AVVENTO È SAPER ATTENDERE

Meditazione essenziale sull’Avvento, tempo di attesa del Salvatore.

Così riflette un uomo di spirito del nostro tempo:

Non amo attendere nelle file. Non amo attendere il mio turno. Non amo attendere il treno. Non amo attendere prima di giudicare. Non amo attendere il momento opportuno. Non amo attendere un giorno ancora. Non amo attendere perché non ho tempo e non vivo che nell’istante. D’altronde tu lo sai bene, tutto è fatto per evitarmi l’attesa: gli abbonamenti ai mezzi di trasporto e i self-service, le vendite a credito e i distributori automatici, le foto a sviluppo istantaneo, i telex e i terminali dei computer, la televisione e i radiogiornali. Non ho bisogno di attendere le notizie: sono loro a precedermi. Ma tu Dio tu hai scelto di farti attendere il tempo di tutto un Avvento. Perché tu hai fatto dell’attesa lo spazio della conversione, il faccia a faccia con ciò che è nascosto, l’usura che non si usura. L’attesa, soltanto l’attesa, l’attesa dell’attesa, l’intimità con l’attesa che è in noi, perché solo l’attesa desta l’attenzione e solo l’attenzione è capace di amare” (Jean Debruynne).

Così un teologo dei primi del secolo scorso ci spiega il senso dell’Avvento:

Celebrare l’Avvento, significa saper attendere, e l’attendere è un’arte che, il nostro tempo impaziente, ha dimenticato. Il nostro tempo vorrebbe cogliere il frutto appena il germoglio è piantato; così, gli occhi avidi, sono ingannati in continuazione, perché il frutto, all’apparenza così bello, al suo interno è ancora aspro, e, mani impietose, gettano via, ciò che le ha deluse. Chi non conosce l’aspra beatitudine dell’attesa, che è mancanza di ciò che si spera, non sperimenterà mai, nella sua interezza, la benedizione dell’adempimento” (Dietrich Bonhoeffer).

Così un pastore dei nostri giorni ci invita a vivere l’Avvento:

“Avvento è essere convinti che il Signore viene ogni giorno, ogni momento nel qui e nell’ora della storia, viene come ospite velato” (Mons. Tonino Bello).

Maria, donna dell’attesa, ci aiuti a riscoprire il valore del saper attendere, e nutra la speranza di chi attende con fiducia la salvezza del Signore.

Buon cammino di Avvento!

LA VITA OLTRE

Riflessioni di metà autunno

Che la vita sia un’avventura affascinante ma anche complessa, ce lo ricorda la festa di tutti i Santi che arriva nel cuore dell’autunno per celebrare insieme la gloria e l’onore di tutti i Santi, anche quelli non canonizzati. Il calendario liturgico della Chiesa invoca in questo giorno tutti i coloro che hanno vissuto in pienezza la loro fede in Cristo. Molti li conosciamo perché ufficialmente dichiarati come tali dalla Chiesa – quelli da calendario per intenderci (martiri, confessori della fede, fondatori di ordini religiosi, mistici, educatori e persone di carità) – tanti altri ci sono sconosciuti, o sono noti solo a chi ha avuto il piacere, l’onore e la gioia di vivere accanto a delle persone eccezionali. I Santi non sono persone normali. Questo non per dire che fanno miracoli o hanno visioni soprannaturali, ma per dire che sono uomini e donne che hanno vissuto in pienezza la loro vita e che adesso vivono al cospetto di Dio.

Persone che hanno vissuto nel silenzio situazioni difficili, hanno affrontato sofferenze, malattie, missionari o chiusi in un convento, per la strada o tra le mura domestiche, eroi del quotidiano che hanno adempiuto con fedeltà gli impegni della loro condizione di vita: preti, suore, mamme e papà di famiglia, consacrati. Tanto eccezionali e tanto normali. E forse eccezionali proprio perché normali. Alla sfida della vita  hanno risposto dimostrando che si può vivere la fedeltà all’amore. Ed è a questa straordinarietà che siamo invitati tutti noi cristiani, quando la Chiesa ci ricorda la chiamata universale alla Santità. A questi nostri fratelli e sorelle la Chiesa ci propone di guardare perché, come loro, anche noi possiamo essere “eccezionali nell’ordinarietà”.

