La Madonna dell’Elemosina pellegrina a Catania

Ancora una volta la Madonna dell’Elemosina visita le varie comunità ecclesiali di Sicilia. Domenica 8 aprile p.v., infatti, l’Icona della Madre di Dio sarà recata presso il Santuario diocesano catanese della SS.ma Annunziata al Carmine – piazza Carlo Alberto, per rimanervi fino alla sera del giorno successivo (9 aprile). Una delegazione di devoti e cittadini biancavillesi accompagnerà la Sacra Immagine secondo il programma predisposto.

“A te, Maria, figlia di Abramo e Madre della Misericordia, salga il nostro grazie”

Conclusione del corso di esercizi spirituali per i giovani della Comunità Ecclesiale di Biancavilla, questa sera presso la chiesa del monastero “S. Chiara”. Presente all’evento l’Icona della Madonna dell’Elemosina. Nella sua omelia, P. Nino La Manna, ha ricordato che la lettura dell’Antico Testamento mette in guardia dalla tentazione di cercare il vitello d’oro, la divinità visibile e palpabile fatta su misura per dell’uomo. La lettura del Vangelo secondo Giovanni invita invece ogni creatura umana a credere in Gesù Cristo, fondamento della vera fede. E Maria, Madre di Misericodia, come il suo Dio, ha occhi e cuore di madre che si allargano all’umanità universale.

di Don Antonino La Manna*

“Scambiarono la loro gloria con la figura di un toro che mangia erba… Dimenticarono Dio che li aveva salvati, che aveva operato in Egitto cose grandi… ed egli li avrebbe sterminati se Mosè, il suo eletto, non si fosse posto sulla breccia davanti a lui per impedire alla sua collera di distruggerli…” (Sal 105).

Così ci fa pregare la Chiesa oggi nel salmo responsoriale. Ci ritroviamo, rispetto a quello che abbiamo letto finora su Giona, nella situazione esattamente inversa: se lì era Dio che cercava di far ragionare Giona, quasi intercedendo per Ninive, qui è Mosè che cerca di far ragionare Dio, intercedendo per Israele, ricordandogli la Sua identità di salvatore dall’Egitto e di amico di Abramo. E il Signore si lascia convincere… al contrario di Giona. L’effetto è lo stesso che per Ninive: Il Signore si pentì del male che aveva minacciato di fare  al suo popolo.

E Dio potrebbe avere delle buone ragioni da addurre: il popolo, non ignorante come Ninive, perché ha visto aprirsi il mare e lo ha visto ricadere sui suoi nemici, stanco di attendere i tempi di Dio, di quello vero, ha sfogliato il catalogo degli dei, sempre ben fornito, e si è scelto il dio che gli piace (in questo addirittura aiutato dal proprio sacerdote) osando addirittura attribuirgli l’identità del vero Dio: Ecco il tuo Dio, Israele, colui che ti ha fatto uscire dalla terra d’Egitto. Ecco questo si che è un dio che ci piace, finalmente…

Un dio che piace, che si può trasportare dove vogliamo, piuttosto che lasciare che sia Lui a condurre noi per vie che non gradiamo e in tempi che non conosciamo…

Ma il Dio di Israele, misterioso, imprevedibile, continua imperterrito a voler salvare questo popolo (e tutti i popoli) con mezzi che di solito non gradiamo, come l’Ultimo e Definitivo: Gesù Cristo. “Non credete a colui che egli ha mandato” è l’amara constatazione di Gesù nel Vangelo di oggi. Siamo al c. 5, che ci ha raccontato alcuni giorni fa la guarigione misericordiosa del paralitico alla piscina di Betzatà, in giorno di sabato, fatto per cui Gesù viene contestato. Non si può operare la misericordia in giorno di sabato…

Eppure Gesù si ostina a ricordarci che quello che compie non solo non è una trasgressione alla legge di Dio, ma piuttosto un compiersi delle sue opere. Ci rivela infine il segreto motivo (che non osiamo ammettere neanche a noi stessi) per cui ci irrita il suo modo di fare: Non avete in voi l’amore di Dio. La sua parola autorevole ci svela a noi stessi: siamo lontani miglia dalla prospettiva di misericordia del Padre, ecco perché non lo riconosciamo nelle sue opere. Una misericordia che risana, ben inteso, che non lascia l’uomo nell’idolatria della propria volontà, ma lo guarisce nel profondo del suo io (va e non peccare più), come ha fatto con noi due giorni fa, e gli fa condividere il suo arduo, sofferto, ma glorioso cammino di amore…

