La Madonna dell’Elemosina visita l’Ospedale cittadino

Fede e solidarietà all’Ospedale di Biancavilla per celebrare con i fratelli ammalati e sofferenti la Misericordia del Signore con il conforto della Beata Vergine dell’Elemosina.

Redazione SME

Oggi, sabato 11 febbraio, memoria della Madonna di Lourdes, la Chiesa cattolica celebra la XXV Giornata Mondiale del Malato. Ed in questa particolare circostanza l’Associazione “Maria SS. dell’Elemosina”, come ormai da 14 anni, ha vissuto questa ricorrenza di carità e solidarietà presso l’Ospedale cittadino “Maria SS. Addolorata”.

 

Alle ore 11 di questa mattina, una riproduzione dell’Icona bizantina della Madonna dell’Elemosina è arrivata in Ospedale; qui è stata festosamente accolta da diversi membri dell’Associazione mariana, dai Volontari Ospedalieri Italiani, e dal personale medico e paramedico.

   

L’Icona, quindi, è stata posta nella sala d’ingresso per un breve momento di preghiera. Presente il Cappellano della struttura ospedaliera, P. Umberto Napoli ofm. che ha offerto ai presenti una meditazione spirituale.

La preghiera introduttiva è stata scandita dalla proclamazione della Parola di Dio e da una parte del Messaggio del Santo Padre Francesco per la XXV Giornata del Malato 2017 che ha come tema: “Stupore per quanto Dio compie: «Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente…» (Lc 1,49). 

Concluso il momento di preghiera l’Icona è stata devotamente recata tra i vari reparti sanitari tra canti e preghiere. Toccante la visita nelle corsie e nelle sale dove i ricoverati hanno potuto pregare e “consegnare” la propria sofferenza alla Misericordia del Signore che nella sua Santissima Madre trova l’espressione più alta. Tenera la visita al reparto di maternità con le mamme che, ad occhi lucidi, hanno affidato i loro piccoli alla protezione della Madonna.

La manifestazione di solidarietà e di misericordia si è conclusa intorno alle ore 12,30 nella struttura sanitaria di riabilitazione motoria; l’Effigie, poi, è stata riportata in Basilica. Ci piace concludere prendendo in prestito le parole del Papa consapevoli che:

 “L’esperienza di Giobbe trova la sua autentica risposta solo nella Croce di Gesù, atto supremo di solidarietà di Dio con noi, totalmente gratuito, totalmente misericordioso. 

E questa risposta d’amore al dramma del dolore umano, specialmente del dolore innocente, rimane per sempre impressa nel corpo di Cristo risorto, in quelle sue piaghe gloriose, che sono scandalo per la fede ma sono anche verifica della fede” (cfr Omelia per la canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, 27 aprile 2014).

“Sulla via di Damasco”. La Madonna dell’Elemosina nella trasmissione di Rai2

Redazione SME

14625444_10209098973023521_462398418_nStamattina, sabato 15 ottobre, alle ore 7,45 su Rai2, è andata in onda la Rubrica “Sulla Via di Damasco”, il programma del vescovo Giovanni D’Ercole e Vito Sidoti.
In occasione del Giubileo Mariano, Mons. D’Ercole narra la misericordia della Madre di Dio verso i suoi figli, mostrando i volti e le storie di grazie ricevute che abbondano in tutta Italia e che gravitano attorno ad alcuni importanti santuari mariani.
Tra i contributi video più significativi, quello della venerata Icona di Maria SS. dell’Elemosina di Biancavilla, accolta venerdì scorso nel Santuario di San Salvatore in Lauro a Roma in occasione del Giubileo Mariano della Misericordia, che ancora una volta è stata recata alla Sede di Pietro lo scorso 8 ottobre.
Tra le testimonianze raccolte da Rai2, quelle di alcuni rappresentanti della delegazione biancavillese formata dal prevosto e da un gruppo di giovani dell’Associazione “Maria SS. dell’Elemosina”.

La Madonna dell’Elemosina sul Treno Bianco per Lourdes

Redazione SME

La Vergine della Misericordia di Biancavilla viaggia in queste ore pellegrina con i malati sul Treno Bianco alla volta di Lourdes.


Una riproduzione dell’icona bizantina della Madonna dell’Elemosina, offerta dalla Basilica Santuario e dall’Associazione “Maria SS. dell’Elemosina”, è stata collocata nella cappella allestita sul convoglio che trasporta gli ammalati a Lourdes.


L’iniziativa è stata promossa dal gruppo UNITALSI di Biancavilla con la delegazione della Sicilia orientale.

Le dame e i barellieri dell’UNITALSI hanno potuto conoscere e venerare l’icona di Biancavilla in occasione del raduno che si è svolto in Santuario domenica 3 aprile scorso nella festa della Divina Misericordia.


Sul treno l’icona è utilizzata anche per i momenti di preghiera che si svolgono lungo il viaggio, come documentano alcune immagini che ci sono state inviate dai pellegrini. Particolarmente intensa è l’adorazione eucaristica, con la processione tra gli ammalati.

