“Noi preti non parliamo più della vita eterna!"

Sanremo 2012 – da un messaggio di don Antonio Ucciardo, docente di Teologia all’I.S.S.R. “S. Luca” – Catania

Un invito alla riflessione

Redazione SME

“Noi preti non parliamo più della vita eterna! E’ vero. E doveva dircelo, in diretta, Adriano Celentano. In un discorso populista, ora sessantottino ora naif, e a momenti degno di un avanspettacolo  di bassa lega, con tanto di elogio ad un prete che avrebbe voluto cantare l’Internazionale al Festival (e che contraddice le sue parole!) Ed ha parlato di un paradiso che sembra una balera estiva. Non potevamo aspettarci di più dal molleggiato nazionale, preceduto dalle polemiche sul compenso. Ma ha parlato del giudizio, ha parlato della polvere, ha parlato della Risurrezione. Ed ha detto una verità tremenda: che noi preti non parliamo più della vita eterna!”

“… e beata Colei che ha creduto” (Lc 1,45)

L’omaggio eucaristico dei Soci dell’Associazione “Maria SS. dell’Elemosina e l’ “Ora Santa”

Redazione SME

Vissuto in un clima di raccoglimento e devozione l’omaggio delle aggregazioni ecclesiali facenti capo alla Parrocchia matrice di Biancavilla nel contesto delle Sacre Quarantore. Dopo il Canto del Compieta i fedeli congregati hanno formato una processione che attraversando la navata principale della Basilica Santuario è giunta sino ai piedi dell’altare dove era solennemente esposto il SS. Sacramento. Dopo questo momento, i membri dell’Associazione mariana hanno pregato presso la Cappella di S. Placido dove nel frattempo il SS. Sacramento è stato esposto per essere adorato fino a tarda sera. In Cappella è stata vissuta un “Ora Santa” con meditazioni della Parola di Dio e coi canti della tradizione eucaristica popolare. Di seguito pubblichiamo un brano tratto dall’Esortazione Apostolica Post-Sinodale “Sacramentum Caritatis” del Santo Padre Benedetto XVI

L’Eucaristia e la Vergine Maria

“Dalla relazione tra l’Eucaristia e i singoli Sacramenti, e dal significato escatologico dei santi Misteri emerge nel suo insieme il profilo dell’esistenza cristiana, chiamata ad essere in ogni istante culto spirituale, offerta di se stessa gradita a Dio. E se è vero che noi tutti siamo ancora in cammino verso il pieno compimento della nostra speranza, questo non toglie che si possa già ora con gratitudine riconoscere che quanto Dio ci ha donato trova perfetta realizzazione nella Vergine Maria, Madre di Dio e Madre nostra: la sua Assunzione al cielo in corpo ed anima è per noi segno di sicura speranza, in quanto indica a noi, pellegrini nel tempo, quella meta escatologica che il sacramento dell’Eucaristia ci fa fin d’ora pregustare.
In Maria Santissima vediamo perfettamente attuata anche la modalità sacramentale con cui Dio raggiunge e coinvolge nella sua iniziativa salvifica la creatura umana. Dall’Annunciazione alla Pentecoste, Maria di Nazareth appare come la persona la cui libertà è totalmente disponibile alla volontà di Dio. La sua Immacolata Concezione si rivela propriamente nella docilità incondizionata alla Parola divina. La fede obbediente è la forma che la sua vita assume in ogni istante di fronte all’azione di Dio. Vergine in ascolto, ella vive in piena sintonia con la volontà divina; serba nel suo cuore le parole che le vengono da Dio e, componendole come in un mosaico, impara a comprenderle più a fondo (cfr Lc 2,19.51); Maria è la grande Credente che, piena di fiducia, si mette nelle mani di Dio, abbandonandosi alla sua volontà.(102) Tale mistero si intensifica fino ad arrivare al pieno coinvolgimento nella missione redentrice di Gesù. Come ha affermato il Concilio Vaticano II, « la beata Vergine avanzò nella pellegrinazione della fede e serbò fedelmente la sua unione col Figlio sino alla croce, dove, non senza un disegno divino, se ne stette (cfr Gv 19,25) soffrendo profondamente col suo Unigenito e associandosi con animo materno al sacrificio di Lui, amorosamente consenziente all’immolazione della vittima da lei generata; e finalmente, dallo stesso Gesù morente in croce fu data quale madre al discepolo con queste parole: Donna, ecco tuo figlio ».(103) Dall’Annunciazione fino alla Croce, Maria è colei che accoglie la Parola fattasi carne in lei e giunta fino ad ammutolire nel silenzio della morte. È lei, infine, che riceve nelle sue braccia il corpo donato, ormai esanime, di Colui che davvero ha amato i suoi « sino alla fine » (Gv 13,1).
Per questo, ogni volta che nella Liturgia eucaristica ci accostiamo al Corpo e al Sangue di Cristo, ci rivolgiamo anche a Lei che, aderendovi pienamente, ha accolto per tutta la Chiesa il sacrificio di Cristo. Giustamente i Padri sinodali hanno affermato che « Maria inaugura la partecipazione della Chiesa al sacrificio del Redentore ».(104) Ella è l’Immacolata che accoglie incondizionatamente il dono di Dio e, in tal modo, viene associata all’opera della salvezza. Maria di Nazareth, icona della Chiesa nascente, è il modello di come ciascuno di noi è chiamato ad accogliere il dono che Gesù fa di se stesso nell’Eucaristia”.