La festa dei Santi però ci dice anche un’altra cosa: che la vita non è tutta qui. Non finisce con l’ultimo respiro, non si dissolve nella polvere del sepolcro. No, quella vita iniziata senza che lo avessimo chiesto, continua per sempre, in una modalità nuova, affondando nella beata eternità ed immensità di Dio che colma il nostro cuore di ogni desiderio e di ogni pienezza. I Santi continuano a vivere. Ci sono presenti e contemporanei. Sempre attuali. 

La festa dei Santi, con la commemorazione dei defunti, che segue il 2 novembre, mentre ci fa gettare uno sguardo sulle realtà ultime della nostra vita (la morte, il giudizio di Dio, il paradiso, l’inferno e il purgatorio), ci sprona a guardare la nostra vita. Oggi. Il paradiso inizia qui. Quello che sarà di noi, nella memoria dei nostri cari e al cospetto del Signore, dipende dal momento presente.

Streghe, vampiri e fantasmi, che la società del consumo ci offre quasi per prendersi gioco del mistero della morte, non ci possono far dimenticare che il nostro destino futuro comincia già adesso e che la sfida con la vita si vince nel quotidiano. I Santi ce lo ricordano. Soprattutto quelle persone speciali che ognuno di noi ha conosciuto e il cui esempio ci è rimasto nel cuore, a conferma che una vita autentica è possibile. Sono i Santi di casa nostra, quelli che abbiamo incontrato sul nostro cammino e ci hanno mostrato una “vita pienamente riuscita”.

 

25 AGOSTO 2017: FATIMA CENT’ANNI DOPO…

Venerdì 25 agosto alle 20 approfondiremo il messaggio delle apparizioni di Fatima, in comunione con il Santuario portoghese dove quest’anno si celebra il primo centenario delle apparizioni della Vergine ai tre pastorelli verificatesi in Cova de Iria da maggio a ottobre del 1917.

L’iniziativa di spiritualità e cultura religiosa si colloca nel contesto delle celebrazioni di fine agosto in onore della Madonna dell’Elemosina.

Le rivelazioni di Fatima hanno segnato profeticamente le vicende del secolo scorso (dalla rivoluzione comunista in Russia alla caduta del muro di Berlino, dal Vaticano II all’attentato a san Giovanni Paolo II).

In che modo la storia è nelle mani del Signore? Quanto il male della storia può essere evitato?
Perché la Madonna appare?
Il terzo segreto, sulla crisi e la persecuzione della Chiesa, è davvero concluso?
Cosa chiede oggi a noi la Madonna?

Ne parleremo con il prof. Nino Grasso, mariologo, che ha studiato le rivelazioni e i messaggi della Vergine a Fatima.

Maria associata alla Passione del Figlio

Dino Cunsolo: “Gesù incontra sua Madre”.
Da “Con Maria sulla via della Croce”.
Via Crucis (IV stazione) della Basilica Santuario di Biancavilla.

O Dio,
tu hai voluto accanto al tuo Figlio
la sua Madre addolorata:
fa’ che la tua Santa Chiesa
associata con Lei alla Passione del Cristo,
partecipi alla gloria della risurrezione.
Egli è Dio e vive e regna nei secoli dei secoli.
Amen.

“La Parola è un dono. L’altro è un dono”. Primo sabato in Santuario con la Madonna dell’Elemosina

Oggi, sabato 4 marzo, primo sabato di mese, l’Associazione “Maria SS. dell’Elemosina”, si è riunita per il consueto incontro spirituale e formativo. Alle ore 18,30 ha partecipato alla S. Messa, mentre successivamente ha preso parte al momento formativo curato dal Prevosto-Assistente, don Pino Salerno. Tema della serata, oltre a quello previsto nella liturgia della I Domenica di Quaresima, la presentazione del Messaggio di Papa Francesco per la Quaresima 2017 dal titolo “La Parola è un dono. L’altro è un dono”, all’interno del quale il Santo Padre si sofferma sull’accoglienza e sul donarsi gli uni agli altri.  Chi ci viene incontro, soprattutto se debole, scrive il Papa, «merita accoglienza, amore, rispetto» perché l’altro, per noi, è un dono e noi siamo chiamati allo stesso tempo a donarci, per poter «vivere e testimoniare in pienezza» il senso del tempo pasquale.