Ci rallegra il pensiero che la tenerezza della Vergine della Misericordia accompagna il cammino dei nostri fratelli infermi e sostiene il generoso servizio di chi offre il proprio tempo e il proprio impegno per accompagnarli e assisterli in questo bellissimo viaggio spirituale.

Mons. Staglianò a Biancavilla cita Renato Zero: “Gesù, non ti somigliamo più”

Mons. Staglianò a Biancavilla cita Renato Zero: “Gesù, non ti somigliamo più”

Redazione SME

Un ciclone di entusiasmo e di passione è stato il passaggio a Biancavilla di Mons. Antonio Staglianò, che, nel contesto delle celebrazioni giubilari in onore di Maria Ss. dell’Elemosina, lunedì 22 agosto ha officiato la S. Messa in Santuario, con la partecipazione dell’Azione Cattolica del Vicariato, delle Orsoline e delle Comunità Neocatecumenali che hanno animato la celebrazione.

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Atteso e accolto da un gran numero di fedeli, Mons. Staglianò ha offerto con generosità la sua parola, accompagnata dalla sua naturale e immediata capacità comunicativa. Ha predicato per ben 27 minuti, tenendo incollati i fedeli alle sue parole e al suo argomentare appassionato sulla fede.
“La speranza non ci basta più. Poveri uomini. Poveri. Gesù, non ti somigliamo più – ha detto citando i versi dell’ultimo brano di Renato Zero, intitolato ‘Gesù’. La speranza umana non regge se non è fondata su qualcosa di più grande. Il cristianesimo è centrato sul grande Mistero dell’Incarnazione di Dio.

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Esso ci mostra che non possiamo essere autenticamente umani se non a partire da colui in cui Dio ci ha mostrato il suo progetto per noi. Credere in Dio, infatti, significa credere in ciò che Dio crede per noi”.
Il suo insegnamento ha toccato l’essenza della fede cristiana, che si caratterizza per il fatto di essere una “via di umanizzazione”, come ha sottolineato, ricordando che i cristiani dei primi decenni dopo Cristo venivano indicati come “quelli della via”: “in questo – ha detto Mons. Staglianò – Maria ci è luminoso esempio, con la sua fede, con la sua dedizione al progetto di Dio, anche quando questo va contro le nostre aspettative. Lei, che ha dato la carne al Figlio di Dio, ci mostra come non sia possibile dirsi cristiani senza un modo di vivere che corrisponda alla sequela di Gesù, all’imitazione del suo amore: dare la vita per gli altri”.

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Mons. Staglianò ha ricordato, tra le altre cose, l’importanza di confessarsi e di chiedere perdono a Dio, perché “il perdono ci rigenera”.
Dopo l’Eucaristia, Mons. Staglianò si è intrattenuto con i fedeli presenti.
Quindi, ha raggiunto a piedi piazza Annunziata, gremita da centinaia ragazzi e alcuni adulti, per l’iniziativa “Aperitivo col Vescovo”, voluta dall’Associazione “Maria Ss. dell’Elemosina” e promossa in collaborazione con la Consulta di Pastorale Giovanile del Vicariato.

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Dopo aver sorseggiato una bibita, Mons. Staglianò ha preso la parola, a partire dal brano di Mengoni “L’essenziale”, introducendo in tal modo i suoi giovani ascoltatori, seduti ai tavoli del pub, nei discorsi sulla metafisica per giungere a parlare dell’essenza dell’amore: “l’amore è un’arte – ha detto citando il filosofo Fromm – che si impara a partire da ciò che si riceve. Come gli occhi non possono guardare senza la luce esterna, così il cuore non può amare senza un amore che lo accenda e lo riscaldi.
Dobbiamo imparare ad amare, dal momento che ‘siamo fatti per amare, nonostante noi’, come canta Nek.

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Chi ci insegna ad amare? La società dell’ipermercato? Le telenovelas? Solo Gesù ci mostra cos’è l’amore vero. A questo suo amore io ho creduto, per questo mi sono fatto prete, e per questo sono qui stasera in mezzo a voi, per dirvi che di questo amore di Gesù si può vivere, perché esso è la strada per diventare veramente uomini. Solo seguendo lui possiamo comprendere il significato di parole e dichiarazioni d’amore, che altrimenti rischiano di essere ‘vuote e stupidi parole’ (ancora Mengoni)”.

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Ha strappato più di un applauso il Vescovo di Noto, parlando ai ragazzi calamitati dalla sua audacia e da uno stile immediato e diretto, capace di superare ogni stereotipo sugli uomini di Chiesa. Con un ardore apostolico innovativo, che evoca lo zelo predicatore dell’Apostolo Paolo, Mons. Staglianò si è fatto spazio nella mente e nel cuore dei presenti, catturati da un uomo che parla loro con i testi di quelle canzoni che hanno ascoltato e cantato tante volte, probabilmente senza neanche immaginare che ci potesse essere tanta profondità. Nell’ascoltato tornavano alla mente le parole di San Paolo, a proposito della spinta a predicare il Vangelo con ogni mezzo e  in ogni occasione opportuna e inopportuna.