Quarantore in Santuario: oggi l'omaggio delle Aggregazioni

Oggi e domani gli ultimi giorni delle Sacre Quarantore in Santuario.

Redazione SME

Dopo i momenti di preghiera che hanno riguardato i giovani e le famiglie, stasera avrà luogo l’omaggio al Santissimo Sacramento delle aggregazioni ecclesiali, nella giornata dedicata alla preghiera per l’educazione alla fede. A seguire, alle 20, Veglia di preghiera animata dall’Associazione “Maria SS. dell’Elemosina” con meditazioni sul tema “…e betata Colei che ha creduto!”.

 Il programma delle giornate eucaristiche è disponibile al seguente link: http://www.basilicacollegiatabiancavilla.it/files/Alessandro/pdf/programma%20sacre%20quarantore%202012.pdf

Da domani le Quarantore in Santuario: in preghiera davanti al Santissimo

“… e Beata Colei che ha creduto” (Lc  1,45): l’ “Ora Santa” animata dall’Associazione “Maria SS. dell’Elemosina” nel contesto delle Sacre Quarantore.

Redazione SME

Inizia domani l’ultimo turno della Sacre Quarantore a Biancavilla (Ct) presso la Basilica Santuario “Maria SS. dell’Elemosina”. Le giornate eucaristiche si svolgeranno  dal 9 al 14 febbraio 2012. In tale contesto, lunedì 13 febbraio p. v. alle ore 20,00  una veglia di Adorazione Eucaristica sarà guidata dall’Associazione “Maria SS. dell’Elemosina” sul tema: “… e beata Colei che ha creduto” (Lc 1,45). Questo, tra l’altro, è il tema scelto dall’Associazione in preparazione all’Anno della Fede indetto dal Santo Padre Benedetto XVI per il 2012-2013. I Congregati e gli altri fedeli che si vorranno unire, pregheranno al cospetto della SS. Eucaristia sostenuti da un testo di meditazione. Previsti nel programma della  Veglia ampi spazi dedicati al silenzio, alla meditazione personale e comunitaria e al canto liturgico. L’“Ora Santa” sarà preceduta dal tradizionale Atto di devozione eucaristica che i membri dell’Associazione Mariana compiranno assieme alle altre Aggregazioni ecclesiali che fanno capo alla Parrocchia Matrice.

Sant'Agata ci insegna: esistono valori più grandi

Riflessioni a margine degli episodi che si sono verificati al rientro della processione per le modifiche al tragitto tradizionale.

di Alessandro Scaccianoce

Con grande sofferenza prendiamo atto dei disordini che si sono registrati nell’ultima fase della processione di Sant’Agata. Dopo la decisione di saltare la salita di via Di Sangiuliano, per la scivolosità del pavimento che avrebbe reso assai pericoloso quel tratto di strada, alcuni devoti  hanno manifestato apertamente il loro dissenso, contestando la decisione che ha fatto saltare il passaggio del fercolo da via Crociferi anticipando il rientro della Santa in Cattedrale, avvenuto intornoi alle 9,15 di lunedì 6 febbraio.

La prima cosa che viene in mente è un sentimento di compassione per chi ha protestato. I siciliani sanno bene quanto sia pericoloso mutare le tradizioni. Possiamo provare a comprendere il dispiacere per non aver vissuto uno dei momenti più toccanti e suggestivi di tutta la festa (qualora – come sostengono alcuni – non vi siano altre ragioni, anche di natura economica). La tradizione ci rende sicuri e, forse, ci illude che tutto continui ad andare bene, nonostante tutto. Si sarebbe potuta fare a passo d’uomo la salita di Sangiuliano? Chi ha deciso? Dov’era chi doveva assumersi la responsabilità di questa scelta? Il “Mastro di vara” è stato lasciato solo in questa decisione? Probabilmente, ma non è questo che conta adesso. Nessuna considerazione, infatti,  può giustficare lo spettacolo che è stato offerto al mondo intero. Ci offende come siciliani, come devoti di sant’Agata e come cristiani.