Ma c’è una di noi, non famosa come Abramo e Mosè, ma che riassume perfettamente in sé il loro amore per Dio e la loro intercessione, che già all’inizio della missione di Gesù, lo accosta e gli dice semplicemente: Non hanno vino… non hanno in loro il vino dell’amore di Dio. Non un’accusa, ma una constatazione dolorosa e trepidante di attesa. Non è un’eroina da antichi libri biblici, non ha la spada come Giuditta, né è una nota profetessa come Debora… è un’anonima massaia, che fa la spola tra la cucina e la sala da pranzo, ma che, come il suo Dio, ha occhi e cuore di madre che si allargano all’umanità universale e chiede al Figlio di dare loro il vino… quel vino che fra un po’ ci sarà offerto per la remissione dei peccati e che Lei, tenero sguardo materno su Israele e Ninive, entrambe amate da Dio, sta, ora come allora, chiedendo per noi… a te, Maria, figlia di Abramo e Madre della misericordia fatta carne nel tuo e nostro Gesù, salga il nostro grazie… e attraverso il tuo cuore, alla Trinità. Amen.

*Biblista, parroco in San Pietro, Adrano.

“So che tu sei un Dio misericordioso”

Esercizi spirituali per i Giovani di Biancavilla con la Madre dell’Elemosina.

Dal 12 al 15 marzo prossimi, avranno luogo a Biancavilla gli esercizi spirituali per i giovani di tutta la comunità ecclesiale locale“So che tu sei un Dio misericordioso” (Gio 4,2c), questo è il tema che sarà meditato dai giovani guidati da don Antonino La Manna, che curerà le catechesi giornaliere incentrate sulla figura del profeta Giona. Gli esercizi, come ogni anno, si terranno presso la Chiesa del Monastero “S. Chiara” (Clarisse), a partire dalle ore 20.00. Per la particolare circostanza, a conclusione delle giornate, sarà presente l’Icona della Madonna dell’Elemosina, Madre di Misericordia, tanto cara alla comunità biancavillese e ai giovani, che in maniera particolare l’hanno scelta quest’anno per essere accompagnati nelle meditazioni spirituali di Quaresima, tempo di preparazione alla Pasqua del Signore.

Paolo VI sarà proclamato “Santo”

 

Il Pontefice che nel 1970 con bolla “In Sanctissimam Christi Matrem”, elevò il Santuario della Madonna dell’Elemosina di Biancavilla a “Basilica Minore Pontificia”, sarà presto canonizzato. La notizia è stata ufficializzata oggi con la promulgazione dei decreti di canonizzazione da parte del Dicastero per le Cause dei Santi.

La celebrazione liturgica, con molta probabilità, avrà luogo a ottobre, alla fine del Sinodo sui Giovani (dal 3 al 28). Il miracolo riconosciuto oggi da Papa Francesco, attribuito al Pontefice bresciano riguarda una bambina nata in condizioni drammatiche al termine di una gravidanza di 26 settimane il 25 dicembre del 2014.

Intanto, nella Basilica Santuario di Biancavilla, è stata ultimata la teca che raccoglie i doni papali di cui la comunità biancavillese è stata beneficiata. Si tratta della rosa (oggi essiccata) che papa Francesco ha offerto alla Madonna dell’Elemosina, durante la sua esposizione straordinaria in piazza San Pietro in Vaticano il 3 settembre 2016 e la “Casula”, indossata dallo stesso pontefice nel suo viaggio apostolico a Cuba.

La teca, con altri cimeli papali ed immagini, è stata allestita nella monumentale Sacrestia, accanto alla bacheca che custodisce lo zucchetto e la stola pastorale del Santo Padre Benedetto XVI, donati il 19 ottobre 2015.

 

 

La Collegiata di Biancavilla e la Madre di Dio nella Liturgia

Questa mattina, presso lo Studio Teologico “S. Paolo” di Catania, hanno discusso le tesi di baccalaureato i seminaristi Giosuè Messina, biancavillese e Gabriele Serafica, nicolosita, entrambi appartenenti all’Associazione “Maria SS. dell’Elemosina”, concludendo così il loro primo ciclo di studi teologici. Giosuè ha presentato un lavoro sull’insigne Collegiata di S. Maria dell’Elemosina in Biancavilla dalle origini (1746) all’anno 2000; mentre Gabriele ha preparato uno studio mariologico dal tema: “Maria Vergine, immagine e Madre della Chiesa nella eucologia delle Messe della Beata Vergine Maria: Raccolta di formulari secondo l’anno liturgico”. Tra i laureandi, anche il seminarista Ivan Incognito, di Maniace, sempre presente a Biancavilla in occasione delle celebrazioni estive in onore della Madonna dell’Elemosina. Ai neo laureati, giovani in preparazione al sacerdozio, vanno le congratulazioni da parte dell’Associazione “SME” e l’augurio che possano essere sempre più testimoni del Signore Gesù, pronti a servire i fratelli che la Provvidenza vorrà affidargli, sotto la materna protezione della Madre della Misericordia.

