita sacerdotale e consacrata sono nate dalla comunità di Biancavilla negli anni. Dal noto esorcista biancavillese Don Giuseppe Tomaselli, alle numerosissime Figlie di Maria Ausiliatrice. Negli ultimi anni, dalla parrocchia Matrice sono maturate le vocazioni di 2 suore e 1 sacerdote salesiano.

 

“Parturiu ‘na gran Signura”. Natale di tradizione ed aggregazione in piazza Roma.

“Parturiu ‘na gran Signura” è l’iniziativa dell’Associazione “Maria SS. dell’Elemosina” di Biancavilla, realizzata in occasione del Natale del Signore 2018. L’evento, accolto favorevolmente dall’Amministrazione Comunale (con il contributo di alcuni sponsor locali), coniuga assieme tradizione ed aggregazione. Tutte le sere, infatti, dal 16 al 24 dicembre, alle ore 19.15, in piazza Roma verrà cantata la tradizionale “Nuvera” in dialetto siciliano, davanti all’edicola votiva allestita per l’occasione dai giovani volontari dell’Associazione mariana.

I canti e la musica saranno curati da giovani talenti biancavillesi. L’edicola, posta accanto al grande albero di Natale, riproduce uno dei molti “Tareddi” devozionali, dedicata alla Madonna dell’Elemosina, e presenta al suo interno un’immagine popolare della protettrice di Biancavilla di fine ottocento su lamiera. L’edicola sarà tradizionalmente addobbata con frutta tipica di stagione e rimarrà allestita per tutto il periodo natalizio. Domenica 23 sera, messaggio augurale alla cittadinanza del sindaco e del prevosto.

“Era la notti di Natali,
c’èra na festa principali,
parturiu ‘na gran Signura,
‘nta ‘na povira mangiatura.
Nasciu Gesù Bammineddu
‘ammenzu lu voi e l’asineddu,
e cu passava lu binidiceva,
chi beddu fruttu ca fici Maria”.

(dai tradizionali stornelli di Natale)

IL PATROCINIO DI MARIA SS. DELL’ELEMOSINA: EMOZIONI IMPREVEDIBILI TRA SEGNI E COINCIDENZE

  • La processione si è svolta nonostante le avverse condizioni meteorologiche.
  • Francesco ha accolto Maria nella sua casa.
  • Dopo piazza Sgriccio il ritorno lungo via Vittorio Emanuele, con una sosta sotto l’arco di “Sciacca” per riparare dalla pioggia.
  • Il rientro della Madonna sull’auto dei carabinieri.

È stato un susseguirsi di emozioni e di novità assolute la Festa del patrocinio della Madonna dell’Elemosina che si è celebrata ieri.


Dopo un lungo pomeriggio di pioggia, quando sembrava ormai inevitabile che si dovesse rinunciare alla processione esterna, a pochi minuti dalla fine della Messa, ha cessato di piovere e l’icona bizantina ha fatto nuovamente il suo esordio sul sagrato della Basilica.
Un segno o una coincidenza?
“Non si ricorda che mai sia saltata la processione della Madonna dell’Elemosina” commentava qualcuno.


Il passaggio in piazza Roma è stato salutato prima dalla preghiera dei giovani dell’oratorio “don Pino Puglisi” e poi dai canti a palco del gruppo dei “DB Friends”. Per la prima volta il corteo processionale ha raggiunto il convento dei frati minori.

Passando lungo via Verne, la Madonna è giunta fino alla piazza San Francesco, dove ad attenderla c’era la fraternità francescana che proprio il 4 ottobre celebra San Francesco, il poverello di Assisi. Fr. Antonio Vitanza, guardiano del convento, in un toccante messaggio ha espresso la gioia per questo momento tanto significativo e ha ricordato la grande venerazione che il serafico Francesco nutriva per la Madre del Signore: “L’amore non è amato – ha detto Fr. Antonio citando San Francesco.