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“È vero che nasciamo tutti da un uomo e una donna, ma non basta questo per essere umani. Occorre avere il ‘coraggio di essere umani'” ha detto cantillando il noto brano pop.
E ha aggiunto: “‘Sono un peso per me stessa, sono un vuoto a perdere; sono diventata grande senza neanche accorgermene’. Questo è il pericolo da scongiurare – ha detto, con riferimento al brano di Noemi – quello di diventare ciò che non vorremmo, altro da noi stessi. Perché non occorre soltanto diventare umani, ma occorre anche restare umani”. Ciò ha detto anche a proposito di un uso perverso di cellulari e giochi virtuali, come il PokemonGo, che isolano, impedendo di poter guardare negli occhi e osservare il dolore che magari si porta dentro chi ci sta accanto.

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Alternando con disinvoltura aneddoti giocosi, filosofia, letteratura e Vangelo, con piccoli spezzoni di famose canzoni, il Vescovo è andato avanti per una lunga ora. Subito dopo, su richiesta di alcuni giovani, ha imbracciato una chitarra classica, intonando alcuni brani, tra cui una sua inedita canzone, una preghiera per una persona che non c’è più.

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A chiudere la serata è stato il canto praticamente unanime dei presenti della canzone ‘Credo negli esseri umani’ di Mengoni.
Ampi stralci della serata sono stati registrati e immortalati dai ragazzi presenti.
Alla nostra redazione Mons. Staglianò ha offerto tre pensieri che proponiamo in registrazione.
Una serata da ricordare per la città di Biancavilla.

La Madonna dell’Elemosina a Roma da Papa Francesco

S. E. l’Arcivescovo Mons. Salvatore Gristina,
con il XIII Vicariato Pastorale,
la Parrocchia della Basilica Santuario “S. Maria dell’Elemosina”
e l’Associazione “Maria SS. dell’Elemosina”,
di concerto con il Comune di Biancavilla,
annuncia con gioia alla Comunità diocesana che,
venendo incontro ad uno speciale desiderio del Santo Padre Francesco,
la venerata Icona della Beata Vergine Maria dell’Elemosina,
Madre della Misericordia,
con un grande pellegrinaggio di fedeli,
sarà recata a Roma DOMENICA 4 SETTEMBRE 2016,
in occasione della canonizzazione della beata Madre Teresa di Calcutta.

Rendiamo gloria al Signore per un dono tanto grande per la nostra Chiesa particolare.
Maria, Madre di Misericordia, prega per noi!

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Via Crucis della Misericordia

Redazione SME

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In questo Anno Santo della Misericordia si è svolta ieri, venerdì 18 marzo, la “Via Crucis della Misericordia”. Il percorso di fede e di devozione si è snodato lungo le viuzze del centro storico biancavillese, attorno al Santuario giubilare della Beata Vergine dell’Elemosina. Come “pellegrini e mendicanti di misericordia”, i fedeli, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, sono passati da una stazione all’altra portandosi spiritualmente nelle più sperdute e desolate periferie esistenziali e geografiche dell’umanità, dove Cristo ancora soffre, è lasciato morire di fame e di freddo, è rifiutato e respinto, è incarcerato e privato della sua umano-divina dignità, è perseguitato e ucciso…

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“Per vivere autenticamente la nostra Via Crucis sulle orme di Gesù – ci ricordano i vescovi italiani per l’Anno Santo 2016 – , occorre tuttavia avere innanzitutto l’umiltà e il coraggio di scendere nelle zone più nascoste del nostro cuore, quelle ancora da evangelizzare. È là che Gesù ci attende per donarci il suo perdono e cominciare con noi, dall’abisso della nostra povertà, la salita al Calvario, alla vetta del più grande amore. Egli, infatti, nella sua bontà misericordiosa, vuole non solo salvarci, ma anche unirci a sé nell’opera di salvezza universale”.

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La pia pratica, guidata dal prevosto, don Pino Salerno, è stata curata dai gruppi “Catechisti”, “Ministranti”, “Ca.spe.f.” e “Associazione Maria SS. dell’Elemosina” e si è conclusa in Santuario, dinanzi L’icona prodigiosa della Madre dell’Elemosina, dove si è pregato per il dono dell’Indulgenza giubilare.

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Tra le meditazioni proposte all’inizio della Via Crucis:
“Padre, fonte d’Amore, che hai tanto amato il mondo da dare il tuo dilettissimo Figlio
per la nostra salvezza, visita con il tuo Santo Spirito le profondità del nostro cuore,
perché, percorrendo la Via della Croce, ci lasciamo trasformare interiormente, e diventiamo per i nostri fratelli segni vivi della tua misericordia. E tu, Madre della divina Misericordia, accompagnaci lungo il cammino, negli intricati sentieri della storia, negli anonimi agglomerati urbani, nei desolati deserti del non-senso, dove ogni giorno l’uomo è immerso nelle tenebre del Venerdì Santo e attende una parola e un gesto di umana-divina misericordia per risorgere a vita nuova”.

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