La Madre dell’Elemosina visita l’Ospedale di Biancavilla nella XXVI Giornata del Malato

Fede e solidarietà all’Ospedale di Biancavilla per celebrare con i fratelli ammalati e sofferenti la XXVI Giornata Mondiale del Malato con il conforto della Vergine Madre.

Le basse temperature atmosferiche e il forte vento non hanno frenato l’appuntamento di oggi, sabato 10 febbraio all’Ospedale “Maria SS. Addolorata” di Biancavilla per celebrare con tutta la Chiesa universale la 26ma Giornata Mondiale del Malato dal tema eminentemente mariano: Mater Ecclesiae: «”Ecco tuo figlio … Ecco tua madre”.

E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé …» (Gv 19, 26-27). Alle ore 11, una riproduzione dell’Icona bizantina della Madonna dell’Elemosina è stata recata in Ospedale; lì è stata accolta dal personale medico e paramedico, dai Volontari Ospedalieri Italiani e da diversi membri dell’Associazione “Maria SS. dell’Elemosina”, la quale ormai da molti anni, promuove questo significativo “incontro” tra la Vergine SS.ma e le persone ricoverate.

L’Icona, quindi, è stata posta nella sala d’ingresso per un breve momento di preghiera presieduto dai Cappellani, P. Umberto Napoli e P. Antonio Vitanza, che, commentando le parole del Santo Padre Francesco per la 26ma Giornata Mondiale del Malato, hanno evidenziato come la visita agli infermi è un momento privilegiato nel quale la comunità ecclesiale porta la luce e la grazia del Signore a coloro che soffrono e a quanti se ne prendono cura.

Memori della Parola del Vangelo (Mt 25,31-46), il credente che fa visita o si prende cura di una persona inferma – hanno  ribadito i sacerdoti – riconosce con umiltà che il Signore Gesù si è identificato con il malato, con il misero, con il sofferente.

La preghiera introduttiva, quindi, è stata scandita dalla proclamazione della Parola di Dio e da salmi responsoriali sulla Misericordia di Dio per l’uomo. Concluso il momento di preghiera, l’Immagine benedetta della Madre di Dio è stata devotamente recata tra i vari reparti sanitari tra canti e preghiere. Toccante la visita nelle corsie e nelle sale dove i ricoverati hanno potuto pregare e “consegnare” la propria sofferenza alla Misericordia del Signore che nella sua Santissima Madre trova l’espressione più alta.

Tenera la visita al reparto di maternità con le mamme che, ad occhi lucidi, hanno affidato i loro piccoli alla protezione della Madonna. La manifestazione di solidarietà si è conclusa intorno alle ore 12,30. L’Effigie, poi, è stata “salutata” e ricondotta in Basilica. Apprezzamento per l’iniziativa ormai consolidata, è stata espressa dal direttore sanitario dott. Pietro Ciadamidaro e dal primario della divisione di Pediatria e membro dell’Associazione “SME”, dott. Dino Pennisi.

Ci piace concludere riportando un passo del messaggio del papa per la medesima giornata: A Maria, Madre della tenerezza, vogliamo affidare tutti i malati nel corpo e nello spirito, perché li sostenga nella speranza. A lei chiediamo pure di aiutarci ad essere accoglienti verso i fratelli infermi. La Chiesa sa di avere bisogno di una grazia speciale per poter essere all’altezza del suo servizio evangelico di cura per i malati.

Perciò la preghiera alla Madre del Signore ci veda tutti uniti in una insistente supplica, perché ogni membro della Chiesa viva con amore la vocazione al servizio della vita e della salute. La dolcezza dello sguardo di Maria – afferma ancora il Santo Padre – accompagni tutti “perché possiamo riscoprire la gioia della tenerezza di Dio e portarla impressa nei nostri cuori e nei nostri gesti”.