Ci è parso di rivedere le antiche tesi di psicologi come Le Bon secondo cui  la folla è lo spazio in cui l’emotività, l’irrazionalità e le passioni inconsce, solitamente tenute a freno dalla coscienza individuale, possono esplodere. In tale ambito  l’individuo, liberato dai freni inibitori, fa emergere quanto di inaccettabile vi è in lui. Tuttavia ciò non rende giustizia del sentimento autenticamente religioso che, siamo certi, permea la coscienza della stragrande maggioranza dei devoti di sant’Agata.

Un insegnamento possiamo trarlo anche da questo evento: ci sono valori più grandi della tradizione e del folklore (e, se del caso, anche delle scommesse). Esiste il rispetto della vita umana, della sicurezza e dell’incolumità dei nostri fratelli. Lo stesso martirio di sant’Agata è proprio un esempio della volontà di non sacrificare i valori più alti in nome della convenienza o dell’opportunità. Abbiamo sacrificato la tradizione, ma sant’Agata resta nei nostri cuori. Possiamo fare la stessa cosa anche ad altri livelli, come catanesi, siciliani e meridionali. La protesta e la rabbia che si sono manifestate in questa occsione, potrebbero e dovrebbero essere opportunamente incanalate per estirpare ciò che veramente di sbagliato c’è nella nostra società meridionale, contro ciò che opprime e frena lo sviluppo del nostro territorio. Questo episodio potrebbe diventare metafora della voglia di non arrendersi, ma solo se teniamo presente un fine più grande: il bene di tutti. Perchè il benessere del singolo non può prescindere dal benessere degli altri. In questo  sant’Agata continua ad educare il suo popolo con pazienza e benevolenza.

Ai media e agli osservatori internazionali vorremmo chiedere uno sguardo di benevolenza, per non voler liquidare la fede agatina come qualcosa che scatena sentimenti ancestrali e brutali, secondo le citate tesi, o come l’ennesima conferma di una scietà, quella meridionale, vittima di se stessa e della sua incapacità di sviluppo. Attenti alle generalizzazioni e alle condanne facili. La festa di sant’Agata è e resta un evento straordinario, unico, che manifesta la grande capacità del nostro popolo e dei nostri giovani di appassionarsi, di amare e di credere.

Ci piacerebbe sentire parole di esortazione e di speranza anche dai Pastori della nostra Chiesa. Perchè questi ragazzi, che protestano per la modifica del tragitto della processione di sant’Agata, hanno bisogno di parole e, ancor più, di esempi di speranza. Per poter essere più liberi dalle tradizioni e più forti nell’affrontare le nuove sfide. L’emergenza – ancora una volta – è quella educativa. Su tutta la vicenda pesa un’ombra: siamo sicuri che quel che è accaduto è  solo colpa di alcuni ragazzi facinorosi?

 

Oggi Primo Sabato

Segreteria SME

a tutti i Soci dell’Associazione “Maria SS. dell’Elemosina”

Si ricorda a tutti i Soci l’appuntamento spirituale e formativo di oggi, primo sabato di febbraio. Come ogni primo sabato di mese, ci incontreremo in Basilica Santuario per la recita del S. Rosario comunitario alle ore 18,00; mentre alle ore 18,30 vivremo la celebrazione della S. Messa nei primi Vespri della solennità della Vergine e Martire Agata, Patrona principale della Città e dell’Arcidiocesi di Catania. A seguire, presso l’Aula capitolare, parteciperemo all’incontro formativo mensile curato dall’Assistente spirituale dell’Associazione, Don Pino Salerno, sul tema: “Gesù Cristo fu concepito per opera dello Spirito Santo e nacque da Maria Vergine”, (dal Catechismo della Chiesa Cattolica). Sarà presente il Socio Don Ambrogio Monforte. Alla fine dell’incontro, verrà reso noto il ricavato delle offerte dei Soci per il dono della “Rosa Mystica” alla Vergine SS. dell’Elemosina in occasione dei primi dieci anni di vita dell’Associazione mariana. Saranno inoltre discussi e presentati i prossimi appuntamenti associativi.

Fraterni saluti.