Questo amore non amato è Cristo. Maria ci insegna ad amarlo, e a custodirlo perché è lui la nostra salvezza”. Appena il padre guardiano ha concluso il discorso, all’improvviso è iniziato uno scroscio d’acqua che ha colto tutti di sorpresa.


Un segno o una coincidenza?
La decisione è stata presto presa: occorreva portare l’icona al riparo dentro la chiesa del convento. E così Francesco fa posto a Maria. In breve tempo il simulacro del Santo di Assisi, per l’occasione posto davanti alla porta della chiesa, è stato spostato per consentire l’ingresso della processione. Una novità nella novità. Tra l’evidente commozione di Fr. Antonio.


Nella chiesa del convento si è svolto un momento di preghiera, ricordando anche i defunti del vicino cimitero. Nell’arco di dieci minuti ha cessato di piovere.

La processione poteva proseguire. L’icona è stata quindi riposta nuovamente sul fercolo per riprendere il percorso ma era opportuno fare rientro in chiesa madre, saltando il giro da via Innessa.


Passando da piazza Sgriccio, per la prima volta, la processione ha imboccato via Vittorio Emanuele in un tratto caratteristico segnato da bancarelle tradizionali che rendono la festa un tripudio di colori suoni e profumi.


Una breve sosta è stata fatta dinanzi l’abitazione della professoressa Sara Galizia, che si è spenta, dopo una lunga malattia, proprio all’alba di quella giornata tanto cara per lei, grande devota della Madonna dell’Elemosina. Un segno o una coincidenza?
Alcuni non hanno trattenuto il pianto nel guardare quell’uscio aperto dell’appartamento dove era allestita la camera ardente. “La Madonna è venuta a prenderla” ha commentato qualcuno.


Quando il fercolo è giunto davanti al palazzo comunale la pioggia è ripresa a scendere. La testa della processione ha fatto in tempo a rientrare in Basilica, ma per preservare la vetusta icona si è deciso di riparare il fercolo sotto l’arco “di Sciacca” in via Gramsci. Ancora un fuoriprogramma.

La pioggia non accennava a diminuire. Come fare? In breve è sopraggiunta una macchina dei carabinieri. L’Icona è stata posta in macchina e riportata in Basilica.


I devoti nel frattempo, sfidando la pioggia, hanno spinto il fercolo fino al sagrato per rientrare in Basilica.
La Madonna ha ripreso il suo posto nell’altare che la custodisce durante tutto l’anno.


I fedeli l’hanno salutata commossi per un’esperienza davvero unica e indimenticabile.
“La Madonna ha voluto uscire. La Madonna è voluta entrare nella chiesa del convento. La Madonna ha inaugurato un nuovo giro. La Madonna ha benedetto ancora una volta la nostra città” hanno commento alcuni fedeli.


Prima della processione, un’affollata Basilica ha visto la celebrazione del solenne Pontificale, presieduto dal card. Paolo Romeo, Arcivescovo emerito di Palermo. Presenti tra le autorità civili, oltre al sindaco di Biancavilla Antonio Bonanno, con la giunta e il presidente del consiglio comunale Marco Cantarella, l’Assessore Regionale Sandro Pappalardo e il Sindaco della città metropolitana di Catania Salvo Pogliese.


Tra le realtà presenti, i devoti riuniti nell’associazione “Maria SS. dell’Elemosina”, l’arciconfraternita del SS. Sacramento e la confraternita di S. Maria dell’Idria, le guardie d’onore ai Santuari mariani, una rappresentanza dell’associazione “Arbereshe” in costumi storici, i giovani atleti del Biancavilla Calcio e un gruppo di centauri giunti a Biancavilla per un raduno. Ad animare i canti della celebrazione l’associazione culturale “DB Friends”.

COSÌ NACQUE BIANCAVILLA

Ieri la prima rievocazione storica delle origini albanesi della città. Una grande manifestazione intrapresa nel 70° anniversario dell’Incoronazione dell’Icona della Madonna dell’Elemosina e nel 550° della morte di Giorgio Castriota Skanderbeg.  