Il Papa ha preso spunto dal Vangelo di Luca, in particolare dalla parabola dell’uomo ricco e del povero Lazzaro. Proprio quest’ultimo «non è anonimo, ha tratti ben precisi e si presenta come un individuo a cui associare una storia personale. Mentre per il ricco egli è come invisibile, per noi – scrive il Papa – diventa noto e quasi familiare, diventa un volto; e, come tale, un dono, una ricchezza inestimabile». Per questo motivo nella parabola la figura del povero non è un «fastidioso ingombro», ma è un invito che Cristo ci fa a convertirci e cambiare vita. Ecco quindi – prosegue il Papa – che «la Quaresima è un tempo propizio per aprire la porta ad ogni bisognoso e riconoscere in lui o in lei il volto di Cristo.

Ognuno di noi ne incontra sul proprio cammino». Al contrario di quanto fatto col povero, «la parabola è impietosa nell’evidenziare le contraddizioni in cui si trova il ricco». Questo personaggio – spiega Francesco – non ha un nome, è qualificato solo come “ricco” e si può vedere «drammaticamente la corruzione del peccato». Da qui il monito a non essere prigionieri del denaro, che «non lascia spazio all’amore e ostacola la pace». Il denaro, scrive il Papa citando l’apostolo Paolo, rappresenta «la radice di tutti i mali» ed è dunque capace addirittura di dominare gli uomini, fino a «diventare un idolo tirannico». In realtà i soldi sono importanti e necessari, ma solamente per «compiere il bene ed esercitare la solidarietà con gli altri». Il troppo attaccamento al denaro e alle cose materiali – prosegue il Papa nel suo messaggio –  porta l’uomo ad essere prigioniero della sua «esteriorità, della dimensione più superficiale ed effimera dell’esistenza» e quindi a pensare solo al proprio ego, dimenticandosi degli altri. «Il frutto dell’attaccamento al denaro è dunque una sorta di cecità: il ricco non vede il povero affamato, piagato e prostrato nella sua umiliazione».

L’unica soluzione per venire fuori da questo «degrado morale» è seguire la Parola di Dio, l’unica «forza viva», come ha sottolineato il Pontefice, capace di far convertire i cuori e di «orientare nuovamente la persona verso Dio». Papa Francesco evidenzia il senso della Quaresima, che è il «tempo favorevole per rinnovarsi nell’incontro con Cristo vivo nella sua Parola, nei Sacramenti e nel prossimo» ed invoca poi la grazia dello Spirito, affinché «guidi a compiere un vero cammino di conversione, per riscoprire il dono della Parola di Dio, essere purificati dal peccato e servire Cristo presente nei fratelli bisognosi». L’incontro si è concluso pregando la Vergine SS.ma, affinché guidi i suoi figli alla meta pasquale corroborati dalle pratiche quaresimali incentrate sulla preghiera, sul digiuno e sulle opere di carità fraterna.

Sabato 4 Marzo – 1° SABATO DI MESE in Santuario

Associazione “Maria SS. dell’Elemosina”

Basilica Santuario di Biancavilla

ore 18,00 S. Rosario con meditazioni sulla “Grande promessa” di N. S. di Fatima, nell’anno centenario delle apparizioni.

ore 18,30 Celebrazione Eucaristica all’altare della Madonna dell’Elemosina.

Preghiere di intercessione alla Vergine SS.ma secondo le intenzioni proposte dal Santo Padre per il mese di Marzo 2017:

– Per l’Evangelizzazione:  Per i cristiani perseguitati, perché sperimentino il sostegno di tutta la Chiesa nella preghiera e attraverso l’aiuto materiale.

– Dei Vescovi:  perché le comunità e le associazioni riscoprano la gioia e la forza della testimonianza.

ore 19,15 Incontro formativo – Lectio Divina sul tema: “Gesù digiuna per quaranta giorni nel deserto ed è tentato” (Mt 4,1-11).

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