L’oriente in cammino verso l’occidente. Storia di una migrazione fatta in nome della libertà e della fede. In un’atmosfera suggestiva si è svolta ieri sera la prima rievocazione storica delle origini albanesi della città di Biancavilla. Un grande esperimento culturale promosso e voluto dalla neonata Associazione culturale “Arbereshe” con la collaborazione di diversi enti: Associazione “Maria SS. dell’Elemosina”, Accademia Universitaria Biancavillese, Fidapa (Adrano-Biancavilla), Sbandieratori e Musici “Fenicia Moncada” di Belpasso, Associazione Culturale “Sicularagonensia” di Randazzo e Circolo Castriota.   

Oltre un centinaio di figuranti, partiti poco dopo le ore 18 dalla storica dimora gentilizia di Villa delle Favare, hanno dato vita agli splendidi costumi realizzati da sarte locali, che con grande studio filologico, a cura della dott.ssa Graziella Milazzo, hanno riportato ai nostri giorni colori e fogge del sec. XV. A sfilare c’erano anche musici e sbandieratori. Tra i personaggi rappresentati, oltre agli albanesi, con le classi ricche e quelle più popolari, guidati da Cesare de Masi, fondatore di Biancavilla, c’erano i Moncada, i nobili della contea di Paternò che nel 1488  concessero agli albanesi il ‘privilegio’  di stabilirsi in questo territorio.

Gli epiroti, infatti, erano dovuti fuggire dall’Albania, in seguito all’invasione operata dai turchi ottomani che avevano imposto le loro leggi e le loro usanze, vietando agli albanesi il libero esercizio dei loro diritti e la professione della loro fede cristiana. 

Come racconta la tradizione, gli esuli portarono con sé i simboli della loro fede: l’icona della Vergine dell’Elemosina, una reliquia di San Zenone, soldato martire, una croce bizantina e una campana. Per simboleggiare l’arrivo da oriente della comunità che diede vita all’odierna città di Biancavilla, il corteo è sfilato lungo tutto il centro storico.

Passando da via Innessa, la manifestazione ha poi raggiunto piazza Roma, tra ali di folla che guardava con ammirazione la bellezza degli abiti, la compostezza dei vari figuranti e i personaggi a cavallo. Una menzione speciale merita la figura di Giorgio Castriota, detto Skanderbeg, a cavallo, eroe albanese che si distinse nella battaglia per la libertà del suo Paese, con altri cavalieri alla sua scorta.

In piazza Roma è stato rievocato il pio racconto collegato all’origine della città di Biancavilla, con la “posa” dell’Icona bizantina della Madonna dell’Elemosina su un albero di fico, che – nottetempo – coi suoi rami imprigionò l’immagine della Madre di Dio, al punto che non riuscirono più a staccarla.

 Fu per gli esuli il segno che in questo luogo avrebbero dovuto fissare la loro dimora. Nacque così Callìcari (che in greco significa ‘bel campo’), poi divenuta Albavilla, oggi Biancavilla. Dopo la conclusione della posa dell’icona sull’albero, la consegna simbolica della “Licentia Populandi” all’attuale primo cittadino biancavillese, Antonio Bonanno da parte del personaggio Cesare de Masi.  

Ad accompagnare i gesti della rievocazione storica, la lettura di alcuni brani del componimento letterario “Il volto della Madre” di mons. Antonino Distefano. L’iniziativa, così come fatta, prima in assoluto come si è detto, ha avuto il merito di rievocare plasticamente una storia lontana eppure tanto significativa per il nostro oggi. La tutela dei valori della libertà e della fede cristiana resta un principio di grande importanza per lo sviluppo della nostra comunità. Non ci può essere un progresso che dimentichi le origini e i valori dei nostri antenati.

La manifestazione ha avuto il patrocinio della Regione Sicilia – Assessorato al turismo e allo spettacolo, e del Comune di Biancavilla; ottenendo plauso e riconoscimento dalla fondazione patrimonio Unesco di Sicilia e il sostegno del Gal Etna, nonchè di diversi sponsor commerciali locali.